IL PAPA A CAGLIARI
Sulla visita di Papa Francesco a Cagliari, in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Bonaria,
riportiamo la testimonianza del consigliere del Circolo Eliseo Pitzalis, presente nell’occasione nella
capitale sarda unitamente ad altri soci e al presidente onorario Mario Pomesano.
NON LASCIATEVI RUBARE LA SPERANZA
“Non lasciatevi rubare la speranza”. Questa è
una frase che il Papa ha ripetuto nei vari discorsi
tenuti in occasione della visita pastorale a
Cagliari il 22 settembre scorso. L’ha detta con
forza ai lavoratori, ai poveri e ai detenuti e l’ha
ripetuta energicamente ai cinquantamila giovani
presenti nel pomeriggio in Largo Carlo Felice.
In questa frase è racchiusa l’esortazione alla
fiducia nel futuro che il papa ha voluto fissare
nell’animo dei pellegrini, accorsi in gran numero
da tutta l’isola e dal continente per festeggiarlo e
non si era mai vista a Cagliari una folla immensa
come quella che era presente in Via Roma, Viale
Bonaria e negli spazi antistanti la Basilica di
Bonaria.
La visita del Papa, già preannunciata ai Vescovi
delle diocesi sarde riuniti in Vaticano nello
scorso mese di Maggio, si spiega innanzitutto
come atto di devozione verso la Madonna di
Bonaria, in virtù dell’antica storia dei marinai
sardi, legata alla nascita della città di Buenos
Aires, ma è stata anche motivata dalla volontà
del Pontefice di condividere con la popolazione
sarda le gravi difficoltà economiche in cui versa.
È stata una visita pastorale breve, solo 10 ore,
ma densa d'impegni e d'interventi su vari temi:
religiosi, civili ed economici che travagliano le
genti del nostro tempo. Il primo incontro è stato
con i lavoratori precari, disoccupati e
cassintegrati o licenziati dalle aziende sarde in
crisi, che, giunti da tutta la Sardegna, erano
assiepati nella zona di Piazza Jenne, Largo Carlo
Felice, Via Roma e strade limitrofe.
Un operaio, senza lavoro dal 2009, ha salutato e
dato il benvenuto al Papa a nome di tutti i
lavoratori sardi. Ha rivolto la sua preghiera al
Pontefice per il suo interessamento presso gli
organi istituzionali al fine di migliorare la
situazione drammatica in cui si trova l’isola.
Infine ha ringraziato il Santo Padre per la sua
presenza e il suo incoraggiamento a non perdere
la fiducia. Dopo l’operaio, un’imprenditrice e un
pastore hanno presentato le difficoltà che vivono
quotidianamente a causa della mancanza di
lavoro che, spesso, li costringe, con grave
disagio, anche a licenziare i propri dipendenti.
Papa Francesco, dopo aver ascoltato la difficile
situazione delle famiglie e delle imprese, prende
la parola dicendo con voce vibrante “Dove non c’è lavoro manca la dignità”. A queste poche parole, gridate col cuore, i
presenti rispondono con un caloroso applauso
Tutti gli operai erano commossi e alcuni con le
lacrime agli occhi.
Il Papa conosce bene gli effetti della crisi
economica, avendola vissuta in prima persona in
Argentina alcuni anni fa e, prima di lui, la sua
famiglia subì la crisi degli anni trenta, con la
perdita di tutto ciò che avevano. “Conosco bene
il vostro disagio”, ha continuato il Papa, “e
sono e sarò sempre al vostro fianco”.
La crisi attuale che attanaglia varie parti del
mondo é la conseguenza del sistema economico
che ha messo al centro dell’esistenza il denaro e
ne ha fatto il suo “idolo”. Dobbiamo lottare tutti
insieme perché al centro dell’esistenza umana
non ci sia il denaro, ma l’uomo e la donna come
Dio li ha voluti.
“Vogliamo un sistema economico giusto”,
grida con forza Papa Francesco, non un sistema
globalizzato, idolatra del denaro, che ha creato e
sta creando tutti i giorni tante sofferenze a tutti, e
soprattutto ai più deboli e sfortunati.
Il continuo martellamento che condanna il “dio
denaro” diventato un idolo a danno dell’umanità,
l’umiltà dei suoi gesti, l’attenzione verso gli
ultimi, gli hanno conquistato l’affetto del mondo
intero. Ciò si è ripetuto anche a Cagliari dove,
con la solita energia, ha invitato i centri del
potere ad operare perché sia restituita la dignità
ai giovani, a tutti coloro che hanno perso il
lavoro, ai precari, ai cassintegrati e a quelli che il
lavoro non l’hanno mai avuto. La creazione di
nuove opportunità d’impiego dev’essere il punto
di riferimento costante nell’azione dei governi.
Solo con l’indipendenza economica di base,
l’uomo potrà riacquistare la propria dignità.
Abbiamo ascoltato la messa negli spazi antistanti
la basilica di Bonaria in mezzo ad una folla immensa. Durante la celebrazione, continuavano
a sventolare le bandiere, ma la gente pregava
raccolta e in silenzio. Si sentiva il canto dei
duecento coristi arrivati da tutta l’isola e la voce
dei sacerdoti che concelebravano, ma niente ha
disturbato questo momento di raccoglimento e di
preghiera. Solo durante l’omelia ci sono state
interruzioni per gli applausi che scandivano il
coinvolgimento e l’approvazione alle parole del
Papa.
Per noi la nostra giornata finiva con la messa, ma
per il papa continuava con ulteriori interventi.
Dopo un breve pranzo presso il seminario
vescovile, il Papa ha incontrato nel Duomo una
delegazione di 27 detenuti provenienti da diverse
località sarde e sempre in Duomo altri 132
poveri di varie nazionalità, assistiti dalla Caritas
diocesana.
Alle ore 16,00 il Papa ha incontrato il mondo
della cultura nell’Aula Magna della Pontificia
Facoltà di Teologia, amministrata dai gesuiti.
Papa Francesco ha invitato, anche qui, tutti
quanti a cercare vie nuove di speranza per aprire
nuovi orizzonti alla società moderna. La
solidarietà umana dev’essere la via per conciliare
i conflitti e le tensioni. La scuola e “in primis”
l’Università è il luogo ideale per la formazione
alla solidarietà, per l’incontro tra chi crede e chi
non crede, ma dove ciascuno può dare un valido
contributo per il bene dell’umanità.
La visita dl Papa si conclude alle 17,00 nel
Largo Carlo Felice dove ha incontrato i giovani
con i quali si è intrattenuto sino all’ora del
rientro in Vaticano.
Eliseo Pitzalis
IL PIANO DI AZIONE PER IL RAFFORZAMENTO DELL’IMPRENDITORIA FEMMINILE
In considerazione del fatto
che per riprendere a
crescere e a tornare a più
alti livelli di occupazione, il
nostro Continente necessita
di un maggior numero di
imprenditori, la Commissione
europea ha proposto che si
indirizzino verso attività
produttive di impresa
soprattutto le donne che, pur
essendo il 52% della
popolazione, sono solo un
terzo dei lavoratori autonomi
o di coloro che avviano
imprese in Europa.
Fedele interprete di questa
proposta è stata la
presidente del locale
Comitato Camerale
dell’imprenditoria femminile
e del gruppo donne
dell’Associazione Artigiani,
Ida Rocca (nella foto), che
invitata al mercoledì
culturale del 12 giugno ha
riferito che le imprese al
femminile sono
adeguatamente presenti
nella nostra Provincia e
hanno dimostrato di resistere
alla crisi economica in atto
meglio delle imprese gestite
dagli uomini. Ciò dipende anche dalla
continua e aggiornata
attività formativa propria del
“fare impresa” e alle molte
iniziative di accesso al
credito promosse a loro
favore dall’Ente camerale e
dalle Associazioni di
categoria.
Su richiesta del nostro
direttivo Ida Rocca si è
infine dichiarata disponibile
a mettere in contatto il
Comitato da lei presieduto
con quello di Cagliari al fine
di promuovere
l’imprenditoria femminile nel
territorio sardo, la cui
economia è tuttora in stato
di accentuata crisi.
Quali delegate del Circolo si
attiveranno in particolare la
consigliera Maria Pina
Demontis, anche come
rappresentante del
Coordinamento Donne del
Centro Nord della Fasi, e
l’imprenditrice bergamasca,
di origine sarda, Antonella
Pinna.
Il Vicepresidente
Riccardo Lena
NUOVO SHOW ROOM DI ANTONELLA PINNA
| Antonella Pinna | Produttrice |
avere trasferito il proprio show room di specialità alimentari sarde in locali più capienti, situati in città, via Baschenis n. 9/E. Tra i prodotti commercializzati, sul cui prezzo sarà applicato uno sconto del 10% ai soci del Circolo, risaltano quelli propri dell’azienda di famiglia PINNA, domiciliata ad Ittiri, in provincia di Sassari, con particolare riferimento all’olio di oliva extravergine e alla grande varietà di sottoli, presenti per l’elevata qualità nelle migliori gastronomie in Italia e all’estero, alle conserve, alle marmellate, al miele, al pane, alle paste e ai dolci sardi in grado di qualificare anche in terra bergamasca la produzione alimentare dell’alto artigianato della Sardegna.
Domenica 26 maggio i membri del Direttivo e soci del Circolo sono stati ospiti
dell’Amministrazione comunale di Gorno e hanno visitato l’Ecomuseo e la miniera
della Valle del Riso aperta al pubblico in ricordo di uno dei più noti siti minerari della
nostra provincia. Riportiamo qui di seguito il commento del presidente onorario
Mario Pomesano
L’ECO MUSEO DI GORNO
Le "viscere della terra": così veniva poeticamente chiamato il sottosuolo dove si svolgeva l’attività
estrattiva delle risorse minerarie in un passato non troppo remoto, ed a far tempo da secoli e millenni,
riguardo ovviamente a quelle che erano le conoscenze di utilizzo dei minerali che potevano trasformarsi,
nei diversi tempi ed a seconda della relativa scoperta dell’uomo, in un metallo.
Ed in tali attività si impegnarono fino a pochi decenni or sono, gran parte degli abitanti adulti di due
territori quali la Sardegna (in diverse delle sue zone settentrionali, centrali e meridionali) ed una
consistente porzione della superficie montuosa della provincia bergamasca.
Ora di tale attività si conserva non solo la memoria di persone non più giovani ma anche il desiderio di
prolungare nel tempo tale memoria, raccogliendo sia reperti della strumentazione relativa all’attività
medesima che fonti documentarie visive e sonore ancora disponibili dei più recenti tempi di relativo
esercizio.
In questo “Notiziario” si sono anche di recente riportate informazioni sull’interesse del nostro Circolo
circa l’iniziativa del Comune di Gorno in ordine alla valorizzazione di tale patrimonio culturale.
Altrettanto diffusamente si sono date notizie sull’istituzione di un "Parco geominerario storico ed
ambientale della Sardegna". Facendo riserva di promuovere collegamenti tra le suddette iniziative coinvolgendo gli organismi ad esse
preposti e con riserva pertanto di futuri aggiornamenti, si propone all’attenzione dei lettori qualche
materiale fotografico relativo all’Ecomuseo delle miniere di Gorno realizzato dalla citata
Amministrazione Comunale, da diverso tempo frequentato (così come il Parco geominerario poco
distante) da scolaresche e gruppi di visitatori appassionati in materia.
Non è passato inosservato lo spazio che il più diffuso quotidiano bergamasco ha riservato ad
interessamenti recenti di operatori industriali Australiani per la ripresa dell’attività estrattiva in territorio
di Oltre il Colle (Valle Serina), nelle miniere della Valle del Riso (Oneta e Gorno) e della Valle
Camonica.
Chi vivrà vedrà!
Mario Pomesano
LETTERA APERTA AI SOCI
Cari amici,
l’attuale direttivo porta a compimento i suoi tre anni di operatività nel marzo 2014.
Oltre a chiudere un ciclo, ciò apre ad altre e nuove prospettive e potenzialità, che si accompagnano alla
sempre rinnovata adesione alla sardità.
In nome di questa e delle sue espressioni vogliamo sottolineare l’importanza dell’interazione fra i soci,
non sottraendoci alla comunicazione ma incrementandola, accogliendo il nostro invito a tessere un nuovo intreccio di conoscenze e nuove trame per il futuro
prossimo.
Questo a partire dalla realizzazione di un nuovo notiziario, rinnovato nell’offerta di uno spazio
destinato alla voce di ciascun socio che, nello specifico, “raccontando”, desideri condividere una volontà
costruttiva.
Il Direttivo
Il Circolo è a disposizione per tesseramento,
bigliettazione, assistenza emigrati, informazioni.
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