NOTIZIARIO N. 14 | FEBBRAIO 2007

SPECIALE ASSEMBLEA, VIAGGIO IN SARDEGNA E FESTA DELLA DONNA

Cari Soci, questo numero speciale del notiziario è scritto per darvi conto di tre appuntamenti.

Il primo, di grande importanza per la vita del Circolo è l'Assemblea del Circolo stesso, ove ci sarà una parte straordinaria dedicata alla presentazione, discussione ed approvazione del nuovo Statuto del Circolo, redatto secondo le linee dettate dalla Regione Sardegna e dalla FASI;

Il secondo, di grande interesse per gli associati al Circolo (e non solo), è il viaggio in Sardegna del prossimo Maggio. All'interno troverete tutte le informazioni relative. Leggetele, diffondetele e se siete interessati prenotate nei tempi indicati per non avere sorprese;

Il terzo di grande interesse per le donne e per quanti le amano (tutti), è la cena dedicata alla loro festa. Troverete in ultima pagina le notizie relative. (Troverete anche notizie del Cagliari Club GIGI RIVA)

CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA

L'Assemblea ordinaria e straordinaria dei soci del Circolo Culturale Maria Carta è convocata per il giorno SABATO 24 MARZO 2007 alle ore 7,00 in prima convocazione ed ALLE ORE 17,30 IN SECONDA CONVOCAZIONE presso L'Oratorio della Chiesa Parrocchiale di Longuelo (Via Longuelo 39/b) per la trattazione del seguente

Parte ordinaria: ORDINE DEL GIORNO

  1. RELAZIONE DELLA PRESIDENZA

  2. APPROVAZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO DEL CIRCOLO PER IL 2006

  3. APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA DI ATTIVITA' DEL CIRCOLO PER L'ANNO 2007

  4. APPROVAZIONE DEL BILANCIO PREVENTIVO DEL CIRCOLO PER L'ANNO 2007

  5. VARIE ED EVENTUALI

Parte straordinaria:

  1. PRESENTAZIONE, DISCUSSIONE ED APPROVAZIONE DEL NUOVO STATUTO DEL CIRCOLO MARIA CARTA

Ringrazio fin d'ora per la partecipazione all'Assemblea, che auspico numerosa anche in considerazione dell'importanza dei temi che formeranno oggetto di trattazione e saluto frattanto con la più viva cordialità.

Il Presidente Gavino Maieli

La copia del nuovo statuto che verrà sottoposto all'approvazione dei soci è consultabile in sede. Tra le novità da segnalare, gli scopi o gli obiettivi del Circolo, l'eleggibilità dei soci e le incompatibilità, il limite dei mandati consecutivi del Presidente, le regole di funzionamento degli Organi Sociali, le Assemblee annuali (che dovranno essere due), la figura del socio.

ATTENZIONE: GLI INTERESSATI AL VIAGGIO IN SARDEGNA RICORDINO CHE DEVONO PRENOTARE ENTRO IL 31 MARZO VERSANDO UNA CAPARRA DI 100,00 (cento) €uro.

IL SALDO DOVRÀ ESSERE POI VERSATO ENTRO IL SUCCESSIVO 30 APRILE.


VIAGGIO IN SARDEGNA

Questo annuncio, già anticipato nel precedente numero di questo Notiziario, è indirizzato specialmente a tutti quei soci che, nell'indicare le proprie preferenze sulle attività del Circolo, hanno costantemente manifestato di gradire, tra i diversi possibili ambiti di iniziativa della nostra Associazione, quello di un viaggio collettivo nell'Isola cui siamo tutti quanti legati sia pure per ragioni diverse.

Infatti, dopo l'indimenticabile trasferta dell'ormai lontano 2002, in occasione della Sagra di Sant'Efisio a Cagliari, per una ragione o per l'altra non era stato possibile organizzare una similare iniziativa. E questa volta si tratta di un'occasione ghiotta sotto molteplici punti di vista.

In primo luogo il viaggio è previsto per la terza decade di Maggio, in un periodo fantastico in cui la Sardegna è generalmente tutta fiorita e luminosa. Secondariamente perché il programma non è stancante, essendo dedicata alla trasferta obbligatoria solo il primo, il secondo e l'ultimo giorno del "Tour" e venendo i tre giorni centrali dedicati a scelta o al riposo rilassante nella suggestiva cornice del Villaggio Valtur che ci ospiterà dal 21 al 25 Maggio, ovvero alle gite facoltative nelle località più attraenti della Sardegna del nord.

La terza ragione può essere individuata, e non guasta di questi tempi, nel prezzo contenuto della quota individuale di partecipazione (fatto salvo ovviamente l'onere aggiuntivo per le escursioni facoltative che peraltro dovrebbero essere allineate alle similari occasioni turistiche sia in Sardegna che in tutte le altre regioni italiane). Per la precisione viene comunque allegato l'avviso pervenuto dagli Enti Organizzatori.

Si invitano pertanto tutti gli interessati a comunicarci (telefono e fax al n. 035-240376) con ogni possibile sollecitudine la propria adesione per evitare che, nonostante la capienza dei mezzi messi a disposizione, che chi "tardi arrivasse..... male alloggiasse"!

Mario Pomesano


... MA COM'È CHE IL GENERALE È ARRIVATO A CAPRERA, UN ANGOLO DI MONDO DIMENTICATO (ALLORA) DA DIO E DAGLI UOMINI? CE LO SIAMO CHIESTO PIÙ VOLTE, ED ALLA FINE ABBIAMO TROVATO LA RISPOSTA, CHE RIPORTIAMO QUA SOTTO. BUONA LETTURA!

LA SCELTA DI CAPRERA

Garibaldi frattanto, stanco e sfiduciato per la sua vita errabonda sui mari, aveva chiesto e ottenuto dal governo piemontese di tornare in Italia, per stabilirsi a Nizza con i suoi figli erano trascorsi ormai cinque anni dalla sua partenza dalla Maddalena, durante i quali egli non aveva più fatto parlare di sè, e si pensava che il mito di quell'uomo e la presa sulla fantasia popolare si fossero affievoliti, se non spenti. Così egli potè rimetter piede in patria e curarsi di una grave malattia reumatica, prima avvisaglia dell'artrite che l'avrebbe perseguitato per il resto dei suoi giorni.

Da Nizza, per campare, ottenne il permesso di fare il piccolo cabotaggio tra Genova e Marsiglia con la nave da carico "Salvatore", imbarcandovi come mozzo anche il figlio Menotti. Ma pensava di fermarsi, finalmente, e il desiderio divenne imperativo un giorno del 1855, quando sbarcò in Gallura con un gruppo di amici italiani e inglesi per una partita di caccia e rimase affascinato dalla solitaria e incontaminata bellezza del promontorio di Capo Testa, con i suoi splendidi graniti protesi sulle Bocche di Bonifacio e il terreno incolto che in alcuni tratti si prestava all'aratro.

Avrebbe potuto lasciare il mare e finalmente costruire una casa per la sua famiglia dove vivere in pace di una sia pur modesta agricoltura. Cercò senz'altro il proprietario del promontorio, il pastore Pietro Pelosu, e lo convinse a venderglielo, versandogli una cauzione di 200 lire. Poi riprese il mare.

Ma le cose dovevano andare diversamente. Nel novembre di quell'anno morì, a Nizza, suo fratello Felice, che gli lasciò in eredità tutto quanto aveva: non molto, ma sufficiente per acquistare un poco di terreno e un cutter per un modesto commercio in mare. Nel dicembre, mentre navigava alla volta di Porto Torres, una burrasca lo convinse a riparare in Corsica.

Da qui, Garibaldi scrisse la seguente lettera all'amico Francesco Susini de La Maddalena:

"Porto Vecchio, 7 dicembre 1855 

Sono diretto per la Sardegna, qui trattenuto a bordo del "S. Giorgio" per cattivo tempo. Da Porto Torres penso di percorrere la Gallura, ove penso che sarà facile che scelga un punto di stabilimento, per passarvi alcuni mesi d'inverno, o forse per abitarvi definitivamente, se trovo un posto adatto. Un consiglio vostro o di Pietro circa al punto da prescegliersi per lo stabilimento, mi sarebbe caro, quanto l'esser vicino a voi, sarebbe una delle consolazioni mie predilette....".

Fini che egli fu di nuovo ospite dei Susini a La Maddalena e ogni giorno, con Pietro, passava in Gallura per cacciare e per sondare e verificare se proprio li avrebbe voluto stabilirsi. Con Pietro si era immediatamente riannodata la vecchia e profonda amicizia iniziata cinque anni prima e il Generale ne aveva una fiducia completa: Egli gli fece notare che parecchi pastori, e non il solo Pelosu, si contendevano la proprietà di Capo Testa e qualora Garibaldi avesse perfezionato l'acquisto con quello, "non sarebbe passato un mese ch'Ella morrebbe per mano assassina"; Il che nel duro mondo dei pastori, era una soluzione più che probabile. Perchè gli chiese Pietro non stabilirsi in una delle isole de La Maddalena, per esempio a Santo Stefano? Garibaldi lasciò perdere le 200 lire di caparra date al Pelosu, e cominciò a riflettere sul consiglio dell'amico. Io credo che a colpirlo fosse l'idea dell'"isola": l'isola come proprio mondo delimitato, l'isola come casa patria della propria soggettività, ove tornare per ripossedersi, per essere se stessi, garantiti da mura d'acqua, in una solitudine mediata dal mare. Nessuna proprietà e circoscritta come un'isola.

Garibaldi in quei giorni, continuando a passare dalla Maddalena alla Gallura, scartò Santo Stefano, proprio perchè "troppo vicina", quindi troppo poco isolata dal resto del mondo che per lui era certo rappresentato dalla Sardegna e non da La Maddalena. Infatti la sua scelta cadde a poco a poco su Caprera, a questa ancor più prossima di Santo Stefano, ma più appartata, difesa dalla costa sarda dalle prime due. Caprera! quel longilineo relitto di Sardegna ad essa strappato da una forza immane, imponente caos di graniti, ordinati a formare la catena orrida del Tejalone, apparentemente alta, altissima. Caprera, che l'esule aveva più volte contemplato cinque anni prima, dalla vigna dei Susini, trascolorare sulla tavolozza della natura lungo le ore del giorno in tutti i toni, dai più delicati ai più bui, e sempre restare intatta nella sua sembianza di miraggio, di scenario per un mondo a misura d'eroi o di demoni.

La casa di Garibaldi
Caprera che non offre nulla se non alla tenacia, all'umiltà del lavoro, alla semplicità, alla bontà: e non erano questi forse i sentimenti che commuovevano fino in fondo all'anima quel guerrigliero marinaio contadino ormai vicino alla cinquantina, che aveva percorso la circonferenza della terra senza trovare forme concrete alla propria sete di idealità? Caprera! Caprera ammantata di macchia selvaggia, avvolta di tutti gli aromi e i brusii e i voli e i suoni secchi di zoccoli caprini e suini... Caprera tuonante di ondate burrascose e di folli venti di ponente, del nord; oppure bisbigliante di sciacquii dolci come sussurri di amanti. Caprera ove vivere, ove meditare, Caprera ove Morire....

In quei giorni nacque l'innamoramento di Garibaldi per la sua isola, un innamoramento che egli volle sempre tenere riparato dal rumore dell'ufficialità, al punto che nelle sue Memorie scriverà: "Il periodo decorso dal mio arrivo a Genova in maggio del 1854 sino alla mia partenza da Caprera in febbraio 1859, è di nessuno interesse. Io passai parte navigando, e parte coltivando un piccolo possesso, da me acquistato nell'isola di caprera." Invece la scelta e l'acquisto dell'isola segna nella vita di Giuseppe Garibaldi lo spartiacque tra la fase errante dell'avventuriero idealista e soggettivo, sia pur grandissimo, e la maturata visione che costruisce, plasma, realizza, unifica. Il guerrigliero brasiliano col suo impeto irriflessivo non avrebbe potuto costruire una nazione: l'uomo di Caprera, capace di soffrire e di meditare, la costruì.

L'arcipelago della Maddalena Prima di lasciare La Maddalena, il 29 dicembre 1855, egli diede a Pietro Susini la più ampia procura perchè acquistasse per suo conto la metà circa dell'isola, tanta quanto ne consentiva l'eredità di Felice. Pietro si mise subito all'opera, acquistando il terreno dei Collins, parte di quello di Ferracciolo ed alcuni altri lotti. Garibaldi raggiunse Nizza e poi passò in Inghilterra per comperarvi il cutter per i suoi trasporti marittimi. A Londra egli si era precedentemente fidanzato con una ricchissima dama dell'alta società, Emma Roberts, donna assai colta e intelligente che gli fu poi amica devota e saggia per tutta la vita; Gli inglesi avevano un'adorazione per il romantico generale italiano e gliene diedero innumerevoli dimostrazioni. La Roberts si era interessata anche per sistemare in un ottimo collegio il figlio di Garibaldi, Riccioti, e questi ora potè rivederlo. Acquistò un piccolo bastimento di 36 tonnellate a cui, in onore della donna amata, diede il nome di "Emma". L'"Emma", con cinque uomini di equipaggio, compreso lui che lo comandava e Menotti, iniziò a navigare tra Nizza, Genova e la Sardegna, unendo il piccolo cabotaggio al trasporto dei materiali per la costruzione della casetta di Caprera.

 

SPECIALE FESTA DELLA DONNA

ANCHE QUEST'ANNO PER FESTEGGIARE "L'ALTRA METÀ DEL CIELO" IL CIRCOLO ORGANIZZA UNA CENA.

UNA COSA PIÙ CLASSICA, PIENA DI SAPORI MEDITERRANEI E PIÙ SPECIFICATAMENTE ISOLANI. SPICCANO L'USO DEL MAIALETTO E DELL'AGNELLO, PREPARATI SOTTO LA SUPERVISIONE DI UNA CUOCA DA APPLAUSI: LA NOSTRA SISINNIA BUA.

SENZA DIMENTICARE ANCHE STAVOLTA I COLLABORATORI CHE LA ASSISTONO IN CUCINA CON UN IMPEGNO FUORI DAL COMUNE IN QUESTO SERVIZIO OFFERTO ANCHE STAVOLTA AL CIRCOLO ED AGLI ASSOCIATI TUTTI.

IN QUELLA SEDE SI POTRÀ INOLTRE PROVVEDERE AL RINNOVO DELLA TESSERA 2007

LUOGO: PRESSO L'ORATORIO DELLA PARROCCHIA DI BAGNATICA


DATA: 10 MARZO 2007 CON INIZIO ALLE ORE 19.30

MENÙ
ANTIPASTI:aperitivo & antipasti misti sardi
PRIMI:

malloreddus alla campidanese


fregola con carne d'agnello

SECONDI:

maialetto arrosto


agnello arrosto

FORMAGGIO:pecorino
FRUTTA:frutta di stagione
BEVANDE:VINO D'ANNATA
DIGESTIVI:CAFFÈ E DIGESTIVO
QUOTE

Quota adulti EURO 20,00


Quota ragazzi fino ai 15 anni EURO 12,00

PER PRENOTAZIONI:
Pomesano Mario 035/260375 328/6610411
Bua Sisinnia 035/681965
Circolo 035/240376 (feriali ore 18,00-19,00)


Pubblichiamo queste immagini per mostrarvi l'ubicazione del pozzo sacro di Santa Cristina (sulla 131 Carlo Felice) e per invitarvi, se o quando passerete da quelle parti, a fermarvi per visitare uno dei monumenti nuragici più significativi dell'intera Sardegna.

Per capirne appieno l'importanza e la straordinarietà occorre pensare che il monumento ha più di 3.500 anni.

Dimenticavo, lì vicino il nuraghe di Sant' Antine anche questo è un monumento di grande interesse o meritevole di visita.

Rimarrete stupiti dalle differenze costruttive delle due opere, dalla differenza del taglio della pietra e dalla finezza della cupola a tholos del vano del pozzo, cosi differente dal vano contrale del nuraghe, pure lui con la volta a tholos.

NOTIZIE DAL CAGLIARI CLUB

IN DATA 10/02/07 SI SONO SVOLTE LE ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL DIRETTIVO DEL CAGLIARI CLUB GIGI RIVA DEL NOSTRO CIRCOLO.

ALL'INTERNO DEL DIRETTIVO STESSO SONO STATI POI DATI I SEGUENTI INCARICHI:

  1. PRESIDENTE: OGGIANO SERGIO

  2. VICE PRESIDENTE: MELE ANDREA

  3. SEGRETARIA: BUA SISINΝΙΑ

  4. TESORIERE: CABRAS GIANFRANCO

  5. CONSIGLIERE: POMESANO MARIO

SINDACI REVISORI: CONSOLI FILIPPO - MAIELI GAVINO

Si avvisano i soci ed i tifosi del Cagliari che è aperto il tesseramento e/o il rinnovo per l'anno 2007 al Cagliari Club GIGI RIVA, il primo, autentico Cagliari Club di Bergamo legato al Circolo Culturale Sardo Maria Carta.

Diffidate dalle imitazioni.

Il Presidente Sergio Oggiano

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