NOTIZIARIO N. 26 | OTTOBRE 2009

Il coraggio di vivere

E così vivo in me, per me, giorno per giomo,
ogni giorno aspettando un altro giorno:
delusa, desiderosa di giustizia, di pace,
ritta sul barato aperto da un giardino
che amavo e nel quale camminavo per bere
a una fontana sigillata.
Vorrei cascarci dentro con la sete.
Ma quando penso a quello che non ho,
che potrei avere, che potrei facilmente conquistare sfido quel baratro e torno a camminare
per scrivere 1o stesso "la mia fiaba"
senza certezza, forse, e tuttavia
colma di sogni e di fontane come
il sogno di un bellissimo domani. 

DonnEmigranti: quell'andare lontano visto dalle donne
Il Circolo Culturale Sardo “Maria Carta” di Bergamo organizza per il 31 ottobre 2009 la manifestazione “DonnEmigranti”, con la quale intende proporre una riflessione sulla condizione della donna nel percorso legato ai fenomeni migratori che hanno interessato le più diverse popolazioni soprattutto negli ultimi cento anni.
    Sembra significativo che a proporre un’iniziativa con tali contenuti sia un’associazione culturale sarda, in quanto nella storia della Sardegna il processo migratorio costituisce una delle pagine più importanti e dolorose, tanto che circa un terzo del popolo sardo si trova sparso per il mondo.
    Il ruolo della donna sarda in questo processo è sempre stato di primissimo piano, sia quando ha dovuto vivere in prima persona, da sola, l’esperienza migratoria, sia quando ne è stata protagonista insieme al proprio uomo o alla propria famiglia, sia quando è dovuta restare in Sardegna ad accudire i figli, mentre era il marito a partire, lasciandola in quello stato di solitudine definito di vedova bianca.
    La manifestazione in programma vuole ripercorrere i sentieri di questa esperienza umana soprattutto attraverso la voce diretta di donne di nazionalità diverse, quanto più rappresentative e testimoni, per la loro storia personale e per la storia del loro popolo, di un fenomeno che da sempre segna, spesso dolorosamente e drammaticamente, la storia dell’umanità. La riflessione intende riguardare non soltanto i passaggi e le conseguenze di un percorso di vita quotidiana che parte dalla cultura d’origine per poi confrontarsi con la cultura di altri popoli e con altre realtà profondamente diverse e distanti, ma anche quella che si potrebbe definire “migrazione psicologica”, vale a dire l’evoluzione più profonda, e forse più sofferta, che è avvenuta “dentro” la donna, nel suo mondo interiore.
    Oltre alla testimonianza di donne sarde e bergamasche che hanno vissuto l’esperienza migratoria, è prevista la partecipazione di donne di altri Paesi distintesi nei loro campi di attività (cultura, arte, imprenditoria...), nei quali hanno dovuto misurarsi partendo dalla loro condizione di “straniere”, confrontandosi spesso duramente con realtà “diverse” spesso diffidenti se non ostili, e che racconteranno la loro esperienza umana e di vita ripercorrendo le loro storie.


Il Circolo Culturale Sardo “Maria Carta” presenta

DonnEmigranti

Storie di migrazione e di vita di donne di tutto il mondo

PROGRAMMA

ore 15.00 Saluto del Presidente del Circolo “Maria Carta”, Gavino Maieli Saluto delle autorità Interverranno:

  • Massimo Fabretti, Ente Bergamaschi nel mondo

  • Tonino Mulas, FASI (Federazione Associazione Sarde in Italia)

ore 15.30 STORIE E TESTIMONIANZE – coordinatrice: Sabrina Loi

PRIMA PARTE Amanda Estrada (Colombia) Valeria Generoso (Bergamo – Svizzera) Annamaria Sechi (Sardegna – Belgio) Naoual Razik (Marocco) Sara Nikartcha (Kenia)

ore 16.45 Cerimonia del the giapponese presentata da Yumie Miura

ore 17.15 SECONDA PARTE Emilia Stoica (Romania) Ampy Delos Reyes (Filippine) Satoko Nagashima (Giappone) Candelaria Romero (Argentina) Federica Sposi (Italia)

ore 18.30 Intermezzo del soprano Martina Stecherova (Repubblica Ceca) accompagnata alla chitarra da Francesco Saiu

ore 19.00 Rinfresco

Ore 20.00 Carla De Nule in concerto


Il coraggio di vivere, il coraggio di morire

Dopo la morte a Bergamo di Mario Soggiu

Sono ben altre le speranze, sono ben altri i sogni di chi, a un certo punto della vita, deve lasciare la sua terra, i suoi affetti, i suoi suoni, per cercare in altri angoli di mondo la possibilità di vivere, la possibilità di esistere. Il diritto di essere. A volte quelle speranze si realizzano, quei sogni si avverano. Almeno per un po’. Per quel po’ che consente di mantenere una dignità, una porta aperta al futuro. Per se stessi. E per i propri figli.

A volte però il destino è beffardo. Crudele. Atroce. Come lo è stato per Mario Soggiu. Originario di Alghero, per anni ha inseguito le sue speranze lontano dalla sua terra, cercando di dare un senso a un’esistenza e infine un domani sereno alle sue due bambine. La vita però quando ci si mette è più impietosa della morte. Dopo un periodo di difficoltà non facili da affrontare, ha deciso di ripartire. Di ricominciare. A cinquantasei anni. Bergamo il punto per ripartire. E il cantiere del nuovo ospedale un cantiere di nuove speranze. Col coraggio di sempre, per ricominciare in un’età in cui in genere si inizia a fare qualche bilancio. Non era il primo, Mario Soggiu. E non sarà l’ultimo. Ma il diavolo, si sa, è un artista nel fare pentole e coperchi. E nel disegnare scenari di disperazione. Al primo giorno di lavoro, la disgrazia. In circostanze tutte da chiarire, ma che pare siano fin troppo chiare, Mario Soggiu ha perso la vita cadendo nel vuoto all’interno del cantiere. Da subito si è parlato di un incidente sul lavoro, uno dei tanti che si è costretti a contare ormai tutti i giorni, in un gioco di assuefazione e di rassegnazione come se questi eventi fossero parte “normale” del nostro vivere.

È scattata la solidarietà. I colleghi di lavoro, le maestranze, i sindacati, insieme e singolarmente, col pensiero che quella sorte potrebbe toccare a chiunque, si sono mobilitati per aiutare la famiglia: a un certo punto pare non vi fossero neppure i mezzi per riportare la salma in Sardegna! Anche il Circolo “Maria Carta” di Bergamo ha cercato di fare la sua parte, stando vicino ai familiari, coinvolgendo tutti i Circoli sardi della Lombardia in una raccolta di offerte da mettere a disposizione della famiglia, curando direttamente la richiesta di un contributo previsto dalla Regione Sardegna per i morti sul lavoro. Al resto avrebbe provveduto l'INAIL con un vitalizio che almeno avrebbe potuto aiutare le due bambine a crescere. Sembrava tutto a posto, c’era solo da sopportare, per i familiari, il dolore.

Ultimamente, la notizia incredibile. Gli “uomini” dell’INAIL hanno stabilito che non si trattava di morte sul lavoro, ma di morte accidentale, per cui niente era dovuto ai familiari: né vitalizio, né contributo regionale. Sarebbe bello andare a vedere che faccia hanno questi “uomini”, ma tant’è. Evidentemente però in tanti hanno ritenuto che questa decisione fosse inaccettabile, quasi un insulto per tutti coloro che vanno a morire soltanto perché il coraggio di vivere li porta lontano. E così il caso di Mario Soggiu ha assunto un rilievo nazionale, con articoli sui giornali più importanti e interrogazioni parlamentari. Questo sussulto di indignazione pare stia costringendo l’INAIL a rivedere certe posizioni e a ritornare sulle sue decisioni. Si spera che anche stavolta finalmente il buonsenso prevalga.

Anche in questa circostanza il Circolo Maria Carta non ha smesso di essere presente in modo concreto. E intende farlo sino in fondo, continuando a stare vicino alla famiglia di Mario Soggiu, seguendola negli iter burocratici per avere aiuti dagli enti preposti, e incoraggiando la raccolta di soldi per far fronte alle esigenze più immediate della famiglia e in particolare delle due bambine.

Chi volesse contribuire può versare la propria offerta sul c/c bancario del Circolo Maria Carta di Bergamo:

CODICE IBAN: IT 14 Y 03336 11149 000000029277

presso Credito Bergamasco agenzia 49 - Bergamo

Sembra questo un modo per manifestare concretamente una solidarietà che non sia di facciata ma che davvero dia un senso all’appartenenza a una comunità che di morti sul lavoro, nella sua storia, ne ha contati fin troppi.


L'ANGOLO DELLA CUCINA | LE RICETTE DI S'ALIGUSTA
Continuiamo la pubblicazione di alcune ricette sarde antiche e moderne. Sarà gradita la segnalazione di altre vecchie ricette che verranno pubblicate nei prossimi numeri.

FREGOLA CON CARNE
Un piatto povero per gusti raffinati

Ingredienti:

  • 250 grammi di fregola sarda

  • 450 grammi di carni miste ( agnello, manzo, maiale)

  • olio d’oliva

  • vino bianco

  • cipolla – sedano – carote

  • brodo di carne

  • pepe o peperoncino

  • un pizzico di sale

Preparazione:

  • sminuzzare bene le carni

  • lavare e tagliare le verdure

  • preparare il brodo di carne in quantità appropriata.

Cottura:

  • rosolare le carni sminuzzate in precedenza in olio d’oliva assieme alle verdure

  • finito di rosolare aggiungere mezzo bicchiere circa di vino bianco, salare, pepare e terminare la cottura della carne e verdure aggiungendo del brodo secondo le necessità

  • preparare un’altra pentola col brodo di carne e portarlo sino all’ebollizione; quando il brodo è bollente versare la fregola mescolando bene e lasciarla cuocere per 8/10 minuti

  • quando le carni e la fregola sono pronte unire tutto e il piatto è pronto da servire

Buon appetito

Chiara

NEI PROBI VIRI

A seguito della rinuncia per motivi personali dell'amico Antonella Mura, il Collegio dei Probi Viri ha modificato la sua composizione. Su proposta del Consiglio Direttivo, approvata all'unanimità dall'Assemblea del 14 Marzo 209, è subentrato al suo posto l'amico Pietro Zurru, già componente del Consiglio Direttivo.

Il nuovo collegio dei Probi Viri risulta pertanto così composto:
Presidente: Pietro Zurru
Componenti: Riccardo Lena | Quirico Tinteri


Sono aperte le iscrizioni per il 2010

L'attività del Circolo continua, con l'impegno di sempre. Con l'entusiasmo di sempre. Tramite il notiziario, si cerca di dare puntualmente notizia di quel che si fa e di quello che ci si propone di fare, e sono davvero numerose ormai le occasioni per incontrarsi, nel divertimento o nello spazio culturale. Il Circolo però è fatto dei soci, e per essere soci, va da sé, è necessario iscriversi. Ci sembra quindi opportuno ricordare ogni tanto di rinnovare l'iscrizione e incoraggiare l'adesione di altri soci. Più siamo e più è possibile portare avanti iniziative, elaborare progetti, fare programmi. Sono aperte le iscrizioni per il 2010: vi aspettiamo numerosi.

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