NOTIZIARIO N. 10 | MARZO 2006

LA REGIONE SARDEGNA E LA TASSA SULLE SECONDE CASE
(DUE CONSIDERAZIONI ASSOLUTAMENTE PERSONALI SU UNA LEGGE REGIONALE)

Alla fine, dando seguito ad una "promessa" a suo tempo fatta, la Giunta Soru si appresta ad approvare il Piano Paesaggistico Regionale che prevede tra l'altro l'istituzione di una tassa sulle seconde case edificate in una fascia tre chilometri dal mare di proprietà di soggetti non nati in Sardegna e non aventi il proprio domicilio fiscale nell'isola.

Si tratta di cifre non trascurabili, 900 euro per abitazioni fino a 60 mq, 1500 euro per superfici da 61 a 100 mq, 2250 euro per superfici da 101 a 150 mq, 3000 euro per superfici da 151 a 200 mq. Per superfici superiori si dovranno aggiungere 15 euro ogni metro quadro in più. Queste cifre dovranno essere corrisposte annualmente e la Regione stima di ricavarne un gettito di circa 200 milioni di euro annui.

Molto si è detto su questo provvedimento ed alcuni lo hanno assimilato ad una "patrimoniale strisciante". I legislatori sardi in realtà ne danno un'altra spiegazione:

  • questo provvedimento è legato, dicevano, al Piano Paesaggistico Regionale che dovrebbe mettere fine all'edificazione selvaggia delle coste. Questo fatto, dicono in Regione, è destinato inevitabilmente ad elevare il valore delle costruzioni esistenti. 
  • la gestione del piano paesaggistico però comporta dei costi per la Regione, ed è ingiusto, ragionano, addossare alla collettività gli oneri di tale gestione mentre i benefici andrebbero in ultima analisi a soggetti esterni alla regione stessa.
  • le abitazioni di cui sopra, inoltre, se affittate, generano un reddito che, se regolare, aggiungiamo noi, Verrebbe tassato nella regione di residenza e non in Sardegna, regione che deve poi comunque far fronte ai concreti oneri dei servizi per una popolazione di vacanzieri che usa un bene finito e pubblico quale il paesaggio, le coste, il mare etc.. 
A chi come noi ha conosciuto le coste libere della Sardegna e ne conosce oggi gli scempi perpetrati (recatevi una volta a Costa Paradiso, al nord, per vedere l'alveare costruito sulle rocce rosse della costa o andate alla spiaggia della Marmorata in inverno, a vedere un complesso faraonico e lunare, destinato a vivere solo sei otto settimane all'anno per capire cosa è stato fatto. E questi sono solo due esempi dei mille possibili), il provvedimento piace.

Non pretendiamo ovviamente che tutti siano d'accordo, ma forse è solo in questo modo che l'isola potrà veramente svilupparsi anche all'interno, soprattutto se i sardi sapranno stavolta resistere alla tentazione di svendere anche i terreni interni e capiranno che il turismo (ed il turista) non è una manna che scende sull'isola per volontà di Dio ma una opportunità che va incoraggiata e coltivata, e non sfruttata da alcuni con una mentalità a volte da rapina (e mi riferisco per esempio ai carciofi venduti ad un euro l'uno a Valledoria, dal coltivatore, mentre gli stessi carciofi si trovano qui a Bergamo a trenta quaranta centesimi!).

Un consiglio finale alla Regione: istituisca un master per imprenditori turistici e chiami gli albergatori altoatesini o romagnoli ad insegnare ai nostri come si fa...

Guido Corda

Varie


Tirrenia. Tratte da Genova per Porto Torres, Olbia e Arbatax e da Civitavecchia per Olbia, Arbatax e Cagliari.

  • La riduzione è del 35% circa per i nati in Sardegna e anche ai propri familiari.

  • Ulteriore estensione di riduzione anche ai figli di genitori sardi ed al proprio ambito familiare.

  • Sconti applicabili su tutte le partenze, anche in alta stagione.

Moby Lines. Tratte da Livorno e Genova per Olbia.

  • La riduzione è del 35% circa per i nati in Sardegna esteso anche ai propri familiari.

  • Ulteriore estensione di riduzione ai figli di genitori sardi ed al proprio ambito familiare.

  • Sconto applicabile anche ai collaboratori soci FASI non sardi.

Grimaldi Group. Tratte da Genova a Porto Torres e Olbia.

  • La riduzione è del 30% circa per i nati in Sardegna esteso anche ai propri familiari.

  • Ulteriore estensione di riduzione anche ai figli di genitori sardi ed al proprio ambito familiare.

Linea dei Golfi. Tratte da Livorno e Piombino per Olbia.

  • Riduzione del 35% circa per i nati in Sardegna esteso anche ai propri familiari.

  • Ulteriore estensione di riduzione anche ai figli di genitori sardi ed al proprio ambito familiare.

  • Sconto applicabile anche ai collaboratori soci FASI non sardi.

Corsica Ferries Sardinia Ferries. Tratte da Livorno e Civitavecchia per Golfo Aranci.

  • Tariffe promozionali al meglio, applicabili.

Meridiana. Voli da Milano per Olbia e Cagliari.

  • Tariffe dedicate in continuità territoriale per i residenti in Sardegna.

  • Applicabile anche per i passeggeri nati in Sardegna con residenza fuori, per i coniugi e figli, per i ragazzi tra i 2 e i 22 anni non compiuti e i senior oltre i 70 anni.

Le prenotazioni e le convenzioni solo presso il Circolo.

Importante

Per le prenotazioni da fare tramite Eurotarget è necessario compilare una scheda con i dati dei viaggiatori. Tale scheda è reperibile in sede, dove comunque dovete recarvi o per prenotare o per ritirare i biglietti stessi (se la prenotazione viene fatta tramite telefono).

I dati di tale scheda servono al Circolo e verranno trattati nel rispetto della legge sulla privacy, il che vuol dire che non verranno comunicati a nessuno all'infuori dei responsabili del Circolo stesso. La loro gestione ci permetterà di capire come viaggiano i nostri soci, su quali linee, in quali periodi ed è nostro intendimento cercare di migliorare il servizio futuro, per esempio avvertendo i "viaggiatori abituali" dell'apertura delle prenotazioni estive da e per l'isola, al fine di evitare di arrivare all'ultimo momento e doverci accontentare dei posti e dei passaggi residui. Aiutateci a svolgere al meglio il nostro servizio. Grazie.


Il Premio "Nonino" 2006 a Gavino Ledda

Lo scrittore Gavino Ledda, la cantautrice Giovanna Marini, la scrittrice e monaca buddista Harumi Setuchi e le Madri di Plaza de Mayo: sono i vincitori del Premio Nonino 2006, il riconoscimento che ogni anno viene assegnato a personaggi del mondo della cultura la cui attività si distingue per una forte caratterizzazione etica.

Un premio discreto, lontano dalla mondanità, che nel tempo è stato assegnato a personalità prestigiose come Claudio Abbado, Leonardo Sciascia, Fosco Maraini per fare degli esempi. Altrettanto prestigiosa la giuria che ha scelto i vincitori. Presieduta dal regista Ermanno Olmi, vede la presenza di intellettuali e studiosi internazionali.

A Gavino Ledda il premio, come dice la motivazione, è stato assegnato per l'immenso coraggio, per essersi liberato trent'anni fa da un'atavica schiavitù scrivendo come in uno psicodramma "Padre Padrone". Nello stesso anno una famiglia decideva di istituire un premio per salvaguardare i segni di una civiltà che lentamente si stava spegnendo, schiacciata da quella "omologazione" contro cui aveva coraggiosamente combattuto anche Pier Paolo Pasolini.

Oggi siamo diversi da trent'anni fa e vorremmo capire se siamo migliori. In Oriente coloro che si liberano dal Karma o destino, vengono definiti vincitori. Gavino Ledda è sicuramente un vincitore. "Questo premio dimostra che gli amici vengono di là del mare. Questo riconoscimento viene da fuori, invece qua alla musa le sparano". Poche parole, ma durissime, quelle di Gavino Ledda a commento.

Gavino è nato a Siligo nel 1938. Si è laureato in lettere a Roma. Nel 1970 è all'Accademia della Crusca con Giacomo Devoto e nel 1971 è assistente di filologia romanza e di linguistica sarda a Cagliari. Scrive "Padre Padrone" e finisce di stenderlo a narrazione nel 1974. Viene pubblicato nel 1975. Due anni dopo tocca a "Lingua di Falce". Dal 1982 lavora anche per il cinema.

(Ultima nota: Gavino Ledda è cugino primo di Gavino Maieli, attuale presidente del Circolo Maria Carta di Bergamo).


Ecco la trascrizione della pagina 3, in stampatello minuscolo con le maiuscole per i nomi propri e l'inizio delle frasi:


Sardi illustri | (3)

Emilio Lussu

Nato ad Armungia, paesino del Gerrei a 65 chilometri da Cagliari, un anno prima di un altro grande Sardo, Antonio Gramsci (Ales 1891-Roma 1937). A 12 anni è nel collegio salesiano di Lanusei. Completa gli studi a Cagliari e Roma, laureandosi in giurisprudenza.

Nel maggio del 1915 viene arruolato come sottotenente nel terzo battaglione del 151° reggimento della Brigata Sassari, da poco fondata (l'altro reggimento era il 152°, ambedue costituiti esclusivamente da militari sardi). In luglio è già al fronte. Inizia l'epopea dolorosa e gloriosa della Brigata Sassari, che lui vivrà dal primo fino all'ultimo giorno di guerra come una delle figure più leggendarie: è il comandante "capitano Lussu", quasi una personificazione della Brigata.

Le pagine incredibili scritte dai soldati sardi sul Carso, sulla Bainsizza e sul Piave strapperanno i più vivi elogi al Comando Supremo, che li citerà sempre nei bollettini di guerra come "gli intrepidi Sardi". Un'ammirazione sintetizzata efficacemente nelle 4 medaglie d'oro concesse al valore militare alle bandiere dei vari reggimenti e nelle 9 medaglie d'oro, 405 d'argento e 551 di bronzo concesse ai singoli soldati. Lussu ne guadagnerà due d'argento e due di bronzo. Il proverbiale valore però fu pagato a caro prezzo perché la mitica Brigata Sassari lasciò sul terreno 3.819 combattenti, tra caduti e dispersi.

Lussu era stimatissimo dai suoi soldati per il suo carisma umano e di comandante, perché sapeva proporsi come esempio riuscendo a far maturare nei suoi militi una coscienza nazionale sarda di autostima e di autonomia regionale. Sentimenti che non erano un'infatuazione vanesia, un fuoco di paglia.

Poco dopo la fine della grande guerra, infatti, a Macomer (agosto 1920), un raduno di reduci firmerà un programma d'azione politica stilato da Lussu e dal suo amico cagliaritano Lionello de Lisi, programma che sfocerà nella costituzione del Partito Sardo d'Azione, il cui scopo principale sarà il "risorgimento" e l'autonomia regionale della Sardegna (sebbene non in forma separatista), che furono l'assillo per tutta la vita di Emilio Lussu.

"Tutti noi Sardi abbiamo dentro di noi qualcosa di caratteristico che ci fa simili, prodotti della stessa specie. Tranne quei Sardi aria di continente che, usciti dall'Isola, giurano di non rimetterci più piede, e pensano e parlano della propria terra col sussiego e il distacco del parente ricco di fronte al resto della famiglia rimasta povera... Questa unità psicologica non ci ha mai unito, né ci unisce tuttora... Ci sentiamo d'essere una nazione mancata... Ma la Sardegna risorgerà, e saremo noi Sardi gli artefici del nostro avvenire".

Anche l'attività letteraria di Lussu è incisiva, profondamente umana, vera ed essenziale. Ne "La marcia su Roma e dintorni" del 1933, da antifascista fino al midollo, fa una ironica (e amara) descrizione dell'arrivo del fascismo in Sardegna. Il 1936 fu un altro triste periodo della sua vita, che lo porterà in Svizzera, a Davos, dove subirà due operazioni ai polmoni. Qui scrive un libro di taglio politico intitolato "Teoria dell'insurrezione". È del 1937 il suo coinvolgente libro "Un anno sull'altopiano", definito uno dei libri più belli contro la guerra in cui racconta in forma autobiografica le tragiche vicende della prima grande guerra.

Nel 1942 ritorna in Francia, da cui era scappato con la sua compagna Joyce, e riprende la resistenza ai tedeschi. Racconterà questo duro periodo nel libro "Diplomazia clandestina". L'anno successivo, assieme all'amico Sandro Pertini, organizza la resistenza romana contro gli occupanti tedeschi e ne riferisce la testimonianza in "La difesa di Roma", uscito postumo.

(Da leggere inoltre "Il Cavaliere dei Rossomori", biografia del Nostro scritta da Giuseppe Fiori. ndr) .

Morì a Roma il 5 marzo del '75. Volle farsi cremare, senza alcuna cerimonia funebre.

(Tratto da "Tottus in pari", sintesi a cura di Guido Corda).

Sono gli animi più sensibili che reagiscono nel modo più alto alla lontananza dall'oggetto del proprio amore; qua sotto ne riportiamo un esempio. L'essere lontani a volte immalinconisce, a volte invece non ci scuote punto; siamo lontani perché il destino e la nostra scelta hanno voluto così. Altre volte invece accettiamo ciò che la vita ci ha preparato mantenendo nel nostro cuore una fiammella che ci scalda e che ci piace mostrare ai nostri amici. È quanto ha fatto un nostro socio con la poesia sotto riportata; leggetela e troverete il nome del suo autore.

Nostalgia

Sardigna patria mia istimada

ti vozo pagos versos dedicare

su destinu da-e tue m'hat borziu

allontanare, ma in su coro

meu tue ses abarrada.


Mi mancat s'odore de sa terra

mi mancat su profumu de sos

frores, su ventu, su mare,

su chelu craru e limpidas istellas.


Mi mancana sos costumenes coloraos

sas istorias veras, sos nuraghes

chi de granidu sunis sas predas.


Intendo da' largu sa musica tradizionale

de sas bidulas, e sa fisarmonica; sos pedes mios si ponen a ballare su dillu, su passu torrau, su ballu tundu de Ovodda chi babbu meu bene m'hat imparau.


Deo soe innoe in Lombardia,

sa cumpanzia er bona er bona aberu, però su coro meu fininde este e no est senzateru innoe serenu.


Si custa terra la penzo aberu

sos ocros mios si prenen de prantu ma poi penzo: e prima chi sa nostalgia mi fazzat male (nao) crasa mi imbarco in sa prima nave, treighi oras de viazu e mi che torro a pigare sa parte mia de FELIZIDADE.

Nostalgia

Sardegna patria mia amata

ti voglio pochi versi dedicare

il destino da te mi ha voluto

allontanare, ma nel cuore

mio tu sei rimasta.


Mi manca l'odore della terra,

mi manca il profumo dei

fiori, il vento, il mare,

il cielo chiaro e le limpide stelle.


Mi mancano i costumi colorati,

le storie vere, i nuraghi

dei quali di granito son le pietre.


Sento da lontano la musica tradizionale

dei flauti, e la fisarmonica,

i miei piedi si mettono a ballare il "dillu", il "passu torrau", il ballo tondo di Ovodda (1) che mio padre mi insegnò.


Io sono qui in Lombardia,

la compagnia è buona, e buona veramente però il mio cuore è altrove e non è certamente sereno.


Se alla mia terra penso veramente

i miei occhi si riempiono di pianto ma poi penso: e prima che la nostalgia mi faccia male (dico) domani mi imbarco sulla prima nave, tredici ore di viaggio e via che vado a prendere la mia parte di FELICITÀ.

(1) Il "dillu", il "passu torrau", il ballo tondo sono balli tradizionali sardi.

Considerazioni di un emigrato (9)

Oggi terminiamo gli interventi sui Nuraghi. Poi passeremo ai bronzetti, ma forse faremo prima una digressione sulla necropoli di Montessu, a Villaperuccio, vicino a Santadi, nel sud-ovest della Sardegna. Questo perché diverse persone ci hanno chiesto di approfondire quel discorso. Stiamo raccogliendo il materiale e prossimamente ve lo presenteremo.

Anticipiamo solo la notizia che una delle tombe della necropoli è chiamata "Sa Cresiedda", cioè "la chiesetta". Niente di straordinario, direte voi, e forse è così. O forse no. Perché in loco si sono trovate tracce del culto "della pietra e del legno" contro il quale la Chiesa di Roma si scagliava ancora nel VII secolo della nostra era, esortando i vescovi della Sardegna a rovesciare i falsi idoli per impiantare stabilmente il Credo di Cristo anche su quest'isola bella ed ancora in larga parte pagana.

Sappiamo come è andata a finire, ma noi vogliamo solo richiamare alla mente quanto scritto sul notiziario numero 2 del Giugno 2004: "È straordinario pensare che la 'traccia culturale' (dell'uso precedente del sito ndr) è riuscita, dopo un viaggio di millenni, ad arrivare intatta fino ai nostri giorni".

Immergiamoci adesso ancora una volta nei grandi sassi della Sardegna. Oggi dunque terminiamo di parlarvi dei...

Nuraghi di Sardegna: caratteristiche architettoniche

Reggia Nuragica su Nuraxi
Dopo quanto detto nelle puntate precedenti, è ovvio chiedersi che destinazione avessero queste torri. L'ipotesi più gettonata è che avessero una funzione civile: ci si viveva e si vigilava sul territorio circostante. In situazioni di emergenza, di lotta tra clan, coloro che non partecipavano al combattimento, gli inermi, potevano trovare provvisorio rifugio entro le poderose murature.

Per quel che attiene il periodo di costruzione delle torri nuragiche, la data iniziale è da porsi nell'età del Bronzo Medio (XVI-XV sec. a.C.) e quella terminale nell'età del Bronzo Finale (fine X sec. a.C.) anche se non si esclude che episodi di restauro e di ristrutturazione dei monumenti possano essersi verificati nella successiva età del Ferro.

Per chi da queste teoriche descrizioni avesse ricavato il desiderio di visitare qualcuno dei numerosi nuraghi sparsi sul suolo sardo, ricordiamo innanzi tutto il ben noto "Su Nuraxi" ubicato nella fertile regione della Marmilla, lungo la strada provinciale che dal paese di Barumini conduce a quello di Tuili.

Il nuraghe, di tipo polilobato, si erge su un breve altipiano, a circa 230 m di quota, e mostra una torre centrale circondata da un bastione con quattro torri, a sua volta contenuto in un vasto antemurale dalla pianta all'incirca esagonale, munito di sette torri e di altrettante cortine rettilinee di unione e di due ingressi contrapposti. Il nuraghe vero e proprio è circondato dai resti del villaggio nuragico all'interno del quale si possono ammirare diversi vani ben conservati.

Nuraghe Losa
Di estremo interesse sono anche il Nuraghe Losa, ubicato circa 3 km a sud del paese di Abbasanta, nella provincia di Oristano, e raggiungibile dalla strada statale 131, ed il Nuraghe di Santu Antine, presso Torralba, un autentico castello nuragico a più piani, situato anch'esso nei pressi della strada statale 131 a pochi chilometri da Siligo, paese natale di Maria Carta.

Degno di visita è poi il Nuraghe Orrubiu, situato a circa 500 metri di altitudine, su un altopiano che domina i paesi di Nurri ed Orroli. Poderoso esempio di nuraghe pentalobato, mostra una torre centrale circondata da un bastione a cinque torri, a sua volta racchiuso entro un antemurale munito di sette torri e rinforzato a sud-est da una seconda cinta con altre cinque torri.

Su Nuraghe Orrobiu | Ricostruzione ideale

I complessi citati sono visitabili tutti i giorni con accompagnamento di guide e con possibilità di visione di documenti multimediali che, tra l'altro, propongono (nel caso del
Nuraghe Orrubiu) una suggestiva ricostruzione del nuraghe e delle sue numerose torri che svettano verso l'alto fino a culminare negli eleganti terrazzi
.



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