PRIME AZIONI DEL NUOVO DIRETTIVO
Il Presidente Gavino Maieli, accompagnato dal Presidente uscente Mario Pomesano, ha incontrato il Sindaco di Bergamo a Palazzo Frizzoni ed ha provveduto a presentargli il Circolo Culturale illustrandogli a grandi linee l'azione fin qui svolta in terra Bergamasca. Si è parlato anche di continuità territoriale e dei collegamenti aerei con la Sardegna, rimarcando il fatto che è anche interesse della città poter avere un collegamento continuo con l'isola. Il Sindaco Avv. Bruni ha apprezzato la visita ed ha dichiarato la disponibilità dell'amministrazione a collaborare con le iniziative future.
Il Direttivo ha poi ripreso in mano la questione della nuova sede. Il percorso fin qui fatto è noto: dall'ottobre scorso si sta esplorando la possibilità di affittare alcuni locali, quattro per la precisione, nell'ex lazzaretto, in Piazzale Goisis (di fianco allo Stadio Comunale). A causa però di lungaggini e ritardi imputabili all'Ente Gestore (Bergamo Sport), il Direttivo è entrato in possesso solo lo scorso 18 aprile della bozza di contratto proposta da Bergamo Sport. Su questa bozza di contratto dei locali in uso precario (è la norma per i locali di proprietà di un Ente Pubblico) figura però una clausola che assegnerebbe al Circolo "Maria Carta" anche il compito di "CUSTODIA GENERICA" dell'intero complesso del Lazzaretto. Questa clausola ha suscitato e suscita in noi più di una perplessità:
Una simile funzione non rientra in alcun modo negli scopi, obiettivi, funzioni e compiti statutari del Circolo, che è culturale e tale deve rimanere.
Il Contratto è di Concessione a titolo oneroso per noi (vengono chiesti 6.000 Euro + IVA 20%).
La clausola di custodia è tipica di un Contratto di Servizio, che normalmente ha una tipologia diversa ed ha un costo per chi se ne avvale.
Conseguentemente ai punti 2 e 3, e per solo amore di discussione, non si comprende dunque perché la funzione di custodia, se la stessa potesse essere da noi ipoteticamente accettata, dovrebbe essere erogata a titolo gratuito.
Dopo alcuni incontri con la Dirigenza di Bergamo Sport e con Funzionari Comunali, il Presidente ha scritto in data 13 giugno alla stessa Bergamo Sport chiedendo chiarimenti sui punti succitati. Ad oggi nessuna risposta è pervenuta al Circolo che, è d'uopo chiarirlo, è interessato fortemente ai locali proposti mantenendo al contempo le proprie caratteristiche di Circolo Culturale.
Da "Tottus In Pari" nº 116 - Agosto 2005 Pace armata tra le compagnie e tariffe agevolate solo per Roma e Milano PROROGATA DI UN ANNO LA CONTINUITÀ TERRITORIALE
Un paio di euro in più, e passa la paura (di volare a prezzi folli). Per la "vecchia" continuità scatta la proroga di un anno, ma attenzione: che nessuno dei sardi pensi (come è capitato) che le tariffe agevolate verranno estese ai 18 collegamenti tra la Sardegna e la penisola previsti dalla proposta della giunta regionale, poi confluita nel decreto Lunardi sospeso dal Tar. I benefici, ritoccati rispetto al 2000, saranno garantiti sulle tratte per Roma e Milano dai 3 aeroporti sardi.
Così ha sentenziato la commissione Trasporti della Camera, dopo l'intesa raggiunta con Alitalia, AirOne e Meridiana, e ratificata dal 1 luglio dall'Enac, quando i 3 vettori potranno operare a loro piacimento su Fiumicino, Malpensa e Linate. Il primo effetto riguarderà l'aeroporto di Cagliari, da dove Alitalia, che non copre la tratta per Milano, potrà far volare i propri aerei anche verso gli scali meneghini, cosi come fanno attualmente AirOne e Meridiana. Queste ultime 2 compagnie potranno non solo confermare le loro tratte, ma aumentarle o, nel caso di AirOne, estenderle a destinazioni attualmente non coperte (Roma). Da Alghero e Olbia non cambierà nulla, visto che le linee per le 2 maggiori città italiane saranno gestite da AirOne e Meridiana.

Per le tariffe, i vettori hanno ottenuto l'aumento che chiedevano, tenendo conto del tasso d'inflazione. Siamo sull'ordine di un paio di euro a tratta per i sardi, mentre per gli altri passeggeri l'incremento del prezzo del biglietto sarà più consistente. Per il resto varranno le regole della continuità territoriale così come delineata nel decreto di 5 anni fa, ovvero tariffe scontate su 6 rotte senza contingentamento dei posti e con biglietti considerati a tariffa piena, quindi senza vincoli.
Nel frattempo però la Regione Sardegna dovrà predisporre in fretta un nuovo decreto sulla continuità territoriale, dopo la sospensione della validità del provvedimento attuato dalla giunta Soru da parte del Tar. L'obiettivo è quello di modificare le parti del decreto su cui il Tar ha mosso le sue osservazioni.
PROMEMORIA PER CHI VIAGGIA
Ricordiamo che:
LA TIRRENIA CONCEDE AI NATI IN SARDEGNA E AI FAMILIARI LO SCONTO DEL 35% CIRCA. TALE SCONTO È ESTESO ANCHE AI FIGLI DI GENITORI SARDI E LORO FAMIGLIE.
LA MOBY LINES CONCEDE AI NATI IN SARDEGNA E AI FAMILIARI LO SCONTO DEL 30% CIRCA. TALE SCONTO È ESTESO ANCHE AI FIGLI DI GENITORI SARDI E LORO FAMIGLIE. IMPORTANTE: TALE SCONTO E' APPLICABILE ANCHE AI SOCI F.A.S.I. NON SARDI. (*)
LA GRIMALDI CONCEDE AI NATI IN SARDEGNA E AI FAMILIARI LO SCONTO DEL 35% CIRCA. TALE SCONTO È ESTESO ANCHE AI FIGLI DI GENITORI SARDI E LORO FAMIGLIE.
RICORDIAMO INFINE CHE IL SERVIZIO DI PRENOTAZIONE BIGLIETTI VIENE EFFETTUATO DAL CIRCOLO SOLO PER I SOCI DEL CIRCOLO. SE IL BIGLIETTO SERVE IN TEMPI MOLTO STRETTI, CONSIGLIAMO DI RIVOLGERSI AD UN'AGENZIA IN LOCO.
(*) - PRENOTANDO IL BIGLIETTO TRAMITE IL CIRCOLO ALLA EUROTARGET VIAGGI (CENTRO SERVIZI FASI), NON È APPLICABILE SU TUTTE LE PARTENZE.
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SARDI ILLUSTRI
La storia di ogni regione è ricca di personalità delle quali si è (quasi) persa la memoria, ed a volte solo il nome di una via è ciò che di uomini illustri rimane nella memoria collettiva. Ciò è un male, perché non conoscere la propria storia rende più deboli ed alimenta, spesso, un senso di inadeguatezza nei confronti di altre genti. In queste pagine vi presenteremo, quando possibile, brevi ritratti di Sardi che hanno lasciato, nella nostra terra, traccia del proprio passaggio. Cominciamo con:

GIOVANNI MARIA ANGJOY Nato a Bono il 21 ottobre 1751, studia a Sassari nel collegio Canopoleno e consegue il
Magistero di Filosofia ed Arti nella Università di Sassari il 29 luglio 1767. Si trasferisce quindi a Cagliari, dove consegue la laurea in Utroque Jure nel 1771 e nel 1773 vince il concorso per la cattedra di Istituzioni Civili. Nel 1780 entra a far parte della Reale Cancelleria. Intraprende attività di tipo bancario (concedendo prestiti ad artigiani, agricoltori e commercianti per sviluppare le loro attività), di tipo agricolo (introduce in Sardegna la coltivazione del cotone cubano) e di tipo industriale con la creazione di una fabbrica di "berrette".
Diventa capo del Partito Democratico (che si oppone allo strapotere dei feudatari) e nella sua casa si riunisce uno dei quattro "Club dei Giacobini" esistenti a Cagliari. Con il suo partito sostiene la rivendicazione dei diritti autonomistici dei sardi, risalenti al trattato di Londra del 1718 ed ignorati dai re sabaudi, ed una maggiore influenza nei confronti del viceré e del governo centrale per le decisioni riguardanti la Sardegna. Fa proprie anche le rivendicazioni delle popolazioni della campagna vessate dai baroni e dai loro agenti e propugna l'eliminazione delle strutture feudali.
L'azione dell'Angioy e dei suoi amici provoca la reazione dei feudatari che, con a capo il governatore del Capo di Sopra Santuccio, tentano di dividere la Sardegna in due parti amministrativamente separate. Il 23 ottobre 1794, il viceré di Sardegna emana un pregone che sconfessa il Santuccio e ne affida la diffusione ai notai Francesco Cilocco ed Antioco Manca amici dell'Angioy. La missione dei delegati si conclude con l'assedio e l'occupazione di Sassari, roccaforte della parte più reazionaria dei baroni feudali.
I moti antifeudali però continuano provocando grandi tensioni in tutto il Nord della Sardegna ed il 3 febbraio 1796 l'Angioy riceve dagli Stamenti la nomina di Alternos del viceré con l'incarico di rappacificare il Nord dell'isola. Il 13 febbraio parte da Cagliari. Durante il percorso amministra la giustizia e da le disposizioni per sanare gravissimi abusi e quando arriva a Sassari, il 28 febbraio, viene acclamato dalla folla che inneggia a lui, alla nazione sarda, alla libertà, alla caduta dei baroni e dell'alto clero. I baroni feudali fuggono da Sassari e si rifugiano all'Asinara. Nel periodo della sua permanenza a Sassari l'Angioy promulga delle leggi che migliorano le condizioni di vita del popolo, istituisce la milizia urbana e pone le basi per l'abolizione definitiva del sistema feudale.
Ma il precipitare degli eventi in Piemonte, dove Napoleone aveva costretto gli Austro-piemontesi all'armistizio di Cherasco, lo induce a muoversi con una prospettiva ben più ampia: la proclamazione della Repubblica Sarda. Il 2 giugno parte da Sassari verso Cagliari con 250 uomini ma, abbandonato da alcuni compagni spaventati dalla piega degli avvenimenti, viene destituito dalla carica di Alternos e contro di lui viene spedito un esercito di 6.500 uomini. La marcia su Cagliari viene fermata ad Oristano ed egli, messo al bando e costretto a fuggire, si pone in salvo imbarcandosi da Portotorres il 16 giugno. Sbarcato a Genova, tenta di incontrare Napoleone a Livorno, Bologna, Ferrara e Castiglione per cercare di convincerlo ad intervenire in Sardegna. A Milano incontra il commissario corso Saliceti, ma la pace conclusa con i Savoia dissuade il Buonaparte, almeno per il momento, dall'impresa. Nel frattempo l'Angioy paga di tasche sue le spese di vitto e di alloggio degli esuli che sono partiti con lui.
II 10 novembre 1798 viene convocato dal governo di Torino per giustificarsi delle sue azioni; Egli vi si reca e viene ricevuto il 7 dicembre. Il suo rapporto viene apprezzato ma, avvertito di una congiura contro la sua vita, scappa dal Piemonte e si rifugia a Genova dove viene accolto con favore. Da questa città tenta di organizzare un corpo di spedizione in Sardegna ma, fallito il tentativo, deve rifugiarsi a Marsiglia ed infine, nel febbraio del 1799, a Parigi. In questa città, fino alla sua morte, avvenuta il 22 febbraio 1808, cerca di convincere il governo francese ad aiutare i democratici sardi a liberarsi dai Savoia ed instaurare la Repubblica Sarda.
RIMANENDO IN TEMA DI UOMINI ILLUSTRI*, RIPORTIAMO ALCUNI PASSAGGI DELLA LETTERA CHE IL NUOVO PRESIDENTE HA INDIRIZZATO IL 3 GIUGNO SCORSO A TUTTI I SOCI DEL CIRCOLO
"(......) A me è toccata in sorte la carica più impegnativa e più onerosa, quella di Presidente: una carica "scottante" dopo la gestione saggia, equilibrata ed autorevole di un Presidente del valore di Mario Pomesano (......). Certamente non partiamo da zero, perché l'esperienza di questo quattro anni sarà un preziosissimo punto di partenza (......)" "(......) Il futuro del Circolo non può prescindere da (..) quanto fatto (..) deve ripartire innestando su questi elementi altri contributi, altre idee, altre energie, ricercando una convergenza tra anime che non possono essere contrapposte, ma che devono unirsi se si vogliono raggiungere obiettivi che tutti dicono di condividere e che solo unendo tutte le forze possono essere raggiunti $\binom{n+1}{n+1}^{n-M}\binom{n+1}{n+1}$ Le potenzialità del nostro Circolo sono davvero grandi ed i traguardi possibili sono davvero stimolanti, tenendo conto di quante possibilità si stanno aprendo per il mondo dei Sardi fuori Sardegna, mondo nel quale possiamo e dobbiamo inserirci potendo dare un contributo certamente non secondario (.....)" "(......) Il circolo è la casa di tutti, Sardi ed Amici della Sardegna (...) Riuscire a capire questo significa già avere una solida base di partenza per il futuro che ci attende (.....)" "(.....) E' (anche) per tale motivo che stiamo lavorando per avere una sede più grande e più spaziosa che ci permetta di accogliervi nel modo migliore e di portare avanti programmi che sarà piacevole costruire e vivere insieme (....)"
*Per definizione il Presidente, in quanto rappresentante del Circolo e dei suoi iscritti, è la persona più illustre tra i soci!
(G.C.) Gavino Maieli
CONSIDERAZIONI DI UN EMIGRATO (6)
Con questo numero terminiamo la piccola guida delle chiese in Sardegna. Non perché le chiese siano terminate, anzi! È proprio perché sono tante ed il nostro spazio limitato che ci fermiamo qui. Noi speriamo di aver acceso una piccola fiammella di curiosità, in misura tale che la stessa vi spinga a cercare, nei Vostri prossimi viaggi nell'Isola, i monumenti sacri più belli e significativi, cosa questa che vi permetterebbe di imbattervi in autentiche sorprese tipo il Santuario ipogeico di San Salvatore, a Cabras (Oristano), contenente strutture e pitture romane di età costantiniana IV sec. d.C. - sovrapposte ad un più antico Santuario di origine nuragica, sorto attorno ad un pozzo sacro.
Stessa sorpresa la si ha a Sardara, dove una chiesa (di Santa Barbara, mi sembra) è stata edificata sopra un preesistente pozzo sacro, o la sottostante chiesa di San Simplicio ad Olbia. Quale significato possiamo dare a queste "sacre contaminazioni", a questa sorta di sincretismo monumental-sorgivo? Francamente non è facile azzardare ipotesi: sembra quasi che certi posti maturino e mantengano una loro sacralità capace di riaffiorare anche con il cambio della divinità dominante. L'acqua poi ha sempre avuto un profondo significato legato alla vita ed al sacro. Basti pensare quanti santuari ci sono nella Bergamasca legati a fonti miracolose (B. V. di Caravaggio, Santuario della Basella etc..) per arrivare poi, espressione tra le massime, alle acque di Lourdes.
Ma restiamo in Sardegna e guardate la cartina: vi accorgete che nella zona centro orientale ci sono meno chiese antiche che nel resto del territorio? Vi siete mai chiesti il perché? Oggi dunque vi mostriamo... Guido Corda
SINDIA (NU)
Abbazia di Santa Maria di Corte, che sorgeva nella vicina campagna: del XII secolo e di impronta cistercense, conserva resti del presbiterio e del transetto. Nello stesso paese si trova la chiesetta romanica di San Pietro, dalle semplici linee; si trova lungo la via principale del paese (secolo XII). ABBAZIA DI S. MARIA DI CORTE
ARDARA (SS)
Chiesa di Santa Maria del Regno. Monumento del secolo XII in stile romanico, sorge su un poggio all'inizio dell'abitato. È costruita interamente in pietra lavica. Il riferimento probabilmente più vicino alla data di inizio costruzione è un'iscrizione murata del 1007. CHIESA DI S. MARIA DEL REGNO
SANTA GIUSTA (OR)
Cattedrale di S. Giusta. Sorge su un poggio presso Oristano. Costruita nel 1135, è divenuta sede vescovile sino al 1503. Uno dei più begli esempi di stile romanico-pisano, costituì il prototipo di una numerosa serie di chiese sarde. La severa facciata in conci di arenaria rivela precise influenze lombarde, con alcuni elementi islamico-bizantini nelle parti ornamentali. Presenta un'alta triplice arcatura che inquadra il portale, sormontato da una trifora. Al culmine, il timpano racchiude il caratteristico motivo pisano del rombo a gradoni. La divisione interna, a tre navate, è data da colonnati di granito e marmo recuperati tra le rovine di Tharros, dove sarebbe nata anche S. Giusta. La bellissima cripta dalla volta poggiante su rozze colonne fu edificata sul luogo del martirio.
OLBIA (SS)
Chiesa di San Simplicio. Considerata uno dei monumenti più importanti della Gallura. Sorta sui resti di un tempio pagano e di un cimitero precristiano, conserva delle strutture più antiche (XI secolo) la parte inferiore e alcune mensole laterali, che indicano l'antica copertura a capriate. Nel XII secolo fu modificata con l'allungamento della navata, la costruzione di una nuova facciata, il sopraelevamento dei muri e l'aggiunta di archetti in mattoni. Nella facciata si notano motivi pisani, ma anche lombardi: è tripartita da lesene, ornata da una bella trifora in alto e da un campaniletto a vela. Gli archetti, alternativamente pensili e su lesene, ornano l'intero perimetro dell'edificio, compresa la parte absidale.