NOTIZIARIO N. 41 | OTTOBRE 2012

LA CRISI NELL'ISOLA È SEMPRE IN PRIMO PIANO:
DAL SULCIS A OTTAVA, LA SARDEGNA CHE SPROFONDA
immagine degli anni 70 di Ottana

Si è industrializzata un’isola intera per strapparla al banditismo. Prima l’hanno fatta vergognare della sua lingua, finché le città se la sono dimenticata, e poi le hanno strappato il suo tessuto economico, l’unico che se modernizzato poteva dare ricchezza, quello agropastorale, per combattere quella che Giovanni Lilliu chiamava “la Costante rivoluzionaria sarda”, quel banditismo socialista degli anni ’70 che tanto aveva intrigato Giangiacomo Feltrinelli.
In Sardegna, a Ottana hanno distrutto l’identità durante il ’900, le hanno costruito in paese delle cattedrali nel deserto, con l’illusione del capitalismo moderno e dello stipendio fisso. Oggi rischiamo di ritrovarci con altri 500 posti di lavoro in meno, un po’ per distrazione e sciatteria della Regione, un po’ perché ci sta crollando tutto addosso e tutto assieme in pochi mesi (per citare un sottosegretario all’economia, “Una crisi alla volta, non possiamo mica pensare solo alla Sardegna”).
Il settore chimico, quello a partecipazione pubblica, è entrato in crisi da prima del 2008, la recessione qui è iniziata negli anni ’90 quando ancora si faceva debito senza preoccuparsene. Con il crollo di Enichem, l’Eni ha praticamente abbandonato l’area. Qui prima dell’ultima depressione si è comunque lottato per far nascere altre realtà e attività che hanno purtroppo conosciuto a cicli anch’esse la parola cassa integrazione.
Ancora una volta a sancire la fame per i sardi è il costo dell’energia, Terna infatti ha declassato lo stabilimento di Ottana, già da alcuni mesi, a impianto di “serie b”, comprando l’energia da Enel invece che dal gruppo Clivati che costa 200 euro in meno a megawatt. L’accordo stracciato da Terna che doveva valere fino alla fine del 2012 garantiva l’approvvigionamento da Ottana Energia. Anche in questo caso se chiude la Ottana Polimeri, circa 230 dipendenti, l’effetto a catena sarà immediato e ci troveremo di fronte alla morte dell’ennesimo territorio. Sempre più chiaro che la vertenza si chiama Sardegna.
da Tottus in Pari: Claudia Sarritzu


Dopo il grande successo di Innsbruck e Salisburgo del 2011
Il CIRCOLO SARDO “MARIA CARTA” organizza un viaggio ai
Mercatini Natalizi in Alto Adige
Con l’Abbazia di Novacella

Sabato 1 dicembre 2012
BERGAMO – ABBAZIA DI NOVACELLA (Km 277) – BRESSANONE (Km 3,5) – BOLZANO/DINTORNI (Km 42)
Ritrovo dei signori partecipanti a Bergamo in prima mattinata; sistemazione in autopullman granturismo e partenza per l’Alto Adige, splendida zona montuosa. Arrivo a Varna, dove si trova la famosa Abbazia di Novacella. Ingresso e visita guidata: le origini del vasto complesso di edifici dell'Abbazia risalgono al 1142, quando il vescovo Hartmann ne fece sede dell'ordine Agostiniano. Fin dalla sua fondazione Novacella offrì ricovero ai pellegrini in viaggio verso la Terra Santa, e fu un importante centro spirituale e culturale noto in tutta Europa.
Al termine pranzo leggero presso la cantina mescita dell’Abbazia, con prodotti tipici locali (bevande escluse, ad eccezione dell’acqua che verrà servita in caraffe).
Breve trasferimento a Bressanone, capoluogo storico, artistico, culturale, economico, sociale ed amministrativo della Valle Isarco. Incontro con la nostra guida e visita della città. La Cattedrale di Bressanone o "Brixner Dom" domina in centro storico con le sue forme barocche. L’edificio risale al 1200, ma numerosi furono i successivi restauri. Degni di nota anche il Battistero del duomo di San Giovanni Battista, nonché l’Alter Kreuzgang (chiostro antico).
Al termine tempo a disposizione per la visita libera del mercatino natalizio, quindi proseguimento per i dintorni di Bolzano e sistemazione in hotel cat. 3* superiore nelle camere riservate; cena e pernottamento.

Domenica 2 dicembre
BOLZANO/DINTORNI - MERANO (km 31) – BERGAMO (Km 260)
Prima colazione a buffet in albergo. Mattinata a disposizione per libere visite al mercatino natalizio di Bolzano. Il mercatino rappresenta l'appuntamento più atteso dell'anno per la città: da sempre luogo d'incontro della cultura mediterranea e di quella mitteleuropea, Bolzano si veste dei suoni e dei colori del Natale. Verso le ore 11.00 trasferimento a Merano, cittadina altoatesina attraversata dal Passirio, circondata da colline di vigne e frutteti sullo sfondo di castelli e montagne, per il pranzo dell’arrivederci in ristorante. Merano è in questo periodo animata dal mercatino natalizio, che si svolge lungo gran parte di corso della Libertà, una tra le più importanti arterie della città, su cui si affaccia il casinò municipale che comprende il Kursaal ed il Pavillon des Fleures, luoghi di ritrovo e di manifestazioni culturali e folcloristiche. Il Duomo antico, costruzione gotica accompagnata da un elegante campanile alto più di 80 metri e la schiera di case medievali della via dei Portici, la più caratteristica della vecchia città, costituiscono il centro storico della città, mentre i sobborghi residenziali di Maia e Mais la Merano moderna. Tempo a disposizione per libere visite, e nel tardo pomeriggio rientro a Bergamo, dove l’arrivo è previsto in serata. 

QUOTE INDIVIDUALI DI PARTECIPAZIONE
Min. 40 partecipanti paganti € 185,00
Min. 30 partecipanti paganti € 200,00

La quota comprende: viaggio in autopullman granturismo – parcheggi e pedaggi autostradali - vitto ed alloggio autista - sistemazione in albergo cat. 3* sup. nei dintorni di Bolzano - trattamento di pensione completa dal pranzo del primo giorno al pranzo dell’ultimo – bevande ai pasti nella misura di ¼ vino e ½ minerale (tranne presso Abbazia di Novacella) – visite guidate come da programma – ingresso all’Abbazia di Novacella - assicurazione spese mediche e danneggiamento bagaglio – assicurazione contro le penalità di annullamento (causa malattia documentabile; nessuna franchigia!!) - documentazione da viaggio - materiale informativo – omaggio Centocittà viaggi – assistenza 24 ore Centocittà da Bergamo

La quota non comprende: ulteriori ingressi - facchinaggi - mance - extra di carattere personale – tutto quanto non espressamente indicato alla voce: “La quota comprende”. 

Supplemento camera singola € 25.00

Prenotazioni: al Circolo 035240376 - via mail: circolosardo.bg@virgilio.it con un anticipo di € 100.00 a persona, da far pervenire in sede, entro il 20 ottobre 2012


OBIETTIVI DEL PARCO GEOMINERARIO DELLA SARDEGNA
Riprendiamo l’argomento iniziato nel numero 40 del notiziario per indicare, a grandi linee, gli obiettivi del Parco Geominerario e le possibilità di sviluppo culturale, storico ed economico che la realizzazione di questi obiettivi rappresentano per le zone minerarie della Sardegna.

SITUAZIONE INIZIALE DELLE AREE INDUSTRIALI DISMESSE
Nell’ultimo decennio, ma il fenomeno è iniziato anni prima, si è verificato il progressivo abbandono dell’industria di base gestita in impianti obsoleti, superati dalle nuove tecnologie e non più competitivi nel panorama mondiale. Questo processo ha interessato, anche se con diverse modalità, tutti i paesi industrializzati e anche l’Italia. Sono rimasti sul terreno fabbricati fatiscenti e in alcune zone quartieri nati e cresciuti assieme alle industrie dove prestavano servizio. L’attività industriale legata alle miniere rappresenta un caso tutto particolare sia per l’estensione dei territori interessati a livello mondiale, sia per il lungo periodo in cui l’uomo ha esercitato l’attività estrattiva. Il lungo periodo di attività nello stesso luogo, nel tempo ha modificato anche la fisionomia di questi territori e ha creato problemi per il recupero di queste aree dove spesso vi sono associati anche problemi d'inquinamento delle falde acquifere superficiali e profonde. 
In questo contesto la Sardegna assume un ruolo di primo piano a livello mondiale. L’attività estrattiva in Sardegna, per la ricchezza e qualità dei minerali del territorio, era presente sin dall’età del bronzo e si è sviluppata senza soluzione di continuità sino ai giorni nostri. Lo sfruttamento più intensivo si è verificato nel periodo compreso tra la metà del XIX e la metà del XX secolo, raggiungendo nel settore minerario livelli produttivi d’avanguardia e una delle attività del settore più importanti nell’Europa occidentale. A differenza di altri paesi in Sardegna l’attività mineraria è concentrata in aree di modeste dimensioni. Basti pensare che nell’area mineraria del Sulcis-iglesiente-Guspinese, che rappresenta oltre il 65% di tutte le miniere sarde, sono concentrate oltre un centinaio di miniere che in tempi non lontani avevano assicurato lavoro a decine di migliaia di persone.
Il 30 settembre 1998 venne firmata a Cagliari una carta, denominata Carta di Cagliari, per celebrare il riconoscimento ufficiale dell’UNESCO quale primo parco al mondo denominato “Parco Geominerario, Storico, Ambientale della Sardegna” La Carta di Cagliari stabilisce i principi e gli obiettivi che il parco dovrà perseguire. Questi obiettivi prevedono la bonifica, il recupero e la salvaguardia delle strutture industriali legate all’attività mineraria, nonché la salvaguardia dei beni naturalistici e dei valori culturali legati alle attività estrattive.

BONIFICA E RIABILITAZIONE AMBIENTALE DELLE AREE MINERARIE DISMESSE Considerando la situazione di partenza il primo problema da affrontare è la bonifica e il recupero di queste zone da effettuare con la contestuale valorizzazione del territorio dove sono ubicate queste attività. In Sardegna la maggior parte delle miniere si trovano in zone di grande interesse naturalistico da preservare perché rappresenta un patrimonio ambientale di interesse mondiale per la bellezza naturale, la fauna, la flora che vi è presente come accertato e riconosciuto dall’UNESCO. 
Le risorse necessarie per la bonifica e il recupero di queste aree sono un investimento anche economico. Ci sono tutte le premesse perchè il suo sviluppo proceda in tal senso. Il clima temperato e piacevole per buona parte dell’anno, l’aria pulita e limpida, il sole, il mare incontaminato, le spiagge. Tutti elementi atti a favorire il turismo non solo nei mesi di giugno, luglio e agosto, ma anche negli altri mesi dell’anno. Ci sono già in atto circuiti turistici diversi da quelli tradizionali, occorre valorizzarli, farli conoscere e renderli fruibili e appetibili a un pubblico sempre più numeroso.
Le aree dove si era sviluppate l’attività mineraria sono circondate da boschi e foreste, popolate di animali selvatici di ogni tipo, anche di grossa taglia, tipo volpi, cinghiali, mufloni, cervi, oltre alla stragrande varietà di volatili di ogni tipo. Le zone interne offrono dei paesaggi naturali di una bellezza straordinaria che da soli giustificherebbero una visita. A questi paesaggi si accompagnano spesso diversi siti archeologici di grande interesse storico e culturale. E’ necessario che queste risorse naturali siano fatte conoscere e rendere accessibili almeno i siti più interessanti per consentire un maggior afflusso di villeggianti che apprezzerebbero molto volentieri un’escursione all’interno dell’isola.
Non si devono abbandonare le attività artigianali caratteristiche legate alle risorse esistenti e tuttora disponibili in grande quantità. L’artigianato del legno ad esempio potrebbe generare ricchezza e occupazione, quello tessile, la coltelleria e altre attività connesse a queste lavorazioni, non trascurando la produzione alimentare che offre prodotti di pregio e apprezzati da tutti. Lo sviluppo integrato delle risorse esistenti rappresenta un potenziale economico di gran rilevo per le popolazioni delle zone minerarie. Attualmente si spendono enormi risorse per garantire un reddito di sopravvivenza ai dipendenti che hanno perso il lavoro e che non hanno alcuna possibilità di trovarne un altro, in tempi ragionevoli. Lo sviluppo delle attività cui si è accennato potrebbero creare nuovi posti di lavoro ad un gran numero di operatori.
Ovviamente questi devono essere preparati alle nuove attività con qualificati corsi professionali, in modo da garantire prodotti di qualità e guide turistiche preparate, per assicurare una piacevole permanenza ai visitatori. Sarà compito del Consorzio del parco e delle istituzioni locali valorizzare questi territori e preparare gli operatori per un nuovo sviluppo economico diverso da quello precedente, ma altrettanto interessante e redditizio.

RECUPERO DELLE STRUTTURE MINERARIE
Il recupero delle strutture industriali legate l’attività mineraria rappresenta un’altra opportunità di sviluppo diverso da quello estrattivo, ma che potrebbe rivelarsi interessante ed economicamente vantaggioso se gestito con intelligenza. Le strutture ricettive che una volta erano i locali degli uffici e della direzione delle miniere in molte località sono tuttora esistenti e potrebbero essere ricuperate per un utilizzo a scopo congressuale, scientifico, didattico e museale. L’istituzione di corsi a livello universitario e post universitario per lo studio della mineralogia, giacimentologia, geologia, il trattamento dei minerali e altre attività minerarie potrebbe offrire un valido contributo alla sperimentazione e alla ricerca nel settore. I paesi emergenti avranno necessità di formare il proprio personale per affrancarsi dalla dipendenza dei tecnici di paesi più progrediti. Le stesse cavità sotterranee potrebbero essere valorizzate con un ritorno economico. Già oggi esistono alcune miniere che possono essere visitate a scopo turistico e altre potranno esserlo in seguito. Le risorse spese oggi, necessarie per la messa in sicurezza, potranno avere un ritorno economico nel tempo.

PRESIDIO MINERARIO
La Carta di Cagliari prevede la conservazione delle opere, degli insediamenti, delle tradizioni, dei saperi, degli usi e costumi e delle vicende umane dell’attività mineraria. Ciò potrà essere realizzato come previsto mediante la costituzione di un presidio minerario rappresentato da tecnici qualificati in varie discipline minerarie. Minatori, impiantisti, addetti al trattamento dei minerali e altri specialisti. Ciò servirebbe a garantire la conservazione di antichi mestieri e allo stesso tempo potrebbe provvedere alla conservazione delle strutture minerarie, quali i pozzi, le gallerie, gli impianti che rappresentano il patrimonio dell’ archeologia mineraria da tramandare anche alle future generazioni. Il presidio minerario potrebbe essere utilizzato in ausilio ai centri di formazione professionale, per dare una dimostrazione anche pratica del lavoro e delle diverse tecniche utilizzate nel sottosuolo.

ATTIVITÀ CONGRESSUALE E CULTURALE
Alcune strutture esistenti nelle zone, oggi disabitate, potrebbero essere sistemate per accogliere reperti, utensili, macchine, i cristalli dei vari minerali esistenti nelle zone minerarie e altri oggetti legati all’attività mineraria sviluppatasi in varie epoche. L’organizzazione di visite guidate ai musei esistenti e ad altri da istituire sarebbe utile anche per le visite scolastiche, ma soprattutto potrebbe rappresentare un polo di attrazione accompagnato a qualche congresso scientifico e/o storico culturale. Ci auguriamo tutti che questi obiettivi non restino solo un sogno, ma che vengano realizzati in tempi ragionevoli. Alcuni passi sono stati fatti, ma molto è ancora un traguardo da raggiungere. 

Eliseo Pitzalis


INIZIATIVE ED APPUNTAMENTI DEL CIRCOLO
Purtroppo gli appuntamenti del mercoledì vengono rinviati perché, avendo fatto la richiesta a maggio scorso per il rinnovo dell’ utilizzo della sala Ruspini, la commissione di circoscrizione non si è ancora riunita. Si pensa di avere notizie nella prima quindicina di ottobre. Sarà nostra cura avvertire i Soci al momento opportuno per il programma, anche per quanto riguarda l’ assemblea e la festa di fine anno. 


RINNOVO ADESIONE AL CIRCOLO PER L’ANNO 2013
Dal mese di novembre 2012 inizia il rinnovo dell’adesione al “Circolo” per l’anno 2013. Il costo della tessera, da 12 anni, è sempre lo stesso. Ricordiamo che il tesseramento è un momento importante per la vita del “Circolo”. Per vostra comodità, potrete effettuare l’adesione anche con un bonifico presso il Credito Bergamasco di via Moroni 314 Bergamo
Codice Iban: IT 14 Y 03336 11149000000029277
Causale: tesseramento 2013
Si ricorda, a chi non l’avesse ancora fatto, il rinnovo dell’adesione per l’ anno in corso.

Il Circolo è a disposizione per tesseramento, bigliettazione, assistenza emigrati, informazioni.

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