NOTIZIARIO N. 4 | DICEMBRE 2004

 Speciale dicembre 2004

Il pranzo di Santa Lucia

Questo numero è un poco speciale perché esce in anticipo di circa 20 giorni rispetto alla sua data prevista. Ma ci sono alcuni avvenimenti che richiedono questa anticipazione. La prima è che ancora non avevamo potuto dare tutte le informazioni relative all’occasione conviviale “tradizionale” di dicembre, la seconda è che il prossimo marzo il circolo rinnoverà il proprio gruppo dirigente procedendo al rinnovo di tutte le proprie cariche sociali. Sono avvenimenti di diverso interesse e peso che meritano una trattazione “pubblica” per coinvolgere in ciascuno di essi il maggior numero di persone. Cominciamo dalla parte “leggera”, il pranzo. Di seguito ci sono le notizie logistiche e gastronomiche e cioè:

La denominazione
Forse non serve a niente, ma lo vogliamo chiamare “pranzo di Santa Lucia”? La data è quella e l’avvenimento ed il relativo incontro è comunque un dono che i soci fanno a se stessi. È anche l’occasione per scambiarsi gli auguri, rinnovare la tessera (per chi non lo avesse ancora fatto) e gustare in compagnia i sapori della Sardegna.

La data e l’ora
Il sabato dodici dicembre prossimo, a pranzo, l’appuntamento è per le 12.30-13.00 ma chi arriverà prima sarà benvenuto ed accolto con un bicchiere, oltre che arruolato tra gli aiutanti.....

La località
Presso la sede degli alpini di Trescore Balneario

I cuochi
Sisinnia Bua in primis, ed il suo consueto staff di validissimi collaboratori volontari. Sono una garanzia di buona cucina e di successo.

Il menu
L’antipasto, composto da prosciutto, salsiccia, lardo sardo ed olive; il primo, con malloreddus alla campidanese e fregola sarda all’agnello; il secondo, di maialetto e salsiccia arrosto; il contorno, con sedano, finocchio ed altre “crudité”; il formaggio, pecorino, e la frutta di stagione. Inoltre, naturalmente, pane carasau, vino, dolce, caffè ed ammazzacaffè

La quota
È fissata a 25 euro

Le eventuali rimanenze
Sono linfa vitale per il circolo. Vanno a finire nel nostro bilancio e servono per finanziarne l’attività. Abbiamo in animo di spostarci in una sede più agibile e degna, tale da poter essere frequentata più assiduamente e agevolmente dai soci ed ogni euro è utile per raggiungere questo obiettivo.

Le prenotazioni
Fatele entro l’8 dicembre telefonando al presidente (Mario Pomesano-035-260375 oppure 328-6610411), alla responsabile della cucina (Sisinnia Bua 035-681965), al vicepresidente (Riccardo Lena 035-247705 oppure 335-6115758), al tesoriere (Antonello Mura 035-223472 oppure 335-6054231) oppure avvertendo un altro dei membri del direttivo. Avvertite in quanti siete, perché così possiamo fare le spese per tutti.

Inoltre...... 

Ricordiamo infine a tutti i soci che questo è l’unico circolo sardo della bergamasca regolarmente costituito, affiliato alla F.A.S.I. e riconosciuto con decreto dalla regione Sardegna. Ribadiamo questo fatto perché è capitato nel passato, remoto e recente, che altri organizzassero cene e circolasse la voce (immaginiamo non fatta circolare volutamente) che le stesse fossero organizzate da un fantomatico “circolo sardo” di Bergamo, che niente ha a che vedere con noi ed alla cui gestione, se esiste, il Circolo Culturale Maria Carta ed i suoi organi sociali sono completamente estranei. Tutti naturalmente sono liberi di organizzare ciò che vogliono, sempre che il tutto avvenga nei limiti della correttezza e cercando di evitare il diffondersi di voci che, anche se non volute, di fatto rischiano di carpire la buona fede altrui.

Il Consiglio Direttivo

IL CIRCOLO MARIA CARTA E LA SFIDA FUTURA

Intervista a Mario Pomesano

Il Presidente

CONTINUIAMO QUESTO NUMERO SPECIALE CON L’INTERVISTA AL PRESIDENTE CHE, DOPO AVER GUIDATO IL CIRCOLO DALLA SUA COSTITUZIONE AD OGGI, SI APPRESTA A GESTIRE IL PASSAGGIO ASSEMBLEARE DEL RINNOVO DELLE CARICHE ASSOCIATIVE CONSEGNANDO AI NUOVI ORGANI DIRIGENTI UN CIRCOLO VIVO ED IN SALUTE, REDUCE DA ALCUNI SUCCESSI E CHE PROPRIO PER QUESTO SI TROVA OGGI DI FRONTE ALLA NECESSITÀ DI DOVER DEFINIRE LE LINEE GUIDA DI UN FUTURO DEGNO DELLA SUA BREVE STORIA



Domanda: il Circolo si appresta a chiudere il suo quarto anno di attività a Bergamo con un bilancio, mi sembra, oltremodo lusinghiero: un numero di iscritti di tutto rispetto (oltre 280 nel 2004), rapporti costanti e cordiali con le istituzioni locali e con la cittadinanza, l’accoglienza a pieno titolo nella F.A.S.I. ed il riconoscimento della Regione Sardegna. Le chiedo: cosa manca per poter definire “perfetti” questi primi quattro anni di vita del Circolo?

Cena sociale 2003 a San Paolo (in primo piano: di
spalle Riccardo Lena e a sin. Antonello Mura

Risposta: un più convinto impegno di proselitismo da parte dei soci sardi per diffondere sempre più i
Valori culturali della nostra isola.

Domanda: la Regione Sardegna, riconoscendo il Circolo, ha fatto su di esso un investimento, morale e, anche, finanziario. Quale pensa sia invece la responsabilità (se c’è) del circolo nei confronti della Regione Sardegna?

Risposta: a rischio di ripetermi, abbiamo il dovere di diffondere un’immagine autentica e completa del territorio e della gente della Sardegna, finora limitata per lo più a stereotipi. Abbiamo inoltre un altro dovere: quello di favorire la migliore conoscenza e quindi l’integrazione tra gli immigrati sardi di prima, di seconda e forse di terza generazione con la gente bergamasca in un’ottica di migliore valorizzazione delle risorse anche umane della Sardegna.

Domanda: adesso rilegga la risposta data alla domanda precedente e ci dica: ritiene che il Circolo sia attrezzato materialmente e culturalmente per espletare questa funzione?

Risposta: ritengo di si, anche se non è mai troppo lo sforzo per meglio dotarsi di mezzi materiali ed umani, ma finora con la collaborazione dei colleghi del Consiglio Direttivo mi sembra si sia lavorato egregiamente.

Domanda: nel Circolo ci sono soci sardi e non sardi. Quale deve essere, a suo parere, l’elemento unificante capace di coinvolgere tutti?

Risposta: è una domanda abbastanza difficile, perché se è vero che “a tavola” si va tutti d’accordo, se facessimo solo questo tradiremmo le attese di chi ci sostiene anche in altre iniziative di carattere più eminentemente culturale (che la popolazione bergamasca stessa, oltre agli stessi soci, ha mostrato di gradire grandemente).

Domanda: il Circolo ha un numero relativamente elevato di soci, ma a volte si ha l’impressione che non tutti siano, o si sentano, coinvolti nella vita associativa. Quale pensa sia il motivo di questo apparente disimpegno?

Risposta: l’impressione è fondata, ma mi si dice che più o meno in tutti gli Organismi associativi perseguenti finalità molteplici si riscontrano analoghe difficoltà.

Domanda: nel Direttivo si sta discutendo dell’opportunità di spostarsi in una nuova sede sociale, più spaziosa e, naturalmente, più costosa. Quali pensa siano i vantaggi che dovrebbero derivare da questo nuovo impegno?

Risposta: l’obiettivo di dotarsi di una sede più ampia ed accogliente corrisponde ad una esigenza molto avvertita, ma è difficile da realizzare senza il supporto delle istituzioni. I vantaggi dovrebbero essere rappresentati dalla offerta ai soci di maggiori servizi come avviene in altri circoli-fratelli che peraltro hanno cominciato ad operare molti anni prima di noi.

Domanda: il prossimo Marzo verranno rinnovate le cariche sociali. Il Circolo che lei consegna al voto dei soci è giovane e sembra già maggiorenne per le cose realizzate. Come immagina il futuro?

Risposta: nel ringraziare per il riconoscimento dell’impegno profuso dal Consiglio Direttivo nella sua collegialità sono ottimista per il futuro, puntando sull’intelligenza e sulla buona volontà di quelli che saranno chiamati dai soci a gestire le risorse umane ed i sempre pochi mezzi a disposizione.

Domanda: in quali campi il Circolo dovrà impegnarsi? quali battaglie dovrà continuare a portare avanti?

Gianfranco Cabras, segretario 
del Circolo
Risposta: sono convinto che anche per il futuro i settori di impegno dovranno essere determinati dalle esigenze rappresentate dai soci e dalle opportunità di sinergie con i Circoli confratelli, in una linea di continuità con il passato, con particolare riguardo alla rivendicazione del principio della “continuità territoriale” dei trasporti aerei con la Sardegna.

Domanda: in questo scenario che Lei ha delineato, come vede il Suo impegno? in poche parole, si candiderà al prossimo direttivo? Per quale ruolo?

Risposta: non ho mai fatto mistero con i miei colleghi del Consiglio Direttivo della mia convinzione che la vita associativa del Circolo richieda il ringiovanimento delle risorse umane e l’alternanza nell’attribuzione degli incarichi. Questo non mi impedisce di mettermi a disposizione qualora i soci avranno ad esprimere un apprezzamento per quanto realizzato finora dal Consiglio Direttivo di prossima scadenza.


Domanda: adesso imitiamo i più famosi: si faccia una Domanda ..............e si dia una

Risposta: non sono portato ad operare di fantasia e quindi mi chiedo solo se gli immigrati di nuova generazione saranno capaci di avere il coraggio di quelli che li hanno preceduti nel vincere l’amarezza del distacco dall’amata terra di origine con l’impegno per migliorare le condizioni di vita per se stessi e per quelli che vi sono rimasti. La mia risposta positiva è in funzione dell’ottimismo della volontà che deve prevalere sul pessimismo della realtà.

Grazie

INFORMAZIONI UTILI 

Da Ottobre è aperto il tesseramento 2005 al Circolo. la quota del tesseramento 2005 è fissata in €uro 20,00 per il socio ordinario ed in €uro 10,00 per il coniuge e familiari conviventi.

Sono inoltre istituite le categorie di "Socio Amico" per quanti verseranno €uro 30,00 e di "Socio Sostenitore" per quanti verseranno €uro 50,00. la quota per coniugi e familiari conviventi rimane fissata a €uro 10,00.

RICORDIAMO CHE SOLO I SOCI POSSONO ACCEDERE AL SERVIZIO PRENOTAZIONI DA/PER LA SARDEGNA CHE IL CIRCOLO ASSICURA AI PROPRI ASSOCIATI TRAMITE UNA AGENZIA CONVENZIONATA FASI.

ED INFINE....

Speriamo di vedervi il 12 Dicembre, ma se non potete, ricevete comunque

i nostri migliori auguri di

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

CONSIDERAZIONI DI UN EMIGRATO (4)

Siamo quasi sotto Natale, l'Europa non ha accettato di inserire nella Costituzione il riferimento alle radici cristiane del continente e oi non ci lamenteremo per questo. Sono radici che esistono anche se non sono le uniche, e comunque, anche se non citate, non si possono ignorare. Ma torniamo a noi, alla Sardegna. Da noi si trovano un sacco di tracce della spiritualità del popolo sardo 8Sardoi o Shardana o Serden o Popoli del Mare - vedi il libro di Sergio Frau). Sono tracce antiche, come Monte dìAccoddi ed i pozzi sacri come Santa Cristina, già mostrati in queste pagine, poi cose più recenti come il tempio di Antas (vedi sotto) ed i templi fenici e romani. Ed infine le chiese cristiane, di cui pubblichiamo a cartina con l'indicazione delle più importanti che, poco per volta, vi mostreremo. Al solito la nostra raccomandazione: se andate in Sardegna per Natale, non limitatevi alla tavola ed ai parenti; andate a visitare questi monumenti. Sono impregnati di fede e, se anche non credete, vi stupiranno per la loro severità e vi inviteranno al silenzio e alla meditazione.

Come prima visita vi suggeriamo di andare nelle campagne di CODRONGIANUS (SS)   a vedere la Chiesa ed i resti dell'abbazia della SS Trinità di Saccargia, a circa 16 chilometri da Sassari, sulla strada che porta ad Olbia. Risale come fondazione al 1116, anche se l'assetto architettonico complessivo è dovuto a maestranze pisane che vi lavorano tra il 1180 e il 1200 circa. Costruita in basalto a conci neri ed in calcare bianco, rappresenta una croce commissa con tre absidi ed una stretta navata. Il monumento, il cui interno è a croce latina, con una navata e due cappelle absidate che formano il transetto e l'abside, si presenta nella classica disposizione delle chiede duecentesche, austere ed allo stesso tempo splendide dal punto di vista architettonico.
Tempio di Antas dedicato al Sardus Pater



Anche in molti centri dell'isola si possono scoprire vestigia romane: terme, necropoli, case private e templi, soprattutto di età imperiale. Ma c'è un monumento che forse più degli altri sintetizza la successione di popoli e civiltà, la continuità, pur nelle differenze, del patrimonio culturale della Sardegna: il Tempio di Antas, non lontanto da Fluminimaggiore. L'edificio, ristrtutturato sotto Caracalla nel 203 d.C., era prima un sacello punico, e prima ancora forse un luogo di culto di un dio indigeno, come testimonierebbero piccoli bronzi di età nuragica. Il pronao del rifacimento romano ha quattro colonne sulla fronte che sostengono un fregio nel quale si legge la dedica latina a Sardus Pater, divinità tradizionale della Sardegna antica, che le numerosi epigrafi puniche qui rinvenute permettono di indentificare nel dio punico Sid. Insomma, i conquistatori romani vollero mostrare rispetto per il patrimonio religioso delle popolazioni dell'isola, conquistate militarmente e politicamente, ma orgogliose della loro cultura e forti, come oggi le genti sarde, della vitalità di un passato che continua a vivere nelle tradizioni e nella memoria.
IL CIRCOLO ED IL NOTIZIARIO HANNO BISOGNO DI TE CHE LEGGI. SE HAI NOTIZIE DA PUBBLICARE INVIALE PER POSTA AL CIRCOLO O SPEDISCILE VIA E-MAIL ALL'INDIRIZZO gucord@tin.it

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