Grande successo della mostra: “La Sardegna che non t’aspetti”
Nel mese di maggio, dal 5 al 12, presso l’Auditorium di
Gorle c’è stata la mostra sulla Sardegna organizzata dal
nostro circolo per presentare alcune zone dell’isola poco
conosciute dalla popolazione bergamasca e spesso anche dai
sardi. Siamo arrivati a questo traguardo dopo tante ansie e
preoccupazioni per i materiali promessi che non arrivavano,
ma, alla fine c’è l’abbiamo fatta. Quella allestita non è stata
proprio la manifestazione programmata inizialmente, perché
abbiamo dovuto cambiare diverse volte l’impostazione, in
funzione di quello che avevamo a disposizione.
Il giorno dell’inaugurazione, cinque maggio, erano presenti
o rappresentati i territori che il circolo Maria Carta,
nell’ambito della settimana sarda, voleva promuovere,
ovvero quelli delle province di: Ogliastra, Medio
Campidano e Carbonia Iglesias.
Erano presenti: il sindaco di Gorle Marco Filisetti, Tonino
Mulas presidente onorario della FASI, Antonello Argiolas,
coordinatore dei circoli sardi del nord, Sisinnia Bua –
presidente del Circolo Maria Carta, l’assessore al turismo
Gianpietro Murru della provincia di Ogliastra, Fausto Sardu
per la provincia di Carbonia Iglesias, Eliseo Pitzalis per la
provincia del Medio Campidano.
Ha coordinato i lavori il vice-presidente Riccardo Lena.
Dopo una breve premessa del coordinatore Riccardo Lena, il
saluto di benvenuto di Giannina Figus, che aveva sostituito
temporaneamente la presidente, il sindaco dottor Filisetti
esprime il suo apprezzamento per il circolo sardo e cita la
cortese collaborazione che si è creata con il comune di
Gorle, sempre pronto e disponibile ad accogliere nel suo
territorio manifestazioni sportive, storiche, culturali,
economiche e altre rappresentazioni delle attività umane.
Antonello Argiolas e Tonino Mulas, espongono le ragioni
fondanti dei circoli sardi sparsi nel territorio nazionale e in
altre parti del mondo. Primo obiettivo è la coesione tra
persone che per storia, tradizione, costumi hanno avuto le
stesse origini e l’interesse a mantenere quelle tradizioni che
li tengono legati ai loro paesi natii e farle conoscere alle
nuove popolazioni, dove si trovano per motivi di lavoro.
Tonino Mulas si sofferma anche sulle difficoltà che
incontrano i soci dei circoli a raggiungere periodicamente i
paesi d’origine, a causa dei notevoli rincari dei trasporti che
rendono sempre più gravoso andare in Sardegna. Il
problema riguarda anche i turisti che vorrebbero trascorrere
le vacanze in Sardegna, ma spesso sono costretti a scegliere
mete turistiche economicamente più vantaggiose. La
mancata attuazione della continuità territoriale ha creato e
creerà sempre più disagi per i viaggiatori, ma, se non si
provvederà in tempi brevi, sarà anche causa di notevoli
danni economici per gli operatori turistici della Sardegna.
Ogliastra
Il coordinatore invita quindi l’assessore dell’Ogliastra
Giampietro Murru a esporre le caratteristiche dei territori
della provincia. L’assessore in un breve excursus della
provincia si sofferma sulle opere e i servizi che si vogliono
realizzare tra cui l’ampliamento del porto e, di particolare
interesse, lo scalo aereo di Tortolì che sarebbe un trampolino
di lancio per il turismo di tutta la Sardegna centrale.
L’assessore elenca una serie di coste di interesse turistico
come le bellissime spiagge della zona di Barisardo, Santa
Maria Navarrese, le caratteristiche rocce rosse di Arbatax e
quindi i paradisi sabbiosi di Cala Maiolu, Cala Sisine, Cala
Luna. Oltre alle coste l’Ogliastra offre una varietà di
percorsi interni che permettono di ammirare bellissime zone
paesaggistiche. In questo elenco non mancano i prodotti degli artigiani e di
artisti che con mani esperte e sapienti, utilizzano il ginepro e
le radici di queste piante per ricavarne oggetti artistici
singolari. Un aspetto non secondario della regione è la
produzione culinaria. Particolarmente interessante è la strada
dei vini dove si produce e si lavora la vite sin da tempi
immemorabili. Il “Cannonau” di Ierzu è conosciuto in tutta
l’Italia, ma accanto a questo ve ne sono tanti altri meno noti
forse, ma altrettanto pregiati.
Carbonia Iglesias
Su invito del coordinatore prende la parola il nostro amico
Fausto Sardu, un artista sardo emigrato a Bergamo da oltre
40 anni che conosce molto bene la zona del Sulcis Iglesiente
e in particolare l’Isola di San Pietro e Carloforte che
rappresentano il suo rifugio preferito quando si reca in
Sardegna. Sardu illustra con dovizia di particolari inediti le
zone del Sulcis con le sue miniere rimodellate a scopo
turistico, ma anche con le spiagge e le scogliere che creano
panorami mozzafiato e rendono questi posti incantevoli.
Cita gli importanti siti archeologici esistenti specialmente
nell’isola di Sant’Antioco e accessibili ai visitatori. Si
sofferma a illustrare la cittadina di Carloforte che ha una
storia tutta particolare a cominciare dalla lingua in uso,
legata alla dominazione dei Genovesi e ai prigionieri
provenienti dall’isola di Tabarca, che hanno conservato le
loro tradizioni, senza accettare alcuna influenza dei costumi
locali. Tradizioni che tuttora vengono tramandate da una
generazione all’altra.
Medio Campidano
In assenza di un rappresentate diretto di questi territori, il
coordinatore Riccardo Lena invita il socio Eliseo Pitzalis a
illustrare gli aspetti più salienti di questa zona.
Questo territorio occupa la parte centrale della Sardegna. Si
estende dalle colline di Gesturi e Barumini sino al Massiccio
del Linas e da qui degrada verso il mare dove si estende da
Capo Frasca sino a Capo Pecora, circa 47 km di costa
prevalentemente sabbiosa. Questo lungo tratto di costa dove
si susseguono spiagge bellissime è poco frequentato e offre
tuttora poche strutture ricettive. Particolare interesse offre la
spiaggia di Piscinas dove il mare e il vento hanno formato
vere e proprie montagne di sabbia bianca e finissima. Salire
su queste montagne di sabbia e molto faticoso perche i piedi
affondano nella sabbia, ma la sensazione è molto piacevole.
Nella spiaggia di Piscinas, a soli 50 metri dall’acqua, sono
state rimesse a nuovo alcune vecchie costruzioni minerarie
che sono state trasformate in un albergo, singolare per la sua
posizione, ma dotato di ogni confort per il turista che vi
soggiorna.
Un’attrattiva del Medio Campidano è data dal monte Linas,
un massiccio montuoso non tanto elevato, la cui punta più
alta non raggiunge 1300 metri, circondato da boschi e
foreste a perdita d’occhio; sono presenti animali selvatici di
grossa taglia quali volpi, cinghiali, cervi, oltre a molti uccelli
rapaci che si vedono volare alti in cerca di prede.
La parte centrale del Medio Campidano è pianeggiante ed è
fiorente la cerealicoltura, ma anche l’orticoltura, la
viticoltura e la frutticoltura. Merita una citazione la
coltivazione dello Zafferano dal cui fiore vengono estratti i
pistilli utilizzati in cucina.
Anche il Medio Campidano ha avuto in passato
un’importante attività mineraria sviluppata alle pendici del
Linas; fra queste la più famosa e importante è stata la
miniera di Montevecchio. Questa miniera aveva avuto un
ruolo di primo piano non solo per la qualità del minerale, ma
per la gestione pionieristica di due personaggi storici (Sanna e Castoldi) che, partendo dal nulla, in pochissimo
tempo raggiunsero traguardi importanti superando per
tecnologie e scoperte i livelli delle più prestigiose miniere
europee dell’epoca. Un’importanza non secondaria fu inoltre
l’attenzione che questi personaggi dedicarono alle
maestranze impiegate nelle miniere e alle loro famiglie.
ITINERARIO DELLA MOSTRA
La visita della mostra segue un percorso preordinato. Si
accede al percorso direttamente dalla strada pubblica; questo
é contornato dalle gigantografie che rappresentano immagini
tipiche della Sardegna: siti archeologici, spiagge trasparenti,
costumi. All’interno il percorso prosegue attraverso una
corsia di pannelli di legno ai quali sono appese fotografie
delle zone che si volevano rappresentare.
Sul lato destro tre rocce coloratissime a rappresentare un
elemento comune in tutta l’isola “La pietra”. Sul lato sinistro
sono esposte fotografie dei territori del Medio Campidano:
Un tempietto nuragico delle reggia nuragica di Barumini, un
coloratissimo campo di zafferano e un particolare del
pistillo. Seguono foto panoramiche dei prati fioriti della
giara di Gesturi con i cavalli selvaggi al pascolo, spiagge
della costa occidentale, la cascata di “Sa Spendula” di
Villacidro con il famoso sonetto che il poeta Gabriele
D’Annunzio volle dedicarle.
Seguendo il percorso a destra ecco i territori del Sulcis
Iglesiente. All’inizio troviamo tre grandi pannelli del Parco
Geominerario che rappresentano vari siti minerari e
paesaggistici della zona. Il Parco è considerato dall’Unesco
patrimonio dell’Umanità ed è il primo ad avere ricevuto
questo prestigioso riconoscimento.
Seguono fotografie di costruzioni minerarie e una serie di
ingrandimenti che rappresentano particolari caratteristiche
delle rocce dell’isola di San Pietro di grande interesse
naturalistico e artistico allo stesso tempo per i colori e la
disposizione perfetta di queste rocce che sembrano posate
dalla mano stessa di Dio. Si prosegue con le vedute di
paesaggi, spiagge, scogliere e panorami stupendi che si
affacciano su un mare di un azzurro intenso. Seguono ancora
pannelli dei siti minerari di Buggerru, Masua, l’isolotto di
Pan di Zucchero, le bocche di scarico di Porto Flavia, della
galleria Henry dalle quali si scaricava il minerale
direttamente sulle navi ancorate nel mare sottostante. Il tutto
contornato dalle foto dei cristalli di minerale che un tempo
non lontano si estraevano dalle viscere della nostra terra.
All’ingresso della seconda sala le donne del circolo hanno
curato l’esposizione di prodotti dell’artigianato sardo e di
alcune lavorazioni artistiche su legno che ci sono state
inviate dalle zone dell’Ogliastra. Un altro banchetto è
dedicato ad alcune specificità della cucina tradizionale
sarda.
Seguendo il percorso, appese alle pareti della sala, si
possono ammirare alcune delle più belle spiagge della
Sardegna ubicate nella costa centro-orientale dell’isola.
Altre foto panoramiche rappresentano paesaggi con prati e
sughereti tipici delle zone interne.
All’interno della sala, oltre alle fotografie, in appositi
espositori, sono visibili alcuni oggetti artigianali
caratteristici e riproduzioni di piatti in ceramica, vasi e
utensili colorati, nonché bronzetti nuragici, tutti lavorati da
mani esperte. Tra questi alcune riproduzioni di utensili
utilizzati dai Fenici. La caratteristica di questi oggetti, oltre
alla forma particolare, è che sono stati riprodotti utilizzando
miscele di terra che hanno restituito agli utensili
rappresentati gli stessi colori e striature delle opere originali
conservate nei musei.
Il direttivo
Un ringraziamento particolare ai Soci
La manifestazione che si è svolta a Gorle dal 5 al 12 Maggio ha avuto un successo inaspettato. Il giorno
dell’inaugurazione la sala dell’Auditorium era gremita di pubblico e parecchi visitatori sono rimasti in piedi
per mancanza di spazio. La domenica seguente l’afflusso di pubblico è stato numeroso e così è stato, anche
se in tono minore, nei giorni successivi.
Qualche tempo prima della manifestazione era stato pubblicato nel notiziario un pressante invito rivolto
soprattutto ai soci di origine sarda che nelle passate manifestazioni si erano fatti notare per la loro assenza.
Mi sembra che questa volta l’invito sia stato accolto e di questo volevo ringraziarvi.
Il successo delle iniziative del circolo é il vostro successo.
Grazie ancora.
Il socio Eliseo Pitzalis
PARCO GEOMINERARIO STORICO E AMBIENTALE DELLA SARDEGNA
Una realtà sarda da salvaguardare
La costituzione del parco geominerario della Sardegna inizia nel 1989 con la costituzione di un comitato
promotore del parco. Dopo alterne vicende nel 1997 venne presentato un dossier informativo all’assemblea
generale dell’UNESCO nel quale vennero esposte le motivazioni storiche culturali che avevano rivestito per
lunghissimo tempo attività minerarie in Sardegna e le qualità ambientali e paesaggistiche dei territori dove
i siti minerari ebbero origini e si svilupparono.
L’UNESCO riconobbe la valenza internazionale delle miniere della Sardegna e in occasione dell’Assemblea
Generale delle Nazioni unite tenutasi a Parigi il 24/10/1997 l’ONU giudicò eccellente la proposta presentata
dalla Regione Sarda e venne deciso di considerare il Parco Geominerario Storio, Ambientale e Culturale
della Sardegna il primo esempio di una rete mondiale di Geositi/Geoparchi istituita durante la stessa
Conferenza Generale.
Dopo vari studi e valutazioni positive di un gruppo di esperti internazionali il 30 luglio 1998 a Parigi venne
sottoscritta la dichiarazione ufficiale e il riconoscimento di un patrimonio di valenza internazionale.
Il 30 settembre 1998 con una specifica cerimonia tenutasi a Cagliari alla presenza delle massime autorità
dell’UNESCO e del Governo italiano il Parco Geominerario della Sardegna venne dichiarato PRIMO PARCO GEOMINERARIO ED AMBIENTALE DEL MONDO.
Nella stessa occasione venne firmata la “Carta di Cagliari” nella quale vennero fissati gli obiettivi che il
parco doveva perseguire. Dopo questo importante riconoscimento iniziarono tutte quelle attività politiche e
burocratiche durate tre anni. Solo dopo l’occupazione del pozzo Sella ad opera del consigliere regionale
Giampiero Pinna, durata un intero anno, si riuscì a dare valenza giuridica al parco.
Con D.M. del 16 ottobre 2001 venne finalmente istituito il Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna.
Il parco interessa il territorio di 80 comuni ubicati in tutte le province dell’isola ed é suddiviso in otto aree,
ciascuna con caratteristiche geologiche, ambientali e storiche sue.
Area 1 – Monte Arci
Area 2 – Orani, Guzzurra Sos Enattos
Area 3 – Funtana Raminosa
Area 4 – Argentiera, Nurra, Gallura
Area 5 – Sarrabus, Gerrei
Area 6 – Sulcis
Area 7 – Iglesiente
Area 8 – Guspinese, Arburese
La superficie interessata delle otto aree è di 3761 kmq. L’area più vasta è quella del Sulcis-Iglesiente Guspinese che sommano 2455 kmq di superficie.
OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL PARCO GEOMINERARIO
Come indicato nelle motivazioni del riconoscimento dell’UNESCO i principali obiettivi del parco sono:
1. La bonifica dei territori
2. Il recupero delle strutture
3. La salvaguardia ambientale e la conservazione del patrimonio culturale legato all’attività
estrattiva.
Abbiamo citato solo il titolo degli obiettivi che il parco deve perseguire. Ci riserviamo di ritornare
prossimamente per esporre più in dettaglio questi obiettivi.
Eliseo Pitzalis
Notizie dal Circolo
Domenica 6 maggio u.s., il giorno dopo l’inaugurazione della mostra a Gorle, un grave e improvviso lutto ha
colpito la nostra Presidente Sisinnia Bua.
Il Consiglio Direttivo, anche a nome di tutti i Soci, è stato vicino al dolore di Sisinnia e familiari per la
perdita della cara sorella Luciana.
INIZIATIVE ED APPUNTAMENTI DEL CIRCOLO
Nei mesi di luglio e agosto il Circolo non sempre garantisce gli orari di apertura della sede. In caso trovaste
chiuso, per contatti urgenti telefonate ai numeri privati dei Consiglieri.
A settembre ci ritroveremo per salutare il rientro dalle vacanze e la fine dell’estate presso il Boschetto di
Almenno S. Bartolomeo, con i nostri Soci Piero Zurru e Anna Marchi, sempre più speciali, oltre che per la
loro grande disponibilità. La data verrà pubblicata nel prossimo Notiziario, lo stesso dicasi per i programmi
del mercoledì in Circoscrizione.
RINNOVO ADESIONE AL CIRCOLO PER L’ANNO 2012
Dal mese di novembre 2011 è iniziato il rinnovo dell’adesione al Circolo per l’anno 2012. Il costo
della tessera, da 11 anni, è sempre lo stesso. Ricordiamo che il tesseramento è un momento
importante per la vita del “Circolo”. Per vostra comodità, potrete effettuare l’adesione anche con
un bonifico presso il Credito Bergamasco di via Moroni 314 Bergamo
Codice Iban: IT 14 Y 03336 11149000000029277
Causale: tesseramento 2012
Il Circolo è a disposizione per tesseramento, bigliettazione, assistenza emigrati, informazioni.
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