NOTIZIARIO N. 17 | SETTEMBRE 2007

Apriamo questo numero del notiziario con uno scritto di Mario Pomesano. Questo articolo è stato steso dopo la partecipazione del nostro past-President all'incontro della FASI con i rappresentanti della Commissione Europea nel corso di una audizione presso la sede del Parlamento Europeo dedicata al problema dell'estensione della continuità territoriale anche ai sardi emigrati e non più residenti nell'isola.

Solo il tempo ci dirà quali saranno, se ci saranno, gli esiti di questo intervento nelle sedi istituzionali Europee. Certamente i nostri rappresentanti hanno portato, con forza, le ragioni di una emigrazione che cerca e vuole avere ogni facilitazione per mantenere e rafforzare i legami con la terra di origine, con la propria cultura e le proprie tradizioni.

Le fotografie che corredano l'articolo sono relative al viaggio in Sardegna del maggio scorso dei soci dei circoli FASI in occasione del bicentenario Garibaldino. La delegazione del nostro Circolo era seconda per numero solo a quella degli amici di Cinisello Balsamo.

UNA CONTINUITÀ TERRITORIALE INTELLIGENTE

Nell'ambito delle attività di quest'anno il nostro Circolo ha intensificato i rapporti e la collaborazione con la FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia). Dopo avere, d'intesa, realizzato nello scorso mese di maggio un'indimenticabile escursione-vacanza in Sardegna in occasione del 2º centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, tema ispiratore della tradizionale "Sa Die de sa Sardegna", è stata la volta della manifestazione a Bruxelles per un'equa applicazione del principio della continuità territoriale a favore dei Sardi.

Nei giorni 3 e 4 Luglio scorso una delegazione di tre soci del Circolo ha preso parte presso la sede del Parlamento Europeo all'audizione nel corso della quale il Presidente della FASI Tonino Mulas ha illustrato alle rappresentanze ufficiali della competente Commissione Europea, del Parlamento Europeo e della Regione Sardegna il documento approvato dall'esecutivo della stessa FASI.

Di fronte all'asserzione, confermata dal funzionario della Commissione, che l'applicazione delle tariffe preferenziali agli emigrati Sardi "agevolerebbe i cittadini europei di nazionalità italiana rispetto a quelli di altre nazionalità" stabilendo una sostanziale discriminazione basata sulla nazionalità, contraria al Trattato, attraverso l'imposizione di oneri di servizio pubblico su talune rotte da e per la Sardegna, Tonino Mulas ha ricordato come nella decisione adottata il 23 aprile u. s. dalla Commissione su tale tematica si riconosca un obiettivo legittimo di pubblico interesse nella prosecuzione nel tempo dei legami dei cittadini europei alla comunità culturale di origine, pur definendo sproporzionata la misura degli interventi. Ha inoltre richiamato l'attenzione dei presenti su come le finalità dichiarate dall'Unione Europea e dalle varie istituzioni Comunitarie sono fondamentalmente rappresentate dalla riduzione degli svantaggi, dalla prosecuzione della coesione sociale, dalla creazione di condizioni di parità che sostengano lo sviluppo delle regioni meno ricche e gravate da handicap strutturali.

Se si tiene conto come gli articoli 158 e 159 del Trattato di Amsterdam riconoscono che le regioni insulari soffrono, a motivo della loro insularità, di svantaggi strutturali, il cui perdurare ostacola il loro sviluppo economico e sociale, è chiaro come il Parlamento Europeo nella risoluzione del 12 Febbraio 2003 "Libro bianco sulla politica dei trasporti" riconosca la necessità che questa politica contribuisca alla coesione economica e sociale, tenendo conto della peculiare natura delle regioni periferiche....insulari.

Per quanto riguarda la Sardegna, oltre alle peculiari condizioni geomorfologiche (distanza dal territorio continentale, prevalenza di rilievi montuosi e collinari sulla superficie pianeggiante, alto tasso di emigrazione con punte di oltre il 30% rispetto alla popolazione residente sviluppatasi in quest'ultimo secolo), bisogna considerare il particolare attaccamento che i Sardi mantengono con la loro terra di origine, dimostrato sia dalla diffusione in Italia, Europa, America ed Australia dei "Circoli dei Sardi" sia dal riconoscimento nei loro confronti della Regione Sardegna, che li considera in un certo senso ed a ragione come "Ambasciatori socio-economici dell'isola, fattore di riequilibrio sociale nello sviluppo complessivo del territorio isolano, depauperato nel tempo di importanti risorse umane. E' per tale ragione che alcune delle stesse compagnie aeree, che non sono sicuramente accusabili di filantropismo, non si lasciano sfuggire l'occasione per riconoscere a certe tipologie di emigrati alcuni vantaggi tariffari, che servono a riempire i "vettori" in stagioni non particolarmente affollate, mentre tra pochi mesi si annunciano nuovi collegamenti tra Bergamo ed alcuni importanti scali sardi in regime di "low cost".

Mario Pomesano


Pubblichiamo, a puntate, lo Statuto del Circolo Maria Carta approvato nell'ultima Assemblea Sociale.

Questa è la seconda parte, la prima, contenente i primi quattro articoli, è stata pubblicata nel numero 16 del 30 Giugno 2007. Le restanti parti nei prossimi numeri del Notiziario.

ART. 5 | I SOCI DEL CIRCOLO
Possono essere Soci del Circolo tutti coloro che ne condividano appieno le finalità e gli scopi.
I soci si distinguono in:
a) Soci Fondatori: rientrano in tale denominazione i firmatari dell'atto costitutivo e cioè (in ordine alfabetico): Mura Antonello, Mura Josto, Onida Antonio, Pibiri Antonia, Pomesano Mario, Serra Luca, Tinteri Archimede, Tinteri Quirico.
b) Soci Ordinari: sono tali tutti coloro che, avendone fatta regolare domanda secondo la procedura richiesta e definita dal Circolo stesso, siano stati accolti come tali.
c) Soci Benemeriti: il Consiglio Direttivo ha la facoltà di nominare in tale categoria coloro che si siano distinti per particolari meriti nella società e nei confronti del Circolo stesso. Tutti i Soci hanno l'assoluta parità tra loro nei diritti e doveri verso l'Associazione.
Fra i soci acquistano particolare rilevanza coloro per i quali il Circolo è idealmente nato e che sono destinatari degli interventi della Legge Regionale sull'emigrazione (Legge n. 7 del 15 gennaio 1991 e sue modifiche).
Alle cariche sociali possono essere eletti tutti i Soci iscritti da almeno sei mesi, fatte salve le incompatibilità previste dal presente statuto.

ART. 6 | INELEGIGIBILITÀ DEI SOCI ALLE CARICHE SOCIALI PER INCOMPATIBILITÀ
Negli Organi Elettivi del Circolo non possono essere eletti:
a) i Soci che percepiscono compensi dal Circolo o che siano interessati alle attività del Circolo aventi scopo di lucro. b) più di due persone legate fra loro da vincolo di convivenza, di coniugio o di parentela di primo e secondo grado.

ART. 7 | DIRITTI E DOVERI DEI SOCI
La domanda di ammissione all'Associazione, redatta su apposito modulo, dovrà essere rivolta al Consiglio Direttivo e dovrà contenere tutte le generalità dell'aspirante socio, l'impegno all'osservanza del presente Statuto e dei Regolamenti interni, nonché la quota associativa. All'atto di accettazione della stessa il richiedente acquisisce la qualifica di Socio Ordinario.
Tutti i soci sono tenuti:
a) al pagamento della quota sociale annuale nei termini stabiliti dagli Organi preposti,
b) all'osservanza dello Statuto e dei regolamenti interni;
c) a non prendere, senza essere autorizzati, iniziative personali che impegnino il Circolo;
d) ad offrire in tutte le circostanze prova di serietà e di educazione civica a tutela del buon nome della Sardegna, dei Sardi e degli altri soci del Circolo.
Il socio ha diritto a ricevere una tessera che attesti la sua adesione al Circolo nonché tutte le comunicazioni riguardanti le iniziative organizzate dal Circolo stesso.

ART. 8 | STATO GIURIDICO DEI SOCI E EVENTUALI ATTI DISCIPLINARI
Il Socio perde la sua qualifica solo per dimissioni o radiazione. In caso di mancato pagamento della quota sociale annuale nei tempi stabiliti dagli Organi preposti, il Socio (Fondatore o Ordinario) diventa Socio Moroso. Decade dagli incarichi eventualmente ricoperti e perde tutti i diritti riguardanti il voto attivo e passivo.
Per rientrare pienamente nei diritti e doveri di Socio, il Socio Moroso è tenuto al versamento della quota arretrata (nella misura stabilita dagli Organi preposti) unitamente al versamento della quota per l'anno in corso.  In caso di mancato versamento della quota associativa per due anni consecutivi, il Socio Moroso diventa Socio Storico e dovrà, per rientrare, ripresentare la domanda di iscrizione di cui al primo comma dell'art. 7. I soci possono dare la dimissioni dall'Associazione in qualsiasi momento. Le dimissioni sono regolate nel Regolamento di attuazione. Il socio può essere sottoposto a sanzioni come, a mero titolo esemplificativo, ammonizione, deplorazione, sospensione o radiazione, qualora:
a) non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto e/o alle deliberazioni prese dagli organi sociali del Circolo;
b) tenga un comportamento scorretto o in qualche modo arrechi danni morali e/o materiali al Circolo. L'ammonizione e la deplorazione possono essere comminate anche dal Consiglio Direttivo.

(Continua)

DAL PRESIDENTE RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. UNA NUOVA STAGIONE DI ATTIVITÀ CI ATTENDE. PRENDETE NOTA DELLE DATE SOTTOSEGNATE E NON MANCATE AGLI APPUNTAMENTI INDICATI

UN FINE ANNO DI GRANDI EVENTI

Dopo la pausa estiva, che ha permesso a tutti di riprendere fiato e ricuperare un po' di energie, l'attività del Circolo riprende a pieno ritmo con l'intento di portare a termine alcune iniziative di grande valore intorno alle quali il Direttivo è impegnato ormai da quasi un anno. Alcune sono già definite, per altre c'è ancora da lavorare ma possiamo dire di essere a buon punto. Ecco quindi il programma di fine anno 2007:

  • Venerdi 12 ottobre: presso la sala Traini del Credito Bergamasco in Via S. Francesco d'Assisi 8 in Bergamo, ore 18.30, presentazione del libro "L'ombra dei minareti" di Paolo Sanna, scrittore, poeta, giornalista RAI. Interverrà l'autore.

  • Sabato 27 ottobre: Cena sociale. Verranno comunicati per tempo luogo, ora e menù.

  • Sabato 3 novembre: presso la chiesa sconsacrata di Colognola, rappresentazione teatrale di "Sa scomuniga de Predi Antiogu" (La scomunica di Don Antioco), con l'attore Ottavio Congiu e la compagnia teatrale "Contea".

  • Sabato 1 e domenica 2 dicembre: Convegno dal titolo Bergamo e la Sardegna: due "isole" gemelle? Punti di incontro e analogie attraverso argomenti di storia della medicina. Medici di Bergamo e della Sardegna, relatori delle università di Cagliari, Bergamo, Torino, Milano e Roma, ripercorreranno, attraverso temi di medicina molto suggestivi e interessanti, i rapporti storici tra Bergamo e la Sardegna.

  • Sabato 1 dicembre: in concomitanza col Convegno, inaugurazione della Mostra delle cere anatomiche del Susini esposte abitualmente nella Cittadella dei Musei di Cagliari. Queste opere, riproduzioni in cera di parti anatomiche del corpo umano maschile e femminile, risalgono ai primi dell'800 e sono dei veri e propri capolavori di valore inestimabile. Prima di Bergamo sono state esposte soltanto a Londra e Parigi (5 esemplari), un esemplare a Tokyo, a Milano e a Venezia. Il prossimo anno verranno esposte ad Oxford. A Bergamo sarà possibile vedere i sette esemplari più belli e preziosi. Resteranno esposti per alcune settimane.

  • Dicembre (in data da stabilire): Cena sociale di Natale.

Un fine d'anno come si vede molto ricco ed intenso, che premia il lavoro continuo di un Consiglio Direttivo molto motivato e attivo. Non è difficile cogliere quanti sforzi e quanti sacrifici ci siano dietro queste iniziative, ma quando c'è l'armonia, e ora possiamo affermare con orgoglio che questa armonia è solida, anche la fatica più grande diventa leggera. Ci auguriamo ovviamente che i soci comprendano in pieno il valore di queste iniziative. Da ciò l'invito caldissimo intanto a partecipare numerosi alle manifestazioni in programma, invitando anche amici e conoscenti. Sarebbe già questo un riconoscimento al lavoro fatto ed anche un incoraggiamento a continuare su una strada che può dare davvero tante soddisfazioni alla nostra associazione.

Un riconoscimento tangibile può venire dal rinnovo della tessera e dalla sottoscrizione di nuove tessere. La nuova campagna tesseramenti per il 2008 inizierà già nel mese di ottobre. Invitiamo pertanto tutti a rinnovare la tessera, perché anche quello è un aiuto che permette di realizzare iniziative importanti. Ovviamente se qualcuno può sostenerci con qualche contributo in più, beh, il Circolo ne ha necessità sempre, visto che organizzare eventi come quelli in programma costa non poco.

Vi comunichiamo intanto che si sono conclusi i lavori di sistemazione della sede di Via Moroni 105, che ora è diventata più accogliente: venite a vederla! A presto, quindi: vi attendiamo numerosi alle nostre manifestazioni che, come si può valutare, sono davvero uniche.

Saludos caros

Il Presidente Gavino Maieli


Pubblichiamo una poesia della nostra Vice Presidente.
Ci colpisce la visione della terra natia come madre, cosa che ha un sapore arcaico che rimanda al mondo prima degli Dei greci, a quando era Gea, la terra, l'entità che assieme a Selene governava il mondo. Ci rimanda alle primitive società matriarcali.... E forse è con qualche ragione che Giuseppe Fiori asseriva che i migliori uomini della Sardegna sono.... le donne!

IN BRAZZOS DE SA MAMA TERRA TRA LE BRACCIA DELLA MADRE TERRA

Torra fizu in brazzos de mama, Torna figlio tra le braccia di tua madre
torra fizu a m'abbrazzare; torna figlio ad abbracciarmi;
deo soe inoghe a t'ispettare io sono qui ad aspettarti
pro dare a tie su chi has bisonzu. per dare a te ciò di cui hai bisogno.
Su triballu chi est importante, Il lavoro che è molto importante,
chi pro s'omine est motivu 'e vida; per l'uomo è motivo di vita;
si venis faghimos una diga se ritorni faremo una diga
chi s'abba la tenzan totu cantos. affinché l'acqua l'abbiano tutti.
Chi frades tuos potan traballare Che i tuoi fratelli possano lavorare
faghende fabricas e ristorantes, costruendo fabbriche e ristoranti,
e sos turistas potan aumentare per far sì che i turisti aumentino
e torren volentieri donzi istade. e ritornino volentieri ogni estate.
Faghimos istradas siguras Costruiamo strade sicure
ca sas macchinas sun medas de passare, poiché sono molte le macchine che vi debbono transitare;
su progressu est in espansione, il progresso è in espansione,
torra fizu in brazzos de mama. torna figlio tra le braccia di tua madre.

Fizos medas si che sun partios Molti figli son partiti
attraversande mares e montes; attraversando mari e monti;
deo comente mama soe avvilia come madre sono avvilita
e mi domando in ite hapo isbagliau. e mi chiedo in cosa ho sbagliato.
Soe andada da-e un'avocau Sono andata da un avvocato
e sa cundanna est sigura. e la condanna è sicura.
Tue mama no has assicurau Tu, madre non hai assicurato
s'avvenire de fizos tuos; l'avvenire dei tuoi figli;
est pro custu chi han abbandonau e per questo hanno abbandonato
sa terra chi los hat generau. la terra che li ha generati.
Abboghino pranghende a chie guvernat: Urlo piangendo a chi governa:
azudade custa mama disperada! aiutate questa madre disperata!
Chi fizos suos torren in custa terra Che i suoi figli tornino in questa terra
chi paris azapamos s'istrada. insieme troveremo la soluzione.

Donzi vidda depet esser populada: Ogni paese deve essere abitato:
una terra chi no est abitada una terra che non è popolata
morit abellu abellu de istentu. muore pian piano di stenti..
Zovanos cumbattide custa gherra, Giovani combattete questa guerra,
chi non bi siat prus disoccupazione, che non ci sia più disoccupazione,
no est zustu chi una terra siat abbandonada non è giusto che una terra sia abbandonata.

Torra fizu in custa terra, Torna figlio in questa terra,
torra in brazzos de mama. torna tra le braccia di tua madre.

Sisinnia Bua (1979)


CONSIDERAZIONI DI UN EMIGRATO (15 e ultima)

Concludo questa mia finestrella parlandovi del Gennargentu. Altro, molto altro ci sarebbe da dire su questa terra splendida, poco popolata, misteriosa, dura, abitata fin dall'antichità da individui che solo poche volte ed in poche circostanze sono riusciti, fuor di retorica, a vedere se stessi come popolo. Nel bel libro "Il giorno del giudizio" di Salvatore Satta, il popolo viene descritto come massa da manipolare, come somma di individui cui ricordare il bene ricevuto, non i diritti negati. Un popolo schiavo, appunto. Un popolo di contadini legati alla terra e attraverso essa al padrone. Da questo massa si stacca il pastore. Individuo dedito alla cura diretta del suo, poco propenso alla collaborazione perché il suo orizzonte atavico è chiuso dalla sua proprietà cui deve dedicare tutto il proprio tempo. Forse ricorderete, del film "Banditi ad Orgosolo", la scena del pastore che accoglie il fuggitivo e le sue pecore allo specchio d'acqua. "Quest'acqua é mia e delle mie bestie (....) Hai bevuto abbastanza adesso vattene...!"
Ora, con una cultura "italiana" più diffusa, forse le cose sono cambiate, almeno un poco. Ma ciò che è stato per millenni è qualcosa di duro che rimane sotto la pelle, che non va via perché lo vuoi ed affiora quando meno te lo aspetti. Tenetene conto, da sardi o quando trattate con i sardi! Vi ho tenuto un concione. In realtà volevo solo salutarvi. Il Circolo sembra si stia avviando verso un nuovo periodo di intensa attività ed anche il Notiziario deve fare la sua parte. Dunque è giusto che esso sia curato e diretto da qualcuno che faccia direttamente parte del Direttivo. Io ho scelto di uscirne ed è corretto passare la mano anche in e di questo foglio trimestrale. Nel Direttivo vi sono capacità e competenze ben superiori alle mie e queste pagine non potranno che risentirne positivamente. Questo dovrebbe essere il penultimo numero che curo, ma i saluti è bene non rimandarli. Questa rubrica finisce oggi. Desidero ringraziarvi per l'attenzione e la pazienza che avete mostrato leggendo queste pagine in tutti questi cinque anni. Io mi sono molto divertito, spero in cambio di avervi dato un Servizio, seppure piccolo, e soprattutto spero di non avervi mai annoiato. 

Guido Corda

IL GENNARGENTU

LA SORGENTE PIÙ RICCA, IL CANYON PIÙ PROFONDO

Tra le aree più belle vanno citati: il Supramonte, un'immensa e selvaggia catena calcareo-dolomitica ad altopiano che s'innalza fino a 1463 m. con la Punta Corrasi e si estende per 21.000 ettari; in particolare il Supramonte di Oliena, tra i luoghi più antichi e ancora ricchi di vegetazione, e quello di Orgosolo, dove sopravvivono boschi ultrasecolari; la sorgente carsica di Su Gologone, che con il suo getto di 300 litri d'acqua al secondo è la più importante sorgente della Sardegna; il canyon di Gorropu, il più profondo d'Europa, con pareti impressionanti, alte oltre 400 metri; l'enorme dolina denominata "Su Suercone', un immenso inghiottitoio al cui interno si può intravedere una stazione di tassi secolari e, ancora, il mondo segreto delle grotte, con le cavità e le voragini più grandi dell'isola: nel comune di Oliena si trovano Su Bentu - Sa Oche, circa 15 chilometri di ambiente sotterraneo inesplorato. Infine, il Golfo di Orosei, da Cala Gonone a Santa Maria Navarrese, un tratto di costa di 40 km, unico, eccezionale, fatto di falesie e bastioni imponenti, calette da sogno, foci di codule tra cui quelle famose di Luna, di Sisine e Fuili: acqua trasparente e profondità intatte, grotte meravigliose come quella famosa del Bue marino.

LA FLORA E LA FAUNA

Nonostante sia rimasto selvaggio nel tempo, lo scenario del Gennargentu di oggi non è quello delle origini: dove nei secoli scorsi si estendeva un manto di boschi, solo in parte sopravvissuti e ben conservati, boscaglie di agrifoglio, tasso e ontano, oggi si estendono pascoli e steppe, in particolare nelle fasce più alte del comprensorio. E' comunque un ambiente che ha raggiunto un suo equilibrio, arricchito dalla presenza di specie vegetali interessanti e spesso endemiche. Oltre i 1.200 metri, si estendono ampi prati erbosi mentre, più in alto, subentra l'ambiente rupestre.

Ricca la fauna, anche se ha subito sensibili riduzioni e, in alcuni casi, gravi estinzioni, come quelle del cervo e del

daino sardo, dell'avvoltoio monaco e del gipeto.
Quella che ancora resiste è comunque eccezionale: a cominciare dal muflone, bella pecora selvatica, uno degli animali simbolo della Sardegna, dalle forti corna a spirale; un tempo più abbondante, oggi è ancora comune ed in sensibile ripresa. Altrettanto prezioso l'ultimo degli avvoltoi sardi. Nel cielo del Gennargentu vivono le aquile reali, con alcune coppie nidificanti, i grandi corvi imperiali e i falchi pellegrini; di grande interesse la presenza del gracchio corallino; legati all'ambiente boschivo sono invece gli astori e gli sparvieri, mentre la poiana s'incontra quasi ovunque; sulle falesie a picco sul mare, vivono colonie di falco della Regina. Nelle macchie alte e nei boschi vivono il picchio rosso maggiore, il colombaccio e la ghiandaia; nelle macchie fitte e tra le radure si trovano alcune brigate della bellissima pernice sarda; lungo i torrenti, vive il merlo acquaiolo. I mammiferi comprendono un buon numero di predatori come il gatto selvatico sardo, la martora, la donnola e l'onnipresente volpe. Comune e cacciato da sempre il cinghiale, mentre nei boschi vivono i ghiri, prede preferite della martora e un tempo cacciati anche dall'uomo. Numerosi gli anfibi e i rettili, con almeno 10 endemismi: dall'euprotto, alla raganella sarda, dai geotritoni alla lucertola di Bedriaga. Nelle acque dei torrenti, vive una trota molto bella e tipica della Sardegna, la trota macrostigma. Nel Golfo di Orosei si sono avvistati poi gli ultimi esemplari della foca monaca d'Italia, specie ormai sull'orlo dell'estinzione tanto da essere considerata tra i 10 mammiferi più a rischio nel mondo.


 




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