NOTIZIARIO N. 24 | APRILE 2009

APRIRSI SEMPRE DI PIÙ

Ritrovarsi in tanti, a condividere momenti di allegria e di riflessione, toccando campi e argomenti che spaziano in modo ampio a soddisfare mille curiosità e mille interessi, sta diventando davvero una bella abitudine. Un’abitudine che va ben oltre l’attenzione per le radici e verso un modo di sentire che ha fondamento e motivazioni nei valori forti della sardità. Volta per volta si scoprono nuovi orizzonti, si aprono nuovi confini e nuove prospettive per un gruppo che sempre più scopre e costruisce il senso di un’associazione che mai più trova una ragione di essere nella nostalgia e nel rimpianto, ma che nell’apertura al mondo e alla realtà in cui vive ed opera trova continui stimoli e nuovi entusiasmi.

I primi mesi di questo 2009 sono stati da questo punto di vista molto significativi, con un’attività intensa e ricca che sta dando ragione a chi nella cultura ritiene si debba ricercare la chiave e lo spirito per tradurre in concreto i fermenti che ci sospingono, e che hanno nella storia dei nostri Padri, nel loro bisogno, ma anche nel loro coraggio di andare per il mondo a cercare qualcosa di più di un pezzo di pane, solidi punti di riferimento.

Il mese di marzo in particolare ha permesso di far capire come, spesso senza grossi sforzi, sia possibile caratterizzare l’attività di un’associazione che non ha altri mezzi se non la buona volontà dei singoli e la forza di idee semplici ma valide. La festa della donna, con una partecipazione davvero imprevista di amici, sardi e non, che ci hanno onorato con la loro presenza e che si sono trattenuti sino a tarda ora in un’atmosfera di forti emozioni, di canti e di danze, è stata un’occasione stupenda di incontro, con donne di diverse nazionalità che hanno preso la parola per raccontare di loro, delle loro storie, delle loro difficoltà, delle loro speranze, in un abbraccio caloroso che chi c’era difficilmente riuscirà a dimenticare, perché in quelle storie c’erano le nostre storie, le nostre speranze, le storie e le speranze delle nostre donne.

Ma anche altri sono stati i momenti di grande suggestione e di sentita partecipazione, dall’incontro con “Medici senza frontiere”, la prestigiosa associazione umanitaria Premio Nobel per la pace nel 1999, con la quale stiamo stringendo fortissimi legami di amicizia e di collaborazione, alla conferenza sulla lingua sarda al Teatro Donizetti in collaborazione con la Società Dante Alighieri, con la quale sono in programma altre iniziative; dalla visita guidata in Città Alta, che ha permesso a molti di “entrare” nell’anima di una città ricca di storia e di arte, in una cornice di una bellezza unica, all’affascinante e intrigante reportage storico-culturale sulla Terra Santa del dottor Mario Sigismondi.

Questa sembra essere la strada da seguire. Una strada ben chiara, sicura, stimolante, una strada di apertura verso il mondo che rappresenta il motivo principale che giustifica l’esistenza di un’associazione di sardi fuori Sardegna. Sin dalle prossime settimane intendiamo proseguire in questa direzione, con altre iniziative che permettano altre aperture e altre conoscenze, dalla conferenza sull’ospedale di Buggerru tra la fine dell’800 e i primi del 900 del dottor Isacco Signorelli, amico carissimo del nostro Circolo, alla “esplorazione” del “pianeta terza età” del dottor Ennio Salamone; dalla visita all’osservatorio astronomico di Brembate Sopra, al concerto di Elena Ledda a Colzate, sino al tradizionale appuntamento di “Sa die de sa Sardinia” che quest’anno si terrà a Milano.

Ma anche su un altro versante intendiamo proseguire il nostro cammino, quello della solidarietà. Dopo l’aiuto dato alla piccola Veronica e alle popolazioni di Capoterra, segnaliamo un’altra situazione meritevole di attenzione. È il lavoro svolto dalla Compagnia delle Figlie del Sacro Cuore Evaristiane di Putzu Idu, in provincia di Oristano, che dedicano il loro impegno in particolare verso i bambini sardi più emarginati e bisognosi. Anche in Sardegna, come ovunque, esistono situazioni nelle quali sono soprattutto i bambini a pagare i prezzi più alti, per questo crediamo che l’impegno delle Evaristiane di Putzu Idu meriti di essere sostenuto. Stiamo studiando delle iniziative per poterlo fare concretamente: anche questo è un modo per “aprirsi” sempre di più. Per essere davvero “sardi nel mondo”.

Il Presidente Gavino Maieli

Sono aperte le iscrizioni per il 2009 VI ASPETTIAMO IN TANTI!

Programma

Ore 10.00 – Visita guidata ad alcuni luoghi storici di Milano (su prenotazione)

Ore 12.15 – Basilica di S. Ambrogio SS. Messa celebrata da Padre Teresino Serra, Superiore Generale dei missionari Comboniani Accompagnamento con canti della tradizione sarda con il coro “Sa ‘oghe de su coro” diretto da Pino Martini

Ore 13.45 – Ristorante Lo Stacco – Via Noto 10 - Milano Pranzo

Ore 16.00 – Sala Congressi della provincia di Milano – Via Corridoni 1 - Milano Convegno: La Maddalena e il G8

Ore 18.30 – Concerto: AQUAMARE, Franca Masu Group

Chi fosse interessato a partecipare, può prenotarsi telefonando a:

  • Giannina Figus 035.613017

  • Sisinnia Bua 035.681965 – 349.7748419

  • Sergio Oggiano 368.3428918

  • Ernesto Scavo 035.252240

Pranzo: € 25,00 Buffet: € 5,00 Pullman: € 5,00

È disponibile il pullman da Cinisello Balsamo. Appuntamento alle ore 8.30 al Circolo di Cinisello.


GLI INCONTRI CULTURALI DEL CIRCOLO
Alle ore 20.00 presso il Centro Sociale della Circoscrizione n" 2 (Sala 11) del Comune di Bergamo, in Largo Roentgen

mercoledì 22 aprile | Il Dottor Isacco Signorelli, medico chirurgo, studioso di storia della medicina, terrà una conferenza sul tema: "Attività dell'ospedale minerario di Buggerru in Sardegna tra la fine dell'800 e gli inizi del 900" I soci sono invitati ad intervenire. Seguirà un rinfresco.

mercoledì 27 maggio |  lo psicologo dottor Ennio Salamone terrà una conferenza sul tema: "Terza età: un pianeta pieno di sorprese" I soci sono invitati ad intervenire. Seguirà un rinfresco.

SCELTA DEL CINQUE PER MILLE A FAVOR DEL CIRCOLO

È stata fatta richiesta perchè anche quest'anno il Circolo Culturale Sardo "Maria Carta" venga inserito nell'elenco del Ministero delle Finanze per l'assegnazione dei fondi del 5 per mille delle imposte sul reddito dell'anno 2008, che verranno erogati in base alle scelte fatte dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi. La scelta non determina alcun onere aggiuntivo a carico del contribuente perchè sono somme che vengono prelevate dal gettito normale delle imposte pagate allo stato.

Chi volesse effettuare la scelta a favore del Circolo, deve scrivere il Codice Fiscale del Circolo: 02826390169 nell'appostio quadratino della dichiarazione (vedi sotto), o consegnare il codice al consulente o CAF che compila il modello unico o il Modello 730/2008.

Chi non deve compilare la dichiarazione, può fare la scelta direttamente sul modulo allegato al CUD 2008, consegnato dal datore di lavoro o ente pensionistico. In questo caso il modello, firmato dal contribuente, deve essere presentato entro il 31 luglio 2008 a una qualsiasi banca o ufficio postale in busta chiusa indicando:
"SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL'OTTO E DEL CINQUE PER MILLE DELL'IRPEF, oltre al proprio nome, congnome e codice fiscale.
Il servizio di trasmissione delle banche e degli uffici postali è gratuito.

Anche questo è un modo per aiutarci. Per questo invitiamo tutti i soci e tutti gli amici a destinare il Cinque per Mille della loro dichiarazione dei redditi a favore del Circolo.

VISITA ALL’OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI BREMBATE SOPRA

Giovedì 13 maggio 2009 alle ore 21.00 è in programma una visita guidata alla “Torre del Sole”, il nuovissimo e bellissimo Osservatorio astronomico di Brembate Sopra, diretto dal dott. Davide Dal Prato. È prevista una breve introduzione di carattere generale nella sala conferenze, quindi l’osservazione del cielo nel planetario. Se il tempo lo consentirà, sarà possibile osservare il cielo con il telescopio. Il biglietto d’ingresso è di € 8 a persona. La durata della visita è di 2 ore e mezza circa. Per informazioni e prenotazioni, telefonare al Circolo (035.240376) negli orari d’apertura. Prenotazioni entro il 7 maggio. All'esterno della struttura c'è un ampio parcheggio.

CONCERTO DI ELENA LEDDA A COLZATE

Sabato 16 maggio, alle ore 20.45, presso il Santuario di S. Patrizio a Colzate (in Val Seriana, dopo Vertova) la cantante sarda Elena Ledda terrà un concerto dal titolo: “Contivizos tra Deus e Recreu”

A PUTZU IDU LA COMPAGNIA DELL'AMORE













A Putzu Idu, nel comune di San Vero Milis, opera una istituzione che ha fatto della cura alle persone meno fortunate la propria ragione di vita. Si tratta della Compagnia delle Figlie del Sacro Cuore Evaristiane, riconosciuta nel 1944 come “Opera Diocesana” da parte dei vescovi di Cagliari, Ales e Oristano, istituita nel 1958 come figura giuridica di “Pia Associazione” dall’allora vescovo di Oristano Mons. Fraghi, e quindi riconosciuta con atto di diritto canonico nel 1965 come associazione laicale “di uomini viventi in comune sine votis”.

Le radici dell’impegno di solidarietà verso i più deboli stanno tutte nell’esperienza di vita di Padre Evaristo Madeddu, originario di Villaputzu in provincia di Cagliari dove nacque nel 1890, che pur in uno stato laicale dedicò la sua esistenza ad orfani e poveri, con la istituzione di case di accoglienza per bimbi piccolissimi che venivano accolti come in famiglia e quindi istruiti e avviati alla vita e al mondo del lavoro.

L’istituzione ha il suo centro operativo a Putzu Idu, nella storica sede inaugurata nel 1957 come colonia marina per i ragazzi ospiti dell’Opera. La struttura sorge nel contesto di un tratto quasi incontaminato della costa centro-occidentale della Sardegna, al crocevia di interessanti itinerari archeologici e naturalistici dell’isola. Qui opera la comunità religiosa femminile, che si avvale dell’apporto di laici, di operatori specializzati e di volontari per aiutare anziani, minori, persone diversamente abili e a volte interi nuclei familiari disagiati.

La fonte economica di questa attività è il lavoro agricolo, che riflette un preciso valore assunto già dal fondatore dell’Opera e ispirato al motto benedettino “Ora et labora”. Il lavoro è visto come strumento del proprio impegno nel mondo. Lavoro rispettoso dell’ambiente, della natura e dell’uomo; lavoro come elemento essenziale del cammino di crescita di ciascuno. Lavoro come elemento centrale della propria dignità di persone libere e responsabili, della propria autonomia e indipendenza, e spesso del proprio riscatto da una condizione di emarginazione, di umiliazione e di miseria.

L’attività agricola, scaturita da un preciso ideale di vita e affinata dall’abilità imprenditoriale, ma anche dall’ostinazione, dalla tenacia e dalla caparbietà delle sue più dirette protagoniste, le madri Evaristiane, è oggi ben consolidata e offre prodotti di attestata qualità tutti rigorosamente biologici e certificati. L’azienda si estende su una superficie di circa 25 ettari, metà coltivati a vigneto, l’altra metà a ortaggi e pascolo.

Dopo un intervento di ristrutturazione durato quattro mesi e reso possibile, nel 1996, dal generoso aiuto del distaccamento di un corpo trentino di Alpini che ha ridato vita a rinnovate strutture produttive e di accoglienza, l’attività vinicola è ritornata in auge con impianti e prodotti che si stanno imponendo sempre più nel mercato enologico regionale e nazionale.

All’impegno della coltivazione della vite sono oggi dedicati gli sforzi di 15 religiose, di alcuni confratelli, di alcuni ospiti della comunità e di un nutrito numero di collaboratori e volontari (medici, ingegneri, meccanici, coltivatori, artigiani) che con disponibilità rispondono alle esigenze dell’Opera non solo per il settore specifico della loro professione, facendo sì che l’azienda sia una grande famiglia che permette di ridare fiducia a chi proprio nell’ambito familiare ha subito torti.

Al lavoro condotto sul piano educativo si accompagna quello in azienda, che, già riconosciuta come “Fattoria Didattica”, offre ai visitatori un ambiente di conoscenza e di approfondimento dell’agricoltura locale. Collegata all’attività agricola vi è anche una scuola di formazione regionale, arricchita da corsi di agricoltura, di floricoltura e di viticoltura, alla quale partecipano i ragazzi ospiti della comunità.

Il momento più significativo di tutto questo impegno è quando i ragazzi ospiti della comunità sono pronti ad uscire da questa grande famiglia e si inseriscono nella società portando con sé un patrimonio di dignità e la capacità di affrontare un lavoro onesto e rispettato. Un impegno che rappresenta un forte esempio ancor più oggi in tempi di grandi difficoltà per milioni di persone e per le loro famiglie, e che ha il suo cuore in una terra, la Sardegna, i cui figli, soprattutto quelli sparsi nel mondo, conoscono molto bene la sofferenza e il sacrificio, e quindi l’importanza della solidarietà verso i deboli e gli emarginati.

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