A BERGAMO UN'ALLEANZA PER LA CONTINUITÀ TERRITORIALE
È stato qualcosa di più di un tavolo di lavori, quello che si è tenuto il 29 ottobre a Bergamo nel Palazzo della Provincia sul tema: "Continuità territoriale: collegamenti tra Lombardia e Sardegna. L'anomalia di Orio al Serio", organizzato dal nostro Circolo.Da sinistra: Ibba, Broccia, Bettoni, Maieli
Nelle nostre intenzioni si doveva favorire un incontro tra addetti ai lavori per fare il punto della situazione sulla continuità territoriale e individuare insieme un percorso finalizzato ad una soluzione positiva del problema.
Le premesse c'erano tutte: la sede di assoluto prestigio, l'adesione delle istituzioni bergamasche, rappresentate dal Presidente della Provincia Valerio Bettoni e dall'assessore comunale Luciana Gattinoni, in rappresentanza del sindaco Roberto Bruni; la presenza dell'assessore ai trasporti della Regione Sardegna, Sandro Broccia, e del consigliere regionale Mondino Ibba, la partecipazione dell'hub manager di Meridiana Marco Mazzoli e quella dei vertici della FASI, col presidente onorario Filippo Soggiu, il presidente Tonino Mulas ed il coordinatore per la Circoscrizione Lombardia Giovanni Loi.
Si è sviluppato un confronto molto serrato e ricco di contributi, con molti punti convergenti sfociati in una vera e propria alleanza tra le istituzioni di Bergamo, Regione Sardegna, Meridiana e FASI.
Due gli obiettivi: estendere la continuità territoriale ai principali aeroporti italiani, e garantire per sei mesi (non più quattro come la scorsa estate) i voli quotidiani tra Bergamo e Cagliari, con collegamenti nei fine settimana e per le feste negli altri sei mesi, puntando in tempi brevi ad un collegamento giornaliero tutto l'anno.
L'alleanza nata a Bergamo costituisce quindi un passo molto importante, anche perché è destinata ad allargarsi alla regione Lombardia e alla direzione dell'aeroporto di Bergamo. Ovviamente è grande la soddisfazione del nostro Circolo, protagonista negli ultimi anni di numerose iniziative sui collegamenti aerei con la Sardegna: possiamo dire, con un pizzico di orgoglio, che oggi la Sardegna ci sembra un po' più vicina.
Il nostro impegno però non termina qui, continuerà finché non sarà garantito un collegamento quotidiano tra Bergamo e Cagliari.
Di questo e di altre cose ci farà piacere parlare con i nostri associati durante la cena sociale del 17 dicembre. Venite numerosi: l'ultima volta è stato bellissimo, stavolta, si Deus cheret, e sos carabineris..., sarà ancora meglio!Le autorità partecipanti all'incontro
A nos bider sanos! Gavino Maieli
Continua la simpatica tradizione della cena dicembrina
Un'occasione per scambiarci gli auguri natalizi e per l'anno che si appresta ad entrare, ed anche un'occasione per fare un primo piccolo bilancio dell'anno appena trascorso.
Di seguito riportiamo tutte le notizie utili, dal menu ai telefoni delle persone da contattare per aderire.
Dettagli dell'evento
Luogo: Oratorio San Paolo, P.le San Paolo, 35 - Bergamo
Data: 17 dicembre 2005
Ora: 20,00 - 20,30
Menù
Antipasti: Antipasti misti
Primi: Fregula con funghi porcini e salsiccia; malloreddus ai carciofi
Secondi: Porcetto arrosto; reale di vitello arrosto
Contorni: Verdure in pinzimonio
Formaggi: Formaggio pecorino
Dolci: Macedonia con gelato
Bevande: Vino Cannonau, acqua
Digestivi: Caffè e digestivo
Quote
Quota adulti: Euro 20,00
Quota ragazzi (fino ai 15 anni): Euro 12,00
Per prenotazioni:
Giovanni Guerinoni: tel. 035-956429
Cesare Lai: tel. 035-343096
Sisinnia Bua: tel. 035-681965
Sardi illustri | (2)
Eleonora d'Arborea (prima parte)
Eleonora nacque, probabilmente, in Catalogna intorno al 1340 da Mariano de Bas-Serra e da Timbora di Roccaberti, sorella di Ugone e Beatrice;
Il suo matrimonio rientrava nel più generale disegno di un'alleanza tra gli Arborea ed i Doria, che già controllavano vasti territori della Sardegna in funzione antiaragonese.
Sembra ormai accertato che nel 1382 Eleonora abbia elargito un prestito di 4000 fiorini d'oro a Nicolò Guarco, doge della Repubblica di Genova, e che questi da parte sua s'impegnasse a restituire la somma nel termine di dieci anni;
Un simile prestito ad una potente famiglia di Genova,
Quando però ad un certo punto Ugone III di Arborea si ammalò, e si profilò il problema della sua successione, Eleonora scrisse al re d'Aragona perché sostenesse le ragioni di suo figlio Federico, piuttosto che quelle del Visconte di Narbona, vedovo di sua sorella Beatrice morta nel 1377.
Le ragioni esterne essendo quelle degli aragonesi e dei nemici di Arborea, quelle interne potevano individuarsi nel malcontento delle classi dei proprietari e dei mercanti, in reazione al suo atteggiamento autoritario e per le vessatorie contribuzioni (necessarie a mantenere i mercenari tedeschi provenzali e borgognoni, che Ugone aveva assoldati più che altro per evitare che venissero assoldati da altri) cui erano obbligati.
In questo clima di crisi e di malcontento, con l'Aragona già scopertamente
Eleonora intendeva riunire nelle mani del figlio quei due terzi della Sardegna che Ugone, prima della sua uccisione, aveva occupato.
Brancaleone fu trattenuto col pretesto di farlo rientrare in Sardegna non appena una flotta fosse stata allestita, ma effettivamente era divenuto un vero e proprio ostaggio (e strumento di pressione contro la giudichessa ribelle).
(Continua)
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Considerazioni di un emigrato (7)
Oggi parliamo di nuraghi. Almeno cominciamo a parlarne
Ma non è tutto così semplice: i nuraghi sono oggi oltre settemila e non sappiamo quasi niente delle genti che li hanno costruiti, popoli resi muti dalla storia e dalla mancanza di una lingua scritta
Ma pensiamo anche che prima dei nuragici, nel terzo millennio prima di Cristo, la Sardegna era di già abitata da popolazioni capaci di costruire strade che sono arrivate a noi, oltre che sepolture ipogee scavate nella dura roccia
Nuraghi di Sardegna: caratteristiche architettoniche (Prima parte)
I numerosi nuraghi disseminati nell'isola di Sardegna occupano certamente un posto
"I nuraghi" dice bene Giovanni Lilliu, insigne studioso dell'archeologia sarda, "significano fascino di Sardegna, oltre la natura vergine e sconfinata, oltre il mare"Nuraghe S. Barbara | Macomer
Il nome di questo caratteristico monumento deriva dal vocabolo nurra, che significa "mucchio", "accumulo", ma anche "cavità"
| Nuraghe Is Piras: falsa cupola |
Nella sua espressione più semplice il nuraghe presenta la figura di una torre rotond
(Continua)
Guido Corda
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