Apriamo questo numero del notiziario riprendendo uno scritto pubblicato sul numero 160 di Tottus in Pari del Febbraio 2007. Si tratta di una scelta ponderata e non facile. Altre cose sono in cantiere, come la manifestazione che si andrà a fare a Bruxelles il tre luglio a favore della continuità territoriale (ne parliamo a pagina 3), e non mancheremo nel prossimo numero di informarvi compiutamente sulla manifestazione stessa e sui risultati eventuali raggiunti. Vi parleremo poi anche del viaggio in Sardegna per il bicentenario Garibaldino, viaggio organizzato dalla FASI e da EUROTARGET che ha visto una partecipazione importante dei nostri soci. Preferiamo però parlarvi del Parco del Gennargentu perché questo è il numero "estivo" del notiziario che vi raggiungerà, forse, prima delle vostre vacanze in Sardegna. Noi desideriamo annoverare i nostri Soci tra i viaggiatori "responsabili", cioè informati, in particolare sulle speranze e sulle opportunità dell'Isola. Viaggiatori che amano questa terra e che discutono e partecipano al suo sviluppo armonioso. Spesso chi vede le cose dall'esterno le vede meglio di chi vi è immerso, ed in questa ottica ogni parola che ciascuno di Voi spenderà per l'Isola e nell'Isola sarà una parola che verrà ascoltata.
DIRE SÌ AL PARCO DEL GENNARGENTU
Ho vissuto a Lodine fino all'età di 20 anni. Poi, sognando un grado di cultura migliore, un lavoro più stabile e sicuro, sono andato via. Nonostante tutta la buona volontà e i sacrifici, i miei genitori, che hanno avuto 8 figli, non potevano garantire a quel tempo un avvenire migliore rispetto al loro lavoro in campagna, e per questi motivi negli anni '50 emigrai da solo, in Belgio, e da lì in Germania per poi rientrare in Italia, a Milano, nel 1962. Ho proseguito il mio lavoro quotidiano di 8 ore in fabbrica e poi 4 ore di scuola serale, in un istituto tecnico industriale privato, conseguendo il diploma di perito tecnico in elettronica industriale. Nel campo dell'elettronica ho continuato a lavorare fino all'età della pensione. Da 40 anni vivo a Monza con moglie, anche lei sarda, e due figli laureati. In Sardegna si rientra 2-3 volte all'anno, ma si spera di rientrare definitivamente al più presto. Questa è una introduzione necessaria per far capire che non sono un estraneo alla Sardegna, ma un sardo emigrato, come tanti altri.
Voglio parlare del Parco del Gennargentu. Tutti noi sappiamo che la Sardegna, come tante regioni del sud Europa, è destinata ad una lenta ma progressiva desertificazione che, partendo dal nord Africa, avanza inesorabilmente verso il sud della Spagna, la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, la Puglia ecc. Lo possiamo constatare con la nostra memoria e i nostri occhi. Sin dall'epoca dei nostri nonni, noi ragazzi vedevamo che le campagne erano più verdeggianti, i fiumi si vedevano e si sentivano scroscianti, persino la fauna era più ricca e varia; l'ambiente, insomma, era più profumato, incantevole. Pastori e contadini, pur tra mille problemi, traevano soddisfazione dal loro lavoro.
Oggi la situazione è cambiata.

I problemi dei costi, dei pascoli, le difficoltà ad avere un prezzo adeguato per il latte, inducono i figli di contadini e pastori a cercare altre strade. Questo, senza adeguati interventi, può aumentare lo spopolamento delle campagne, e ciò può avere effetti negativi nella tutela del territorio e nella prevenzione degli incendi. Dire no al Parco significa assumersi grandi responsabilità verso i nostri figli e i nostri nipoti, perché credo che l'istituzione del Parco possa essere lo strumento per salvaguardare e tutelare l'integrità ambientale di una vasta area della Sardegna. Approfittiamo degli investimenti che si vogliono fare per il Parco, prima che possano essere dirottati verso altre regioni. L'istituzione del Parco deve avvalersi, necessariamente, di personale sardo per i diversi servizi: dalle guardie forestali, agli addetti all'incendio, ai tecnici per la potatura e la selezione delle piante, agli addetti alla pulizia del sottobosco, agli esperti di fauna, agli esperti geologi, a quelli che devono tutelare le acque. Ma altri serviranno per la manutenzione e costruzione di strade, sentieri, rifugi, posti di ristoro. Insomma potrebbero essere molti a trovar lavoro grazie al Parco, senza contare l'incidenza che lo stesso potrebbe avere nel movimento turistico con le attività connesse. Occorre quindi assumere decisioni rapide, nell'interesse della maggioranza dei sardi, pur tenendo conto delle osservazioni della minoranza, che però non può essere determinante nel bloccare l'iniziativa. Il presidente Soru ha dimostrato di avere capacità e voglia di difendere l'ambiente della Sardegna, i diritti dei sardi. Sta a lui insistere in un'iniziativa così importante. Le persone le dobbiamo giudicare in funzione dei fatti (non conosco Soru ma lo giudico sulla base di quanto sta facendo). In questa situazione i singoli egoismi non possono bloccare un'iniziativa che ha valore sul piano ambientale, ma anche sul piano dello sviluppo economico, sul piano della salvaguardia di una cultura secolare di rispetto della natura.Giuseppe Mareddu
Pubblichiamo, a puntate, lo Statuto del Circolo Maria Carta approvato nell'ultima Assemblea Sociale. Adesso il Direttivo dovrà adeguare il Regolamento alle norme contenute in questo documento per renderlo vivo ed utilizzabile. Ricordiamo che in caso di norme in conflitto ciò che fa testo è quanto riportato nello Statuto.
STATUTO
PREMESSA
Con atto notarile del 14 Novembre del 2000, registrato il 4 Gennaio del 2001, si è costituito il "CIRCOLO CULTURALE SARDO S'ALIGUSTA" con Sede in BERGAMO, via MORONI 105; in data FEBBRAIO 2003 ha cambiato la propria denominazione in "CIRCOLO CULTURALE SARDO MARIA CARTA", di seguito, per semplificare, chiamato "Circolo".
A seguito di nuove leggi nazionali i soci riuniti in legittima Assemblea in data 24 Marzo 2007 alla presenza del Notaio Dott. Francesco Boni hanno adeguato lo Statuto originario approvando con voto favorevole il nuovo testo di seguito riportato.
ART. 1 - COSTITUZIONE E SEDE
A norma dell'art. n° 18 della Costituzione Italiana, degli art. n° 36-37-38 del Codice Civile, del D.lgs. 460/1997, della legge 383 del 7 dicembre 2000, il Circolo si costituisce in Associazione di Promozione Sociale con il nome di "CIRCOLO CULTURALE SARDO MARIA CARTA" - ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE CULTURALE E RICREATIVA più semplicemente denominata "CIRCOLO", con Sede Sociale in BERGAMO, via MORONI 105.
ART. 2 - LE CARATTERISTICHE DEL CIRCOLO
Il Circolo è una associazione senza fini di lucro, a struttura e gestione democratica, è autonomo ed indipendente dal punto di vista organizzativo, amministrativo e patrimoniale.
Esso è diretto da un Consiglio Direttivo eletto dai Soci, che ne costituiscono la base sociale.
Gli impianti, i servizi, le strutture, le attività promosse e organizzate dal Circolo sono a disposizione di tutti i Soci, i quali hanno diritto di fruirne nel rispetto delle norme previste nei regolamenti.
Pur conservando la sua autonomia ed indipendenza, il Circolo agisce in stretta collaborazione ed unità d'intenti con la F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde in Italia), alla cui Federazione fa adesione formale.
Il Circolo accetta e rispetta lo Statuto Sociale della F.A.S.I. e il relativo regolamento di attuazione.
Hanno accesso al Circolo anche i tesserati di altri Circoli aderenti alla F.A.S.I..
Il Circolo è inoltre aperto a tutti i sardi, i loro coniugi e discendenti secondo le norme previste dai regolamenti.
ART. 3 - PRINCIPI E SCOPI GENERALI DEL CIRCOLO
Il Circolo si propone di:
a) salvaguardare e valorizzare l'identità culturale dei sardi;
b) promuovere la conoscenza e la valorizzazione della lingua sarda, dei valori culturali, storici, artistici, ambientali e folkloristici della Sardegna;
c) promuovere la conoscenza e il consumo dei prodotti della Sardegna.
d) contribuire alla programmazione e raggiungimento della crescita culturale, economica e sociale dei sardi e della Sardegna;
e) perseguire l'obiettivo di promuovere la solidarietà sociale, l'integrazione ed il confronto fra culture diverse, etnie, regioni e popoli;
f) svolgere funzioni di rappresentanza e di promozione della Sardegna nel territorio in cui opera.
ART. 4 - LE ATTIVITÀ DEL CIRCOLO
Il CIRCOLO si prefigge di:
a) promuovere e gestire attività di utilità sociale in campo culturale e ricreativo;
b) sviluppare attività culturali, sportive, ambientali, didattiche, turistiche, ricreative, di solidarietà, assistenza e prevenzione sanitaria;
c) promuovere e gestire corsi formativi;
d) valorizzare tutte quelle attività che sono in grado di esprimere atteggiamenti e comportamenti attivi, utilizzando i metodi aggregativi e di partecipazione propri del libero associazionismo.
Per raggiungere i suoi fini e rispondere alle esigenze del Corpo Sociale, il Circolo potrà creare strutture accessorie proprie o utilizzare quelle già esistenti sul territorio.
Il Circolo potrà promuovere direttamente o in collaborazione con altre strutture, sia private che pubbliche, le attività di cui ai punti precedenti.
Il Circolo ricerca momenti di confronto e di collaborazione con tutte le forze presenti nel tessuto sociale, contribuendo alla realizzazione di progetti che si collochino nel quadro di una programmazione territoriale.
Il Circolo non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle a esse strettamente connesse o di quelle accessorie a quelle statutarie, in quanto integrative alle stesse.
(prima parte | continua......)


Non è Pubblicità (è un Servizio) Alessandro Marras, di cui vedete riprodotto di lato il biglietto da visita, è un Socio del Circolo. In particolare è un socio che ha raccolto l'invito lanciato alcuni numeri fa e propone ai Soci interessati la possibilità di usufruire delle proprie prestazioni professionali godendo di uno sconto minimo del 10%.
Docente di fisioterapia, Relatore congressuale
Esegue: Rieducazione Neuro-Psichiatrica, Ortopedica, Cardio-Respiratoria; Massaggio terapeutico, connettivale (sec. Dicke) e drenante (sec. Vodder).
Il decreto regionale sulla continuità territoriale, che permetteva ai sardi emigrati di usufruire di tariffe agevolate nei voli da e per la Sardegna, è stato bocciato dalla Commissione Europea. Riportiamo di seguito tre pareri, i primi due autorevoli ed il terzo... mooolto meno autorevole, sulla "vexata quaestio".
IL PARERE DELLA REGIONE SARDEGNA
Continuità territoriale, Bruxelles riconosce 16 rotte
La Commissione europea accorda l'introduzione degli oneri di servizio sulle tratte che collegano i tre aeroporti sardi ai principali scali italiani.
CAGLIARI, 24 APRILE 2007 – La Commissione europea, al termine della sua indagine conoscitiva, ha autorizzato l'introduzione degli oneri di servizio pubblico sulle 16 rotte che collegano i tre maggiori aeroporti sardi ai principali aeroscali della penisola.
Si tratta di un fatto storico, come tiene a sottolineare l'assessore regionale dei Trasporti, Sandro Broccia: alla Sardegna viene infatti riconosciuto il diritto di applicare la continuità territoriale non solo su Roma e Milano, ma anche verso i più importanti capoluoghi italiani, tenendo conto delle condizioni di insularità e dell'importanza dei collegamenti aerei per lo sviluppo economico dell'isola.
"In sostanza – commenta Broccia – viene ufficializzato quanto è emerso nei mesi scorsi dai nostri frequenti vertici a Bruxelles. La Commissione europea riconosce che la Sardegna può applicare gli oneri di servizio pubblico in quanto rappresentano una garanzia di mobilità, quando il mercato non garantisce da solo le frequenze e le capacità necessarie. Le modifiche che la Commissione chiede di introdurre impegneranno sin dai prossimi giorni la Regione e il ministero dei Trasporti, e saranno attuate in un confronto aperto con Bruxelles da cui è giunta in tal senso una piena disponibilità".
(testo tratto dal sito della Regione Sardegna)
IL PARERE DEL PRESIDENTE DELLA FASI
(La decisione di Bruxelles) "...colloca gli emigrati fuori dalla continuità territoriale. In tal modo si compromette un diritto. Tutto nasce da un principio sulla base del quale l'Unione Europea può prendere misure specifiche: sto parlando dell'insularità. Le contestazioni della Commissione europea non convincono. Il governo e la Regione Sardegna dovrebbero fare opposizione e costringere l'UE a prendere una decisione che, sulla base del principio di insularità, sia anche in contraddizione con le regole della concorrenza. La Sardegna, lo sappiamo, vive grandi handicap; bisogna giocare sul fatto che per garantire una maggiore integrazione tra le popolazioni anche il ruolo degli emigrati è importante: queste argomentazioni giustificano gli sconti, perché gli emigrati sono parte di un sistema svantaggiato. Più un sistema è debole e più numerosi sono gli emigrati. Insomma, la continuità è un problema che riguarda la comunità sarda e non il suo territorio".
Tonino Mulas (da Tottus in pari n. 167)

IL MIO MODESTISSIMO PARERE
Questa decisione oggettivamente rischia di uccidere o quantomeno di rendere vano tutto il "movimento" fatto in questi anni attorno alla questione della continuità territoriale (leggi: tariffe preferenziali da accordare anche agli emigrati, coniugi e discendenti, e non solo ai residenti). Questo movimento ha visto da sempre il nostro Circolo in prima fila e fino a quando sarà possibile discutere certamente continueremo ad esserci.
Realisticamente però dobbiamo vedere quali sono i pro ed i contro della nuova situazione che si va delineando e dobbiamo chiederci se essa oggettivamente ci provoca un danno. Sì, dicono voci autorevoli. Io invece penso di no. Se, come sembra, la decisione di Bruxelles apre le porte alle compagnie low-cost, il volare verso la Sardegna dovrebbe diventare più facile e più economico per tutti, e non solo per i sardi, residenti o emigrati che siano.
A titolo di esempio, si vola normalmente da Bergamo a Parigi con 60 (sessanta) euro andata e ritorno, contro i 150 (centocinquanta) euro del prezzo "di favore" per volare, sempre andata e ritorno, per Cagliari! Si perde un diritto? Ma di che, forse il "diritto" di spendere di più di quello che presumibilmente si andrà a pagare ma meno del costo nominale che oggi pagano i passeggeri "normali"? Beh, di diritti simili ne facciamo volentieri a meno!
Se questa decisione della Commissione Europea spalancherà veramente i cieli della Sardegna ai nuovi operatori del volo, non potremo che rallegrarcene e salutare con favore il nostro ritornare ad essere cittadini normali e goderci i frutti di una concorrenza per troppo tempo negata. Comprendiamo e ringraziamo la Regione Sardegna per quanto ha fino ad ora fatto cercando di favorire i suoi figli sparsi nel mondo. A volte però, e questo è il caso, conviene lasciare correre i cavalli come loro sanno fare per giungere prima, e meglio, alla meta agognata.
Va da sé infine che se dovessero arrivare condizioni aggiuntive di maggior favore, non saremo certo noi a dire di no!
Guido Corda

CONSIDERAZIONI DI UN EMIGRATO (14)
Avremmo voluto spiegarvi come si fabbricano le launeddas. Ve lo avevamo quasi promesso (avevamo scritto "Se riusciremo a procurarci il materiale, un'altra volta vi insegneremo a costruire questo strumento"...). Purtroppo però questo non è stato possibile. La storia ha sempre un perché, e se i Sardi non hanno mai avuto una scrittura un motivo deve pur esserci stato. Che questo fatto affiorasse anche ai giorni nostri è straordinario.
Andate su Internet e cercate un sito dove spieghino come costruire questo strumento: ne troverete qualche decina dove vi faranno vedere IMMAGINI di varie fasi della lavorazione, ma mai troverete una spiegazione anche abbastanza sommaria del procedimento. Con questo è dimostrato ancora una volta che quella Sarda è una Civiltà dell'immagine e non della parola!
Facezie a parte, la ricerca continua. Probabilmente troverò qualcosa di valido in un volume di un ricercatore Olandese scomparso qualche anno fa.
Oggi invece Vi parlo (guarda un poco.....) del Parco del Gennargentu. Chissà se finalmente riuscirà a decollare compiutamente. Vi chiedo di dare anche Voi una mano per questo, e dunque quando sarete in Sardegna munitevi di una carta della Regione (si trovano negli uffici turistici) ed (almeno) un giorno dedicatelo alla visita di un angolo del Parco. Non ve ne pentirete.
NATURA DEL GENNARGENTU
L'area compresa nel perimetro del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu raccoglie più ambienti, montani e costieri, rappresentativi delle terre della Barbagia e dell'Ogliastra.
Il Gennargentu vero e proprio rappresenta il più vasto complesso montano della Sardegna, le cui vette raggiungono le massime altezze con il Bruncu Spina (1.829 m), la Punta Paulinu (1.792 m) e la Punta La Marmora (1.834 m), da dove nelle giornate più limpide si possono toccare con lo sguardo tutte le coste dell'isola. Il massiccio costituisce il corpo centrale a cui si legano i monti circostanti della Barbagia; si distende sui vicini Supramonti e scivola fino al mare, a formare il Golfo di Orosei, il più selvaggio tratto di costa del Mediterraneo.
LA BELLEZZA COMINCIA DALLE ROCCE Il paesaggio è immenso e mai uguale, come un grande mosaico: ci sono rilievi, pascoli, rocce, canyon, vallate, foreste, boscaglie, spiagge, falesie che cadono a picco su un mare cristallino, blu e verde. Dal Gennargentu nascono i corsi d'acqua principali della Sardegna orientale: il Cedrino a nord e il Flumendosa a sud. Il primo scende con diversi rivoli e forma, erodendo la roccia, splendide gole; il secondo, che con i suoi 122 km di lunghezza è il secondo fiume della Sardegna, scorre nella Barbagia, incassato in canyon, fino a raggiungere la piana alluvionale costiera per poi gettarsi in mare.
COME CI SI ARRIVA Ci si arriva con facilità da ogni parte della Sardegna. La strada di accesso più spettacolare è certamente l'Orientale sarda (S.S. 125), che attraversa l'area del parco nel tratto tra Tortolì e Siniscola e da cui si possono compiere diverse deviazioni molto interessanti, come ad esempio quella della S.S. 389 di Buddusò e del Correboi che da Lanusei porta a Nuoro attraversando tutta l'area centrale del futuro parco. Da Cagliari e Porto Torres si deve invece raggiungere Abbasanta con la S.S. 131 Carlo Felice, proseguendo poi per il tronco direzionale della stessa statale per Nuoro e deviando nella direzione prescelta.
Un modo insolito ma affascinante per visitare il territorio del parco è il cosiddetto "Trenino Verde", lungo le tratte Mandas-Arbatax e Mandas-Sorgono, che nel periodo estivo effettua varie corse giornaliere (orari presso le FFSS). Tutta l'area del parco è servita dalle autolinee dell'Azienda Regionale Sarda dei Trasporti (ARST: Nuoro, 0784/32201).
Escursione ideale per chi voglia provare l'emozione del viaggio con il trenino verde: partendo da Arbatax o da Arzana si raggiunge la stazione di San Girolamo, da dove si parte per una escursione all'interno di uno degli ambienti più affascinanti del Parco Nazionale del Gennargentu, i "tacchi calcarei" dell'Ogliastra. Una delle mete più famose è la foresta demaniale di Montarbu che si estende sul monte Tonneri, uno dei tacchi più belli. Durata 4 ore (andata e ritorno).
Guido Corda
(Continua.....)
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