IL PERCHÈ DI UNA PRESENZA
La simpatia espressaci da persone, enti e sodalizi vari, hanno accompagnato finora un’attività variegata (cultura, divertimento, viaggi, cucina tipica, ecc.) sviluppata in funzione dei non floridi mezzi economici disponibili. Nel frattempo si sono alternati alla guida tre diversi Presidenti, coadiuvati da Consiglieri, Probiviri e Revisori eletti secondo le norme statutarie.
L’affiancamento da parte dei corrispondenti Circoli Sardi esistenti in Lombardia ed in altre Regioni e la collaborazione di vari sodalizi associativi, hanno consentito di sviluppare sinergie importanti per la riuscita delle suddette iniziative. Questo è anche l’intendimento del Consiglio Direttivo in carica che ha da poche settimane proposto all’assemblea dei Soci il programma per l’anno appena iniziato, programma che prevede diverse manifestazioni intese a far conoscere aspetti sempre nuovi di quell’isola che il poeta sardo Marcello Serra definiva “Sardegna, quasi un continente” per la peculiarità della storia, della natura, dei costumi, della musica, degli usi ed in generale della cultura della Regione Sarda.
Sappiamo che nel corso di molti decenni, andando a ritroso nel tempo, sono arrivate dalla provincia bergamasca persone provenienti dalle molte zone della Sardegna, ma anche di varia estrazione sociale. Alcune di esse si sono affermate come validi esponenti della magistratura, del mondo professionale, dell’insegnamento nei diversi livelli scolastici, nell’esercizio di funzioni pubbliche. Ma a noi piace ricordare come fra gli amici del Circolo vi siano state persone di tutti i ceti che hanno accompagnato in diversi ruoli l’attività dei dirigenti eletti. Altri hanno gradito i servizi che il Circolo poteva rendere senza peraltro giocare un ruolo collaborativo che per noi sarebbe prezioso.
Le nostre disponibilità sono, è vero, limitate, ma il desiderio di far conoscere ancor meglio la nostra isola può far si che anche le più modeste esperienze di vita sarda possono trovare un’eco importante nel mondo che ci ospita e nel quale ci siamo inseriti con le nostre forze e con le nostre capacità.
Nell’augurare a tutti i Soci e, più in generale, a tutti coloro che avranno letto questo messaggio, le cose più belle per un nuovo anno, meno grigio di quello che la stampa e i “media” preannunciano, ricordiamo il grido di battaglia del protagonista di un noto programma televisivo, che termina il suo dire con “AJO”. Cioè diamoci tutti da fare!
La Presidenza
del 26 e 27 novembre 2011
| Alcuni dei partecipanti al viaggio |
INIZIATIVE ED APPUNTAMENTI DEL CIRCOLO
Presso la sala riunioni della Circoscrizione 2 in via Moroni 293 a Bergamo, dalle ore 20:00 11 gennaio 2012 Eliseo Pitzalis presenta il DVD “Viaggio in Egitto” 25 gennaio 2012 Maria Pina Demontis presenta “Domus di Sardegna” - “Ittiri” 8 febbraio 2012 Zeppolata di Carnevale 22 febbraio 2012 Roberto Carboni presenta un “Servizio fotografico sulla Sardegna” 14 marzo 2012 Iniziativa Scuola - Lavoro dell’Istituto Pesenti 28 marzo 2012 Sisinnia Bua e Luisa Pes presentano i DVD omonimi “Storie di Emigrati Sardi” RINNOVO ADESIONE AL CIRCOLO PER L’ANNO 2012Dal mese di novembre 2011 è iniziato il rinnovo dell’adesione al “Circolo” per l’anno 2012. Il costo della tessera, da 11 anni, è sempre lo stesso. Ricordiamo che il tesseramento è un momento importante per la vita del “Circolo”. Per vostra comodità, oltre che con il bollettino postale, potrete effettuare l’adesione anche con un bonifico presso il: Credito Bergamasco di via Moroni 314, Bergamo Codice IBAN: IT 14 Y 03336 11149 000000029277 Causale: Tesseramento 2012 L'ANGOLO DELLA CUCINA | LE RICETTE DI S'ALIGUSTA (questa è una ricetta che la Vicepresidente Giannina Figus ha passato in gran segreto ad alcune socie, noi l’abbiamo intercettata e la pubblichiamo qui di seguito nella speranza che non ci citi per il copyright) TORTA AMARETTI E MANDORLE 100 g di zucchero 1 uovo intero 200 g di farina di Kamut o frumento 1 cucchiaino di lievito 100 g di burro Impastare tutto insieme e tenere in freezer per 15/20 minuti oppure nel frigorifero per 1 ora |
3 uova intere 125 g di zucchero 100 g di mandorle tritate fini 3 cucchiai di marmellata ai frutti di bosco o mirtilli amaretti morbidi (a sufficienza per coprire la base della torta) brandy quanto basta Stendere la pasta frolla col mattarello e disporla nella tortiera dopo averla ben imburrata e infarinata. Coprire la frolla con la marmellata ben stesa Coprire poi la frolla con gli amaretti ben bagnati prima nel brandy A parte, sbattere le uova con lo zucchero e le mandorle tritate. Coprire gli amaretti con questa crema d'uovo Infornare a forno caldo e cuocere a 180° per 35/40 minuti G. Figus “SA SARTIGLIA” DI ORISTANO |
Sa Sartiglia è un gioco equestre di antiche origini: pare siano stati i Crociati a introdurla in Occidente, fra il 1118 e il 1200. È dunque probabile l'origine saracena della giostra che è poi una corsa equestre all'anello, sospeso sul percorso all'altezza di un uomo a cavallo.
Il cavaliere della Sartiglia deve infilzare una stella metallica con la lancia o con la spada: questo genere di s
Alla tradizione iberica rimanda il nome di colui che è il capo supremo della corsa: su Cumpoidori o Componidori, da componedor, il maestro di campo della sortija spagnola. L'evolution della Sartiglia segue l'andamento della storia con la trasformazione delle strutture feudo-cavalleresche. Sa Sartiglia, da espressione del folklore delle classi nobili e dei gruppi di potere, assunse popolarità anche in ambito borghese e popolare.
Per la tradizione fu un canonico a istituire una donazione appannaggio del Gremio dei Contadini per il mantenimento della Sartiglia, così da foraggiare il ricco pranzo da offrire ai cavalieri che partecipavano alla Giostra. Ed ancora oggi il Gremio usufruisce del lascito de’ "su Cungiau de sa Sartiglia" per il sostentamento della Giostra che la domenica si corre sotto la protezione di San Giovanni Battista, mentre il martedì spetta al Gremio dei Falegnami organizzare l'evento che è sotto la protezione di San Giusepp
Sa Sartiglia è una festa magica: di colori, di simboli, di metafore, dove bravura e cultura si fondono muovendosi fra sacro e profano, in un'affascinante miscela di valori e nell'auspicio che la primavera imminente e i racco
L'ultima domenica e il martedì
La corsa ha da svolgersi, piova o splenda il sole. Il regista della Sartiglia è su Componidori. So
La vestizione è un rito mitico. È lui il Signore della Festa, uomo e donna al tempo stesso, né femmina
Abbondano grano e addobbi floreali. Si mesce vernaccia. Si offrono i dolci della tradizione mentre ogni passaggio della cerimonia è scandito secondo un rituale rigoroso. Vestito, monta a cavallo il re della Sartiglia: non dovrà toccare terra sino alla fine della giornata e sino all'avvenuta svestizione.
Ad abbigliare il Cavaliere ci pensano le Massaieddas, fanciulle in costume guidate dall'esperta Massaia manna. Al capo corsa non è neppure consentito toccare gli abiti. È una vera funzione, un rito lungo seguito in silenzio. Al termine della vestizione, su Componidori varcherà la soglia a cavallo e con in capo un cilindro nero, la mantiglia, una camicia ricca di sbuffi e pizzi, il gilet, l'ampia cintura in pelle ed appunto la maschera che incornicia il viso grazie ad una fasciatura di seta.
Reca in mano sa pippia de maju, un fascio di pervinca avvolto in panno verde su cui è innestato un doppio mazzo di viole, simbolo di primaverile fecondità: gli servirà per benedire la folla e i cavalieri, tracciando nell'aria il segno cristiano.
Assistono il capo corsa su Segundu e su Terzu Cumpoi che gli sono a fianco nel corteo che muove verso il percorso della giostra fino a raggiungere Sa Sea Manna (Via Duomo) dove è sospesa la stella. Il capo corsa vi passa sotto tre volte, incrociando la spada con il suo aiutante di campo. A su Componidori l'onore di aprire la corsa alla stella. Poi toccherà ai suoi vice e infine
La tradizione vuole che dal numero delle stelle infilate derivi un presagio sul racc
Solo allora la Sartiglia potrà essere dichiarata conclusa e il rito celebrato in quell’anno definitivamente consegnato alla storia e alla memoria dell'intera Città.
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