NOTIZIARIO N. 40 | LUGLIO 2012

 Grande successo della mostra: “La Sardegna che non t’aspetti


Nel mese di maggio, dal 5 al 12, presso l’Auditorium di Gorle c’è stata la mostra sulla Sardegna organizzata dal nostro circolo per presentare alcune zone dell’isola poco conosciute dalla popolazione bergamasca e spesso anche dai sardi. Siamo arrivati a questo traguardo dopo tante ansie e preoccupazioni per i materiali promessi che non arrivavano, ma, alla fine c’è l’abbiamo fatta. Quella allestita non è stata proprio la manifestazione programmata inizialmente, perché abbiamo dovuto cambiare diverse volte l’impostazione, in funzione di quello che avevamo a disposizione. 
Il giorno dell’inaugurazione, cinque maggio, erano presenti o rappresentati i territori che il circolo Maria Carta, nell’ambito della settimana sarda, voleva promuovere, ovvero quelli delle province di: Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia Iglesias.
Erano presenti: il sindaco di Gorle Marco Filisetti, Tonino Mulas presidente onorario della FASI, Antonello Argiolas, coordinatore dei circoli sardi del nord, Sisinnia Bua – presidente del Circolo Maria Carta, l’assessore al turismo Gianpietro Murru della provincia di Ogliastra, Fausto Sardu per la provincia di Carbonia Iglesias, Eliseo Pitzalis per la provincia del Medio Campidano. Ha coordinato i lavori il vice-presidente Riccardo Lena.
Dopo una breve premessa del coordinatore Riccardo Lena, il saluto di benvenuto di Giannina Figus, che aveva sostituito temporaneamente la presidente, il sindaco dottor Filisetti esprime il suo apprezzamento per il circolo sardo e cita la cortese collaborazione che si è creata con il comune di Gorle, sempre pronto e disponibile ad accogliere nel suo territorio manifestazioni sportive, storiche, culturali, economiche e altre rappresentazioni delle attività umane.
Antonello Argiolas e Tonino Mulas, espongono le ragioni fondanti dei circoli sardi sparsi nel territorio nazionale e in altre parti del mondo. Primo obiettivo è la coesione tra persone che per storia, tradizione, costumi hanno avuto le stesse origini e l’interesse a mantenere quelle tradizioni che li tengono legati ai loro paesi natii e farle conoscere alle nuove popolazioni, dove si trovano per motivi di lavoro. Tonino Mulas si sofferma anche sulle difficoltà che incontrano i soci dei circoli a raggiungere periodicamente i paesi d’origine, a causa dei notevoli rincari dei trasporti che rendono sempre più gravoso andare in Sardegna. Il problema riguarda anche i turisti che vorrebbero trascorrere le vacanze in Sardegna, ma spesso sono costretti a scegliere mete turistiche economicamente più vantaggiose. La mancata attuazione della continuità territoriale ha creato e creerà sempre più disagi per i viaggiatori, ma, se non si provvederà in tempi brevi, sarà anche causa di notevoli danni economici per gli operatori turistici della Sardegna.

Ogliastra
Il coordinatore invita quindi l’assessore dell’Ogliastra Giampietro Murru a esporre le caratteristiche dei territori della provincia. L’assessore in un breve excursus della provincia si sofferma sulle opere e i servizi che si vogliono realizzare tra cui l’ampliamento del porto e, di particolare interesse, lo scalo aereo di Tortolì che sarebbe un trampolino di lancio per il turismo di tutta la Sardegna centrale. L’assessore elenca una serie di coste di interesse turistico come le bellissime spiagge della zona di Barisardo, Santa Maria Navarrese, le caratteristiche rocce rosse di Arbatax e quindi i paradisi sabbiosi di Cala Maiolu, Cala Sisine, Cala Luna. Oltre alle coste l’Ogliastra offre una varietà di percorsi interni che permettono di ammirare bellissime zone paesaggistiche. In questo elenco non mancano i prodotti degli artigiani e di artisti che con mani esperte e sapienti, utilizzano il ginepro e le radici di queste piante per ricavarne oggetti artistici singolari. Un aspetto non secondario della regione è la produzione culinaria. Particolarmente interessante è la strada dei vini dove si produce e si lavora la vite sin da tempi immemorabili. Il “Cannonau” di Ierzu è conosciuto in tutta l’Italia, ma accanto a questo ve ne sono tanti altri meno noti forse, ma altrettanto pregiati.

Carbonia Iglesias
Su invito del coordinatore prende la parola il nostro amico Fausto Sardu, un artista sardo emigrato a Bergamo da oltre 40 anni che conosce molto bene la zona del Sulcis Iglesiente e in particolare l’Isola di San Pietro e Carloforte che rappresentano il suo rifugio preferito quando si reca in Sardegna. Sardu illustra con dovizia di particolari inediti le zone del Sulcis con le sue miniere rimodellate a scopo turistico, ma anche con le spiagge e le scogliere che creano panorami mozzafiato e rendono questi posti incantevoli. Cita gli importanti siti archeologici esistenti specialmente nell’isola di Sant’Antioco e accessibili ai visitatori. Si sofferma a illustrare la cittadina di Carloforte che ha una storia tutta particolare a cominciare dalla lingua in uso, legata alla dominazione dei Genovesi e ai prigionieri provenienti dall’isola di Tabarca, che hanno conservato le loro tradizioni, senza accettare alcuna influenza dei costumi locali. Tradizioni che tuttora vengono tramandate da una generazione all’altra.

Medio Campidano
In assenza di un rappresentate diretto di questi territori, il coordinatore Riccardo Lena invita il socio Eliseo Pitzalis a illustrare gli aspetti più salienti di questa zona. Questo territorio occupa la parte centrale della Sardegna. Si estende dalle colline di Gesturi e Barumini sino al Massiccio del Linas e da qui degrada verso il mare dove si estende da Capo Frasca sino a Capo Pecora, circa 47 km di costa prevalentemente sabbiosa. Questo lungo tratto di costa dove si susseguono spiagge bellissime è poco frequentato e offre tuttora poche strutture ricettive. Particolare interesse offre la spiaggia di Piscinas dove il mare e il vento hanno formato vere e proprie montagne di sabbia bianca e finissima. Salire su queste montagne di sabbia e molto faticoso perche i piedi affondano nella sabbia, ma la sensazione è molto piacevole. Nella spiaggia di Piscinas, a soli 50 metri dall’acqua, sono state rimesse a nuovo alcune vecchie costruzioni minerarie che sono state trasformate in un albergo, singolare per la sua posizione, ma dotato di ogni confort per il turista che vi soggiorna.
Un’attrattiva del Medio Campidano è data dal monte Linas, un massiccio montuoso non tanto elevato, la cui punta più alta non raggiunge 1300 metri, circondato da boschi e foreste a perdita d’occhio; sono presenti animali selvatici di grossa taglia quali volpi, cinghiali, cervi, oltre a molti uccelli rapaci che si vedono volare alti in cerca di prede. La parte centrale del Medio Campidano è pianeggiante ed è fiorente la cerealicoltura, ma anche l’orticoltura, la viticoltura e la frutticoltura. Merita una citazione la coltivazione dello Zafferano dal cui fiore vengono estratti i pistilli utilizzati in cucina. Anche il Medio Campidano ha avuto in passato un’importante attività mineraria sviluppata alle pendici del Linas; fra queste la più famosa e importante è stata la miniera di Montevecchio. Questa miniera aveva avuto un ruolo di primo piano non solo per la qualità del minerale, ma per la gestione pionieristica di due personaggi storici (Sanna e Castoldi) che, partendo dal nulla, in pochissimo tempo raggiunsero traguardi importanti superando per tecnologie e scoperte i livelli delle più prestigiose miniere europee dell’epoca. Un’importanza non secondaria fu inoltre l’attenzione che questi personaggi dedicarono alle maestranze impiegate nelle miniere e alle loro famiglie.

ITINERARIO DELLA MOSTRA
La visita della mostra segue un percorso preordinato. Si accede al percorso direttamente dalla strada pubblica; questo é contornato dalle gigantografie che rappresentano immagini tipiche della Sardegna: siti archeologici, spiagge trasparenti, costumi. All’interno il percorso prosegue attraverso una corsia di pannelli di legno ai quali sono appese fotografie delle zone che si volevano rappresentare. Sul lato destro tre rocce coloratissime a rappresentare un elemento comune in tutta l’isola “La pietra”. Sul lato sinistro sono esposte fotografie dei territori del Medio Campidano: Un tempietto nuragico delle reggia nuragica di Barumini, un coloratissimo campo di zafferano e un particolare del pistillo. Seguono foto panoramiche dei prati fioriti della giara di Gesturi con i cavalli selvaggi al pascolo, spiagge della costa occidentale, la cascata di “Sa Spendula” di Villacidro con il famoso sonetto che il poeta Gabriele D’Annunzio volle dedicarle. Seguendo il percorso a destra ecco i territori del Sulcis Iglesiente. All’inizio troviamo tre grandi pannelli del Parco Geominerario che rappresentano vari siti minerari e paesaggistici della zona. Il Parco è considerato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità ed è il primo ad avere ricevuto questo prestigioso riconoscimento. Seguono fotografie di costruzioni minerarie e una serie di ingrandimenti che rappresentano particolari caratteristiche delle rocce dell’isola di San Pietro di grande interesse naturalistico e artistico allo stesso tempo per i colori e la disposizione perfetta di queste rocce che sembrano posate dalla mano stessa di Dio. Si prosegue con le vedute di paesaggi, spiagge, scogliere e panorami stupendi che si affacciano su un mare di un azzurro intenso. Seguono ancora pannelli dei siti minerari di Buggerru, Masua, l’isolotto di Pan di Zucchero, le bocche di scarico di Porto Flavia, della galleria Henry dalle quali si scaricava il minerale direttamente sulle navi ancorate nel mare sottostante. Il tutto contornato dalle foto dei cristalli di minerale che un tempo non lontano si estraevano dalle viscere della nostra terra. All’ingresso della seconda sala le donne del circolo hanno curato l’esposizione di prodotti dell’artigianato sardo e di alcune lavorazioni artistiche su legno che ci sono state inviate dalle zone dell’Ogliastra. Un altro banchetto è dedicato ad alcune specificità della cucina tradizionale sarda. Seguendo il percorso, appese alle pareti della sala, si possono ammirare alcune delle più belle spiagge della Sardegna ubicate nella costa centro-orientale dell’isola. Altre foto panoramiche rappresentano paesaggi con prati e sughereti tipici delle zone interne. All’interno della sala, oltre alle fotografie, in appositi espositori, sono visibili alcuni oggetti artigianali caratteristici e riproduzioni di piatti in ceramica, vasi e utensili colorati, nonché bronzetti nuragici, tutti lavorati da mani esperte. Tra questi alcune riproduzioni di utensili utilizzati dai Fenici. La caratteristica di questi oggetti, oltre alla forma particolare, è che sono stati riprodotti utilizzando miscele di terra che hanno restituito agli utensili rappresentati gli stessi colori e striature delle opere originali conservate nei musei. 

Il direttivo


Un ringraziamento particolare ai Soci
La manifestazione che si è svolta a Gorle dal 5 al 12 Maggio ha avuto un successo inaspettato. Il giorno dell’inaugurazione la sala dell’Auditorium era gremita di pubblico e parecchi visitatori sono rimasti in piedi per mancanza di spazio. La domenica seguente l’afflusso di pubblico è stato numeroso e così è stato, anche se in tono minore, nei giorni successivi. Qualche tempo prima della manifestazione era stato pubblicato nel notiziario un pressante invito rivolto soprattutto ai soci di origine sarda che nelle passate manifestazioni si erano fatti notare per la loro assenza. Mi sembra che questa volta l’invito sia stato accolto e di questo volevo ringraziarvi. Il successo delle iniziative del circolo é il vostro successo. Grazie ancora.
Il socio Eliseo Pitzalis


PARCO GEOMINERARIO STORICO E AMBIENTALE DELLA SARDEGNA
Una realtà sarda da salvaguardare La costituzione del parco geominerario della Sardegna inizia nel 1989 con la costituzione di un comitato promotore del parco. Dopo alterne vicende nel 1997 venne presentato un dossier informativo all’assemblea generale dell’UNESCO nel quale vennero esposte le motivazioni storiche culturali che avevano rivestito per lunghissimo tempo attività minerarie in Sardegna e le qualità ambientali e paesaggistiche dei territori dove i siti minerari ebbero origini e si svilupparono. L’UNESCO riconobbe la valenza internazionale delle miniere della Sardegna e in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni unite tenutasi a Parigi il 24/10/1997 l’ONU giudicò eccellente la proposta presentata dalla Regione Sarda e venne deciso di considerare il Parco Geominerario Storio, Ambientale e Culturale della Sardegna il primo esempio di una rete mondiale di Geositi/Geoparchi istituita durante la stessa Conferenza Generale. Dopo vari studi e valutazioni positive di un gruppo di esperti internazionali il 30 luglio 1998 a Parigi venne sottoscritta la dichiarazione ufficiale e il riconoscimento di un patrimonio di valenza internazionale. Il 30 settembre 1998 con una specifica cerimonia tenutasi a Cagliari alla presenza delle massime autorità dell’UNESCO e del Governo italiano il Parco Geominerario della Sardegna venne dichiarato PRIMO PARCO GEOMINERARIO ED AMBIENTALE DEL MONDO.
Nella stessa occasione venne firmata la “Carta di Cagliari” nella quale vennero fissati gli obiettivi che il parco doveva perseguire. Dopo questo importante riconoscimento iniziarono tutte quelle attività politiche e burocratiche durate tre anni. Solo dopo l’occupazione del pozzo Sella ad opera del consigliere regionale Giampiero Pinna, durata un intero anno, si riuscì a dare valenza giuridica al parco. Con D.M. del 16 ottobre 2001 venne finalmente istituito il Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna.
Il parco interessa il territorio di 80 comuni ubicati in tutte le province dell’isola ed é suddiviso in otto aree, ciascuna con caratteristiche geologiche, ambientali e storiche sue.
Area 1 – Monte Arci
Area 2 – Orani, Guzzurra Sos Enattos
Area 3 – Funtana Raminosa
Area 4 – Argentiera, Nurra, Gallura
Area 5 – Sarrabus, Gerrei
Area 6 – Sulcis
Area 7 – Iglesiente
Area 8 – Guspinese, Arburese
La superficie interessata delle otto aree è di 3761 kmq. L’area più vasta è quella del Sulcis-Iglesiente Guspinese che sommano 2455 kmq di superficie.

OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL PARCO GEOMINERARIO
Come indicato nelle motivazioni del riconoscimento dell’UNESCO i principali obiettivi del parco sono: 1. La bonifica dei territori
2. Il recupero delle strutture
3. La salvaguardia ambientale e la conservazione del patrimonio culturale legato all’attività estrattiva. 
Abbiamo citato solo il titolo degli obiettivi che il parco deve perseguire. Ci riserviamo di ritornare prossimamente per esporre più in dettaglio questi obiettivi. 

Eliseo Pitzalis


Notizie dal Circolo
Domenica 6 maggio u.s., il giorno dopo l’inaugurazione della mostra a Gorle, un grave e improvviso lutto ha colpito la nostra Presidente Sisinnia Bua. Il Consiglio Direttivo, anche a nome di tutti i Soci, è stato vicino al dolore di Sisinnia e familiari per la perdita della cara sorella Luciana. 


INIZIATIVE ED APPUNTAMENTI DEL CIRCOLO
Nei mesi di luglio e agosto il Circolo non sempre garantisce gli orari di apertura della sede. In caso trovaste chiuso, per contatti urgenti telefonate ai numeri privati dei Consiglieri.
A settembre ci ritroveremo per salutare il rientro dalle vacanze e la fine dell’estate presso il Boschetto di Almenno S. Bartolomeo, con i nostri Soci Piero Zurru e Anna Marchi, sempre più speciali, oltre che per la loro grande disponibilità. La data verrà pubblicata nel prossimo Notiziario, lo stesso dicasi per i programmi del mercoledì in Circoscrizione. 


RINNOVO ADESIONE AL CIRCOLO PER L’ANNO 2012
Dal mese di novembre 2011 è iniziato il rinnovo dell’adesione al Circolo per l’anno 2012. Il costo della tessera, da 11 anni, è sempre lo stesso. Ricordiamo che il tesseramento è un momento importante per la vita del “Circolo”. Per vostra comodità, potrete effettuare l’adesione anche con un bonifico presso il Credito Bergamasco di via Moroni 314 Bergamo
Codice Iban: IT 14 Y 03336 11149000000029277
Causale: tesseramento 2012

Il Circolo è a disposizione per tesseramento, bigliettazione, assistenza emigrati, informazioni.



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Rossella Urru è sotto sequestro da 254 giorni


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