NOTIZIARIO N. 46 | OTTOBRE 2013

 IL PAPA A CAGLIARI


Sulla visita di Papa Francesco a Cagliari, in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Bonaria, riportiamo la testimonianza del consigliere del Circolo Eliseo Pitzalis, presente nell’occasione nella capitale sarda unitamente ad altri soci e al presidente onorario Mario Pomesano. 

NON LASCIATEVI RUBARE LA SPERANZA
Non lasciatevi rubare la speranza”. Questa è una frase che il Papa ha ripetuto nei vari discorsi tenuti in occasione della visita pastorale a Cagliari il 22 settembre scorso. L’ha detta con forza ai lavoratori, ai poveri e ai detenuti e l’ha ripetuta energicamente ai cinquantamila giovani presenti nel pomeriggio in Largo Carlo Felice. In questa frase è racchiusa l’esortazione alla fiducia nel futuro che il papa ha voluto fissare nell’animo dei pellegrini, accorsi in gran numero da tutta l’isola e dal continente per festeggiarlo e non si era mai vista a Cagliari una folla immensa come quella che era presente in Via Roma, Viale Bonaria e negli spazi antistanti la Basilica di Bonaria. La visita del Papa, già preannunciata ai Vescovi delle diocesi sarde riuniti in Vaticano nello scorso mese di Maggio, si spiega innanzitutto come atto di devozione verso la Madonna di Bonaria, in virtù dell’antica storia dei marinai sardi, legata alla nascita della città di Buenos Aires, ma è stata anche motivata dalla volontà del Pontefice di condividere con la popolazione sarda le gravi difficoltà economiche in cui versa. È stata una visita pastorale breve, solo 10 ore, ma densa d'impegni e d'interventi su vari temi: religiosi, civili ed economici che travagliano le genti del nostro tempo. Il primo incontro è stato con i lavoratori precari, disoccupati e cassintegrati o licenziati dalle aziende sarde in crisi, che, giunti da tutta la Sardegna, erano assiepati nella zona di Piazza Jenne, Largo Carlo Felice, Via Roma e strade limitrofe.

Un operaio, senza lavoro dal 2009, ha salutato e dato il benvenuto al Papa a nome di tutti i lavoratori sardi. Ha rivolto la sua preghiera al Pontefice per il suo interessamento presso gli organi istituzionali al fine di migliorare la situazione drammatica in cui si trova l’isola. Infine ha ringraziato il Santo Padre per la sua presenza e il suo incoraggiamento a non perdere la fiducia. Dopo l’operaio, un’imprenditrice e un pastore hanno presentato le difficoltà che vivono quotidianamente a causa della mancanza di lavoro che, spesso, li costringe, con grave disagio, anche a licenziare i propri dipendenti. Papa Francesco, dopo aver ascoltato la difficile situazione delle famiglie e delle imprese, prende la parola dicendo con voce vibrante “Dove non c’è lavoro manca la dignità”. A queste poche parole, gridate col cuore, i presenti rispondono con un caloroso applauso Tutti gli operai erano commossi e alcuni con le lacrime agli occhi. Il Papa conosce bene gli effetti della crisi economica, avendola vissuta in prima persona in Argentina alcuni anni fa e, prima di lui, la sua famiglia subì la crisi degli anni trenta, con la perdita di tutto ciò che avevano. “Conosco bene il vostro disagio”, ha continuato il Papa, “e sono e sarò sempre al vostro fianco”. 
La crisi attuale che attanaglia varie parti del mondo é la conseguenza del sistema economico che ha messo al centro dell’esistenza il denaro e ne ha fatto il suo “idolo”. Dobbiamo lottare tutti insieme perché al centro dell’esistenza umana non ci sia il denaro, ma l’uomo e la donna come Dio li ha voluti.
“Vogliamo un sistema economico giusto”, grida con forza Papa Francesco, non un sistema globalizzato, idolatra del denaro, che ha creato e sta creando tutti i giorni tante sofferenze a tutti, e soprattutto ai più deboli e sfortunati. Il continuo martellamento che condanna il “dio denaro” diventato un idolo a danno dell’umanità, l’umiltà dei suoi gesti, l’attenzione verso gli ultimi, gli hanno conquistato l’affetto del mondo intero. Ciò si è ripetuto anche a Cagliari dove, con la solita energia, ha invitato i centri del potere ad operare perché sia restituita la dignità ai giovani, a tutti coloro che hanno perso il lavoro, ai precari, ai cassintegrati e a quelli che il lavoro non l’hanno mai avuto. La creazione di nuove opportunità d’impiego dev’essere il punto di riferimento costante nell’azione dei governi. Solo con l’indipendenza economica di base, l’uomo potrà riacquistare la propria dignità. Abbiamo ascoltato la messa negli spazi antistanti la basilica di Bonaria in mezzo ad una folla immensa. Durante la celebrazione, continuavano a sventolare le bandiere, ma la gente pregava raccolta e in silenzio. Si sentiva il canto dei duecento coristi arrivati da tutta l’isola e la voce dei sacerdoti che concelebravano, ma niente ha disturbato questo momento di raccoglimento e di preghiera. Solo durante l’omelia ci sono state interruzioni per gli applausi che scandivano il coinvolgimento e l’approvazione alle parole del Papa.
Per noi la nostra giornata finiva con la messa, ma per il papa continuava con ulteriori interventi. Dopo un breve pranzo presso il seminario vescovile, il Papa ha incontrato nel Duomo una delegazione di 27 detenuti provenienti da diverse località sarde e sempre in Duomo altri 132 poveri di varie nazionalità, assistiti dalla Caritas diocesana.
Alle ore 16,00 il Papa ha incontrato il mondo della cultura nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà di Teologia, amministrata dai gesuiti. Papa Francesco ha invitato, anche qui, tutti quanti a cercare vie nuove di speranza per aprire nuovi orizzonti alla società moderna. La solidarietà umana dev’essere la via per conciliare i conflitti e le tensioni. La scuola e “in primis” l’Università è il luogo ideale per la formazione alla solidarietà, per l’incontro tra chi crede e chi non crede, ma dove ciascuno può dare un valido contributo per il bene dell’umanità.
La visita dl Papa si conclude alle 17,00 nel Largo Carlo Felice dove ha incontrato i giovani con i quali si è intrattenuto sino all’ora del rientro in Vaticano.

Eliseo Pitzalis

INIZIATIVE DEL CIRCOLO
IL PIANO DI AZIONE PER IL RAFFORZAMENTO DELL’IMPRENDITORIA FEMMINILE 
In considerazione del fatto che per riprendere a crescere e a tornare a più alti livelli di occupazione, il nostro Continente necessita di un maggior numero di imprenditori, la Commissione europea ha proposto che si indirizzino verso attività produttive di impresa soprattutto le donne che, pur essendo il 52% della popolazione, sono solo un terzo dei lavoratori autonomi o di coloro che avviano imprese in Europa.
Fedele interprete di questa proposta è stata la presidente del locale Comitato Camerale dell’imprenditoria femminile e del gruppo donne dell’Associazione Artigiani, Ida Rocca (nella foto), che invitata al mercoledì culturale del 12 giugno ha riferito che le imprese al femminile sono adeguatamente presenti nella nostra Provincia e hanno dimostrato di resistere alla crisi economica in atto meglio delle imprese gestite dagli uomini. Ciò dipende anche dalla continua e aggiornata attività formativa propria del “fare impresa” e alle molte iniziative di accesso al credito promosse a loro favore dall’Ente camerale e dalle Associazioni di categoria. Su richiesta del nostro direttivo Ida Rocca si è infine dichiarata disponibile a mettere in contatto il Comitato da lei presieduto con quello di Cagliari al fine di promuovere l’imprenditoria femminile nel territorio sardo, la cui economia è tuttora in stato di accentuata crisi.
Quali delegate del Circolo si attiveranno in particolare la consigliera Maria Pina Demontis, anche come rappresentante del Coordinamento Donne del Centro Nord della Fasi, e l’imprenditrice bergamasca, di origine sarda, Antonella Pinna.
Il Vicepresidente Riccardo Lena


NUOVO SHOW ROOM DI ANTONELLA PINNA
Antonella Pinna | Produttrice
Antonella Pinna, già nostra ospite in occasione del mercoledì culturale del 22 maggio, ci ha informati di
avere trasferito il proprio show room di specialità alimentari sarde in locali più capienti, situati in città, via Baschenis n. 9/E. Tra i prodotti commercializzati, sul cui prezzo sarà applicato uno sconto del 10% ai soci del Circolo, risaltano quelli propri dell’azienda di famiglia PINNA, domiciliata ad Ittiri, in provincia di Sassari, con particolare riferimento all’olio di oliva extravergine e alla grande varietà di sottoli, presenti per l’elevata qualità nelle migliori gastronomie in Italia e all’estero, alle conserve, alle marmellate, al miele, al pane, alle paste e ai dolci sardi in grado di qualificare anche in terra bergamasca la produzione alimentare dell’alto artigianato della Sardegna. 


Domenica 26 maggio i membri del Direttivo e soci del Circolo sono stati ospiti dell’Amministrazione comunale di Gorno e hanno visitato l’Ecomuseo e la miniera della Valle del Riso aperta al pubblico in ricordo di uno dei più noti siti minerari della nostra provincia. Riportiamo qui di seguito il commento del presidente onorario Mario Pomesano

L’ECO MUSEO DI GORNO 
Le "viscere della terra": così veniva poeticamente chiamato il sottosuolo dove si svolgeva l’attività estrattiva delle risorse minerarie in un passato non troppo remoto, ed a far tempo da secoli e millenni, riguardo ovviamente a quelle che erano le conoscenze di utilizzo dei minerali che potevano trasformarsi, nei diversi tempi ed a seconda della relativa scoperta dell’uomo, in un metallo.
Ed in tali attività si impegnarono fino a pochi decenni or sono, gran parte degli abitanti adulti di due territori quali la Sardegna (in diverse delle sue zone settentrionali, centrali e meridionali) ed una consistente porzione della superficie montuosa della provincia bergamasca. Ora di tale attività si conserva non solo la memoria di persone non più giovani ma anche il desiderio di prolungare nel tempo tale memoria, raccogliendo sia reperti della strumentazione relativa all’attività medesima che fonti documentarie visive e sonore ancora disponibili dei più recenti tempi di relativo esercizio.
In questo “Notiziario” si sono anche di recente riportate informazioni sull’interesse del nostro Circolo circa l’iniziativa del Comune di Gorno in ordine alla valorizzazione di tale patrimonio culturale. Altrettanto diffusamente si sono date notizie sull’istituzione di un "Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna". Facendo riserva di promuovere collegamenti tra le suddette iniziative coinvolgendo gli organismi ad esse preposti e con riserva pertanto di futuri aggiornamenti, si propone all’attenzione dei lettori qualche materiale fotografico relativo all’Ecomuseo delle miniere di Gorno realizzato dalla citata Amministrazione Comunale, da diverso tempo frequentato (così come il Parco geominerario poco distante) da scolaresche e gruppi di visitatori appassionati in materia. Non è passato inosservato lo spazio che il più diffuso quotidiano bergamasco ha riservato ad interessamenti recenti di operatori industriali Australiani per la ripresa dell’attività estrattiva in territorio di Oltre il Colle (Valle Serina), nelle miniere della Valle del Riso (Oneta e Gorno) e della Valle Camonica. Chi vivrà vedrà! 

Mario Pomesano


LETTERA APERTA AI SOCI
Cari amici,
l’attuale direttivo porta a compimento i suoi tre anni di operatività nel marzo 2014. Oltre a chiudere un ciclo, ciò apre ad altre e nuove prospettive e potenzialità, che si accompagnano alla sempre rinnovata adesione alla sardità. In nome di questa e delle sue espressioni vogliamo sottolineare l’importanza dell’interazione fra i soci, non sottraendoci alla comunicazione ma incrementandola, accogliendo il nostro invito a tessere un nuovo intreccio di conoscenze e nuove trame per il futuro prossimo.
Questo a partire dalla realizzazione di un nuovo notiziario, rinnovato nell’offerta di uno spazio destinato alla voce di ciascun socio che, nello specifico, “raccontando”, desideri condividere una volontà costruttiva. 

Il Direttivo

Il Circolo è a disposizione per tesseramento, bigliettazione, assistenza emigrati, informazioni.

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