NOTIZIARIO N. 37 | GENNAIO 2012

 IL PERCHÈ DI UNA PRESENZA

I nostri lettori hanno più volte da noi appreso che il Circolo Sardo di Bergamo, nato poco più di undici anni fa come desiderio di esternare il sentimento di amicizia tra gli otto fondatori dalla comune origine, si era via via allargato non solo ad altri corregionali potenzialmente cointeressati, ma anche ad altri simpatizzanti che avevano apprezzato l’iniziativa.
La simpatia espressaci da persone, enti e sodalizi vari, hanno accompagnato finora un’attività variegata (cultura, divertimento, viaggi, cucina tipica, ecc.) sviluppata in funzione dei non floridi mezzi economici disponibili. Nel frattempo si sono alternati alla guida tre diversi Presidenti, coadiuvati da Consiglieri, Probiviri e Revisori eletti secondo le norme statutarie.
L’affiancamento da parte dei corrispondenti Circoli Sardi esistenti in Lombardia ed in altre Regioni e la collaborazione di vari sodalizi associativi, hanno consentito di sviluppare sinergie importanti per la riuscita delle suddette iniziative. Questo è anche l’intendimento del Consiglio Direttivo in carica che ha da poche settimane proposto all’assemblea dei Soci il programma per l’anno appena iniziato, programma che prevede diverse manifestazioni intese a far conoscere aspetti sempre nuovi di quell’isola che il poeta sardo Marcello Serra definiva “Sardegna, quasi un continente” per la peculiarità della storia, della natura, dei costumi, della musica, degli usi ed in generale della cultura della Regione Sarda.
Sappiamo che nel corso di molti decenni, andando a ritroso nel tempo, sono arrivate dalla provincia bergamasca persone provenienti dalle molte zone della Sardegna, ma anche di varia estrazione sociale. Alcune di esse si sono affermate come validi esponenti della magistratura, del mondo professionale, dell’insegnamento nei diversi livelli scolastici, nell’esercizio di funzioni pubbliche. Ma a noi piace ricordare come fra gli amici del Circolo vi siano state persone di tutti i ceti che hanno accompagnato in diversi ruoli l’attività dei dirigenti eletti. Altri hanno gradito i servizi che il Circolo poteva rendere senza peraltro giocare un ruolo collaborativo che per noi sarebbe prezioso.
È a questi ultimi che ora ci rivolgiamo in particolare perché sappiano “vincere la loro timidezza” e vogliano aiutarci secondo le loro specifiche inclinazioni, a varare programmi finora rimasti da esplorare o sviluppare, tenendo presente che la Sardegna resta una riserva di saperi, di capacità professionali, di conoscenze naturalistiche, di nozioni archeologiche, ecc. ecc. 

Le nostre disponibilità sono, è vero, limitate, ma il desiderio di far conoscere ancor meglio la nostra isola può far si che anche le più modeste esperienze di vita sarda possono trovare un’eco importante nel mondo che ci ospita e nel quale ci siamo inseriti con le nostre forze e con le nostre capacità.

Nell’augurare a tutti i Soci e, più in generale, a tutti coloro che avranno letto questo messaggio, le cose più belle per un nuovo anno, meno grigio di quello che la stampa e i “media” preannunciano, ricordiamo il grido di battaglia del protagonista di un noto programma televisivo, che termina il suo dire con “AJO”. Cioè diamoci tutti da fare!

La Presidenza


VIAGGIO A INNSBRUCK e SALISBURGO
del 26 e 27 novembre 2011
In 40 Soci del Circolo “Maria Carta” di Bergamo, ci siamo presi un fine settimana per andare in Austria a visitare le bellezze delle città di Innsbruck e Salisburgo con i loro caratteristici mercatini di Natale.
Partiti in pullman da Bergamo, sabato alle ore 6, siamo arrivati a Innsbruck alle 10,30. Centro con edifici in stile tardo medievale, esempi di architettura neogotica e con espressioni del barocco austriaco. Prima la visita ai mercatini natalizi, poi il pranzo in un ristorante tipico.
Dopo esserci rifocillati siamo partiti alla volta di Salisburgo arrivando a destinazione dopo due ore. Cena e pernottamento in un albergo del centro molto ospitale e tranquillo con serata dedicata allo shopping nei mercatini natalizi posti in ogni piazza e angolo del centro città.
Domenica mattina alle 9 ci aspetta la guida di fiducia per la visita alla città e la sua fortezza dall’alto dei suoi 120 metri. Una donna (la guida) dalla apparente età di 70 anni ma molto brava a raccontare la storia del suo paese, in perfetto italiano con accento austriaco. E come cammina per stare nei tempi programmati!! E noi invece, non ci abitueremo mai a lasciare a casa “l’orologio sardo” coinvolgendo anche chi sardo non è. Dopo la visita in centro, prendiamo la funicolare per andare su alla fortezza, dove si gode di un bellissimo panorama con vista a 360°.
Nelle città visitate si respira aria pulita, nonostante l’odore acre emanato dai vapori e gli aromi del vin brulè. Puoi vedere il paesaggio anche guardando con il naso all’insù senza il problema di fare lo slalom nei marciapiedi per evitare di calpestare qualche ricordino come succede qui da noi.
Il pranzo di arrivederci è stato grandioso, sembrava di essere in un castello con i tipici arredi e decorazioni sfarzose, come fossimo in un film della principessa Sissi. Si consiglia il viaggio a chi non ci è mai stato, con un “avviso ai naviganti”: al ristorante, prima di ordinare le bottiglie di acqua fuori dal menù chiedete il prezzo, perché noi le abbiamo pagate la bellezza di € 6.10 cadauna, altro che Costa Smeralda, Costa Salisburgo!!! 

S. Oggiano

Alcuni dei partecipanti al viaggio

INIZIATIVE ED APPUNTAMENTI DEL CIRCOLO

Presso la sala riunioni della Circoscrizione 2 in via Moroni 293 a Bergamo, dalle ore 20:00

11 gennaio 2012 Eliseo Pitzalis presenta il DVD “Viaggio in Egitto”
25 gennaio 2012 Maria Pina Demontis presenta “Domus di Sardegna” - “Ittiri”
8 febbraio 2012 Zeppolata di Carnevale
22 febbraio 2012 Roberto Carboni presenta un “Servizio fotografico sulla Sardegna”
14 marzo 2012 Iniziativa Scuola - Lavoro dell’Istituto Pesenti
28 marzo 2012 Sisinnia Bua e Luisa Pes presentano i DVD omonimi “Storie di Emigrati Sardi”

RINNOVO ADESIONE AL CIRCOLO PER L’ANNO 2012

Dal mese di novembre 2011 è iniziato il rinnovo dell’adesione al “Circolo” per l’anno 2012. Il costo della tessera, da 11 anni, è sempre lo stesso.

Ricordiamo che il tesseramento è un momento importante per la vita del “Circolo”. Per vostra comodità, oltre che con il bollettino postale, potrete effettuare l’adesione anche con un bonifico presso il:

Credito Bergamasco di via Moroni 314, Bergamo Codice IBAN: IT 14 Y 03336 11149 000000029277 Causale: Tesseramento 2012

L'ANGOLO DELLA CUCINA | LE RICETTE DI S'ALIGUSTA
(questa è una ricetta che la Vicepresidente Giannina Figus ha passato in gran segreto ad alcune socie, noi l’abbiamo intercettata e la pubblichiamo qui di seguito nella speranza che non ci citi per il copyright) 

TORTA AMARETTI E MANDORLE


PER LA PASTA FROLLA
100 g di zucchero
1 uovo intero
200 g di farina di Kamut o frumento
1 cucchiaino di lievito
100 g di burro
Impastare tutto insieme e tenere in freezer per 15/20 minuti oppure nel frigorifero per 1 ora

PER LA FARCITURA
3 uova intere
125 g di zucchero
100 g di mandorle tritate fini
3 cucchiai di marmellata ai frutti di bosco o mirtilli
amaretti morbidi (a sufficienza per coprire la base della torta)
brandy quanto basta

Stendere la pasta frolla col mattarello e disporla nella tortiera dopo averla ben imburrata e infarinata.
Coprire la frolla con la marmellata ben stesa
Coprire poi la frolla con gli amaretti ben bagnati prima nel brandy
A parte, sbattere le uova con lo zucchero e le mandorle tritate.
Coprire gli amaretti con questa crema d'uovo
Infornare a forno caldo e cuocere a 180° per 35/40 minuti

G. Figus


“SA SARTIGLIA” DI ORISTANO

Sa Sartiglia è un gioco equestre di antiche origini: pare siano stati i Crociati a introdurla in Occidente, fra il 1118 e il 1200. È dunque probabile l'origine saracena della giostra che è poi una corsa equestre all'anello, sospeso sul percorso all'altezza di un uomo a cavallo.

Il cavaliere della Sartiglia deve infilzare una stella metallica con la lancia o con la spada: questo genere di sfide ebbe ampia diffusione e successo in Spagna, dove i giovani del luogo competevano con i cavalieri moreschi. Del resto, il nome stesso di Sartiglia deriva dal catalano Sortilla che a sua volta deriva dal latino sorticula, che significa anello oltre ad essere il diminutivo di sors (fortuna).

Alla tradizione iberica rimanda il nome di colui che è il capo supremo della corsa: su Cumpoidori o Componidori, da componedor, il maestro di campo della sortija spagnola. L'evolution della Sartiglia segue l'andamento della storia con la trasformazione delle strutture feudo-cavalleresche. Sa Sartiglia, da espressione del folklore delle classi nobili e dei gruppi di potere, assunse popolarità anche in ambito borghese e popolare.

Per la tradizione fu un canonico a istituire una donazione appannaggio del Gremio dei Contadini per il mantenimento della Sartiglia, così da foraggiare il ricco pranzo da offrire ai cavalieri che partecipavano alla Giostra. Ed ancora oggi il Gremio usufruisce del lascito de’ "su Cungiau de sa Sartiglia" per il sostentamento della Giostra che la domenica si corre sotto la protezione di San Giovanni Battista, mentre il martedì spetta al Gremio dei Falegnami organizzare l'evento che è sotto la protezione di San Giuseppe.

Sa Sartiglia è una festa magica: di colori, di simboli, di metafore, dove bravura e cultura si fondono muovendosi fra sacro e profano, in un'affascinante miscela di valori e nell'auspicio che la primavera imminente e i raccolti ormai prossimi rivelino ancora una volta la generosa prosperità dei campi e delle messi.

L'ultima domenica e il martedì di Carnevale, ogni anno, Oristano attira a sé l'intera Sardegna. La giostra è vissuta con una profondità emotiva indescrivibile che in pratica dura tutto l'anno, specie negli ambienti che lavorano nel retroscena: i Gremi, le associazioni, gli enti, le scuderie e le famiglie dei cavalieri che partecipano alla corsa. Tutto ciò non passa inosservato ed il clima della festa trascina tutti e incanta, anche perché nelle ore che precedono la corsa le strade della città risuonano degli squilli e del battito di trombettieri e tamburini.

La corsa ha da svolgersi, piova o splenda il sole. Il regista della Sartiglia è su Componidori. Sono i due Gremi a scegliere e selezionare chi, tra tanti aspiranti, vestirà i panni del capo corsa ed indosserà una fascinosa maschera androgina.

La vestizione è un rito mitico. È lui il Signore della Festa, uomo e donna al tempo stesso, né femmina né maschio. C’è un antico rituale rispettato che raggiunge il suo culmine nella vestizione del capo corsa, il giorno della gara. Un rito denso di sacralità: il cavaliere è vestito su un tavolo, un vero e proprio altare abbellito da fiori e segni della festa, allestito con cura dall'Oberaju Majori e da quanti collaborano col Gremio.

Abbondano grano e addobbi floreali. Si mesce vernaccia. Si offrono i dolci della tradizione mentre ogni passaggio della cerimonia è scandito secondo un rituale rigoroso. Vestito, monta a cavallo il re della Sartiglia: non dovrà toccare terra sino alla fine della giornata e sino all'avvenuta svestizione.

Ad abbigliare il Cavaliere ci pensano le Massaieddas, fanciulle in costume guidate dall'esperta Massaia manna. Al capo corsa non è neppure consentito toccare gli abiti. È una vera funzione, un rito lungo seguito in silenzio. Al termine della vestizione, su Componidori varcherà la soglia a cavallo e con in capo un cilindro nero, la mantiglia, una camicia ricca di sbuffi e pizzi, il gilet, l'ampia cintura in pelle ed appunto la maschera che incornicia il viso grazie ad una fasciatura di seta.

Reca in mano sa pippia de maju, un fascio di pervinca avvolto in panno verde su cui è innestato un doppio mazzo di viole, simbolo di primaverile fecondità: gli servirà per benedire la folla e i cavalieri, tracciando nell'aria il segno cristiano.

Assistono il capo corsa su Segundu e su Terzu Cumpoi che gli sono a fianco nel corteo che muove verso il percorso della giostra fino a raggiungere Sa Sea Manna (Via Duomo) dove è sospesa la stella. Il capo corsa vi passa sotto tre volte, incrociando la spada con il suo aiutante di campo. A su Componidori l'onore di aprire la corsa alla stella. Poi toccherà ai suoi vice e infine a quanti riceveranno dal capo corsa la spada.

La tradizione vuole che dal numero delle stelle infilate derivi un presagio sul raccolto. Poi l’ultima corsa alla stella, questa volta con su stoccu, un’asta di legno lavorato. Prima delle audaci Pariglie che si correranno fino al tramonto nella vicina Via Mazzini, su Componidori dovrà cimentarsi in sa remada. Disteso di schiena sul dorso del cavallo, il sovrano della Sartiglia percorrerà al galoppo la pista, benedicendo la folla.

Solo allora la Sartiglia potrà essere dichiarata conclusa e il rito celebrato in quell’anno definitivamente consegnato alla storia e alla memoria dell'intera Città.


G. Cabras




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