GRAZIA DELEDDA, UNICA SCRITTRICE ITALIANA PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA
Il primo romanzo di Grazia Deledda che lessi fu nel
1955, al compimento dei venti anni.
Si trattava di un regalo del mio compianto fratello
maggiore ed era intitolato “Marianna
Sirca”, personaggio che la romanziera
Nuorese ha tratteggiato con molta
finezza, quasi fosse desiderosa di
potersi lei stessa inpersonare in quella
creatura.
Qualche anno dopo, la lettura di
un’opera (Elias Portolu) senz’altro
più densa ed avvincente, e poi il
drammatico romanzo “Cenere”,
quello più fantasioso “Canne al vento
ed infine la suggestione di “Cosima”.
Fu così che dalle letture fantastiche di
Emilio Salgari, Giulio Verne,
Salvator Gotta e Ferenc Molnar,si
sviluppò il passagio a quelle di una Autrice che ha
saputo interpretare la personalità dei suoi personaggi
e le intime caratteristiche della gente della mia
Regione “vissuta”, lasciando una traccia profonda
nella mia curiosità letteraria che ha poi dedicato
spazi non indifferenti alla prosa di Sebastiano Satta,
Marcello Serra, Sergio Atzeni e Marcello Fois.
Un lungo percorso personale che si è ripercosso in quello seguito dal Consiglio Direttivo in carica di
questo Circolo nell’attuale mandato iniziato dal
centesimo anniversario di Sebastiano Satta,
proseguito nella memoria delle pagine
di Storia (e non di carta) scritte
dall’Esercito Italiano – con particolare
rifimento alla nostra gloriosa Brigata
Sassari – nella “Grande Guerra”, ed
ora programmato nella rievocazione di
una scrittrice che ha dato gloria alla
sua (e nostra) Sardegna e (con il
riconoscimento del Premio Nobel per
la letteratura del 1926) alla Patria
Italiana tutta.
Ci diamo appuntamento il 10 Ottobre
prossimo, alle ore 17,00 presso
l’auditorium che il Comune di Albino
ha generosamente messo a
disposizione del nostro Circolo per ascoltare con
attenzione le parole del Professor Marco Cimmino e
quello della esperta Dottoressa Neria De Giovanni,
dopo di che potremo verificare se il nostro
personaggio letterario non ha niente da invidiare e
personalmente non ho alcun dubbio) alla superba
cantante folk Silighese alla quale il nostro Circolo si
intitola.
IL PRESIDENTE
IN QUESTO NUMERO TROVERETE:
- L’intervento del nostro Presidente, in prima pagina.il suo scritto e questo notiziario sono dedicati a Grazia Deledda.
- Il “Chi è Grazia Deledda” notizie per un avvicinamento ragionato alla serata del 10 Ottobre (vedi le pagine 2 e 4).
- La terza parte dell’articolo di Eliseo Pitzalis sull’Expo, di fatto l’evento dell’anno in Italia.
- Nell’ultima pagina troverete il programma del Convegno dedicato alla Deledda. Il Professor Cimmino parlerà della collocazione di Grazia Deledda nel panorama letterario Italiano, mentre la Professoressa De Giovanni parlerà dei personaggi maschili nell’opera della scrittrice. Ha in pubblicazione un libro il cui titolo i “Senza scampo: i personaggi maschili nelle narrativa di Grazia Deledda”. Vi attendiamo numerosi.
GRAZIA DELEDDA, LA VITA E LE OPERE
(da Wikipedia)
Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871,
quinta di sette tra figli e figlie, in una famiglia benestante.
Il padre, Giovanni Antonio Deledda, era un imprenditore
e agiato possidente, si occupava di commercio e
agricoltura; si interessava di poesia e lui stesso
componeva versi dialettali, aveva fondato una tipografia e
stampava una rivista. Fu sindaco di Nuoro nel 1892. La
madre era Francesca Cambosu. Dopo aver frequentato le
scuole elementari fino alla classe quarta, Grazia Deledda
viene seguita privatamente da un professore ospite di una
parente della famiglia Deledda che le impartì lezioni di
base di Italiano, Latino e Francese (i costumi del tempo
non consentivano alle ragazze un'istruzione oltre quella
primaria e, in generale, degli studi regolari). Prosegue la
sua formazione totalmente da autodidatta. Importante per
la formazione di Grazia Deledda, nei primi anni della sua
carriera da scrittrice, è l'amicizia con lo scrittore,
archivista e storico dilettante sassarese Enrico Costa che
per primo ne comprese il talento. Il padre muore per una
crisi cardiaca il 5 novembre 1892 e
la famiglia deve affrontare difficoltà
economiche. Quattro anni più tardi
muore anche la sorella Vincenza.
Attività letteraria giovanile
Nel 1888 invia a Roma alcuni
racconti, Sangue sardo e Remigia
Helder, sono pubblicati dall'editore
Edoardo Perino sulla rivista
"L'ultima moda", diretta da
Epaminonda Provaglio. Sulla stessa
rivista viene pubblicato a puntate il
romanzo Memorie di Fernanda.
Nel 1890 esce a puntate sul
quotidiano di Cagliari L'avvenire
della Sardegna, con lo pseudonimo
Ilia de Saint Ismail, il romanzo Stella
d'Oriente, e a Milano, presso
l'editore Trevisini, Nell'azzurro, un
libro di novelle per l'infanzia.
Incontra l'approvazione di letterati come Angelo de
Gubernatis e Ruggero Bonghi, che nel 1895
accompagnerà con una sua prefazione l'uscita del
romanzo Anime oneste.
Collabora con riviste sarde e continentali: "La Sardegna",
"Piccola rivista" e “Nuova Antologia”.
Fra il 1891 e il 1896 sulla Rivista delle tradizioni
popolari italiane, diretta da Angelo de Gubernatis è
pubblicato a puntate il saggio Tradizioni popolari di
Nuoro in Sardegna, introdotto da una citazione di Tolstoi,
prima espressione documentata dell'interesse della
scrittrice per la letteratura russa. Seguono romanzi e racconti di argomento isolano. Nel 1896 il romanzo La
via del male è recensito in modo favorevole da Luigi
Capuana.
Nel 1897 esce una raccolta di poesie, Paesaggi sardi
edito da Speirani.
Maturità
Nell'ottobre del 1899 la scrittrice si trasferisce a Roma.
Nel 1900, sposa Palmiro Madesani, funzionario del
Ministero delle Finanze conosciuto a Cagliari. A Roma
conduce una vita appartata. Ha due figli, Franz e Sardus.
Nel 1903 la pubblicazione di Elias Portolu è la prima di
una fortunata serie di romanzi e opere teatrali : Cenere,
L’Edera, (1908), Sino al confine (1910), Colombi e
Sparvieri (1912), Canne al vento (1913), L’Incendio
nell’oliveto (1918), Il Dio dei venti (1922).
La sua opera è apprezzata da scrittori come Giovanni
Verga, Enrico Thovez, Emilio Cecchi, Pietro Pancrazi,
Antonio Baldini.
È riconosciuta e stimata anche
all'estero: D.H. Lawrence scrive la
prefazione della traduzione in inglese
de La madre. Grazia Deledda è anche
traduttrice, è sua infatti una versione
di Eugene Grandet di Honorè du
Balzac.
Il premio Nobel
Nel 1926 le viene conferito il premio
Nobel per la letteratura. La
motivazione è: «Per la sua potenza
di scrittrice, sostenuta da un alto
ideale, che ritrae in forme plastiche
la vita quale è nella sua appartata
isola natale e che con profondità e
con calore tratta problemi di
generale interesse umano.»
La morte
Un tumore di cui soffriva da tempo la
portò alla morte il 15 agosto 1936.
Le spoglie della Deledda sono custodite in un sarcofago
di granito nero levigato nella chiesetta della Madonna
della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene di Nuoro.
Lasciò incompiuta la sua ultima opera Cosima, quasi
Grazia, autobiografica, che apparirà in settembre di
quello stesso anno sulla rivista Nuova Antologia, a cura di
Antonio Baldini e poi verrà edita col titolo Cosima.
La sua casa natale, nel centro storico di Nuoro (Santu
Predu), è adibita a museo.
Il Circolo è su Facebook. Cercateci digitando “Circolo Maria Carta di Bergamo”.
Diventeremo amici.
Notiziario redatto a cura di Guido Corda. Scriveteci all’indirizzo gucord@tin.it per spiegazioni, collaborazioni e\o curiosità.
EXPO
BREVE STORIA SU ALCUNE ESPOSIZIONI UNIVERSALI DEL PASSATO (2^ parte)
Nel 1915 a San Francisco negli Stati Uniti fu organizzata
la mostra in occasione dell’apertura del canale di Panama
che permise la navigazione tra l’oceano atlantico e il
pacifico senza dover fare il periplo dell’America
meridionale. Oggi è in corso di elaborazione il progetto
per il raddoppio di questo canale.
Con la prima guerra mondiale furono interrotte le
esposizioni universali sino al 1931, quando fu presentata
l’esposizione delle colonie, prevalentemente francesi e
inglesi.
Nel 1933 fu scelta Chicago per organizzare l’esposizione,
soprattutto per reazione alla grande depressione seguita
alla crisi mondiale del 1929. In questa expo fece eco
l’aviazione. Ci furono esibizioni aeree di ogni tipo, per
l’Italia era presente Italo Balbo.
Roma fu designata a presentare l’esposizione del 1941,
poi spostata al 1942, ma l’esposizione non ebbe luogo a
causa della seconda guerra mondiale. Sono rimaste le
costruzioni dell’EUR, oggi utilizzate per uffici pubblici e
abitazioni.
Queste palle, ognuna del diametro di 18 metri, sono
visitabili e collegate con scale mobili dotate di oblò dai
quali si può ammirare il panorama sottostante e le altre
palle che sembrano sospese nel vuoto.
Nel 1962 l’expo si tenne a Seattle. In questa
manifestazione dominante fu il padiglione statunitense
che ospitava tra l’altro il Pacific Science Center. Della
manifestazione di Seattle è rimasto dominante lo Space
Needle (Ago spaziale), una torre alta 184 metri che
domina su tutta la città. A 152 metri dal suolo in questo
ago spaziale si trova un ristorante girevole che in 47
minuti fa un intero giro per offrire ai commensali del
ristorante uno spettacolo indimenticabile. Questa torre è
un progetto di alta tecnologia che spicca altissima sulla
città di Seattle, con la sede del ristorante che ruota a
notevole altezza. La costruzione, le cui fondamenta
scendono sino a 40 mt di profondità, con uno spessore di
10 mt di calcestruzzo è in grado reggere la forza dei venti
a 350° Km/ora di velocità e terremoti sino al 9°
gradodella scala richter.
| Expo Milano 2015 | L'albero della Vita |
Eliseo Pitzalis
Il Circolo Culturale Sardo Maria Carta
presenta
GRAZIA DELEDDA
La scrittrice Sarda
Premio "Nobel" 1926 per la letteratura
Sabato 10 Ottobre | Ore 17.00
AUDITORIUM | COMUNE DI ALBINO
Via Aldo Moro 2b
APERTO AL PUBBLICO
dalle ore 17.00 alle ore 20.00
INGRESSO LIBERO
PROGRAMMA
Sabato 10 Ottobre 2015 | Ore 17.00
Apertura del convegno e saluto di benvenuto del Sindaco di Albino
di FABIO TERZI
Presenterà il programma
Dr. MARIO POMESANO
Presidente del Circolo Culturale Sardo di Bergamo "Maria Carta"
RELATORI:
Prof. MARCO CIMMINO: "Una scrittrice verista non siciliana"
Prof.ssa NERIA DE GIOVANNI: "Le opere di Grazia Deledda"
Alla fine della presentazione
IL GRUPPO FOLK DI BAREGGIO
allieterà il pubblico presenta con musiche e balletti nel tradizionale costume sardo
Seguirà un piccolo buffet offerto dal Circolo Culturale Sardo "Maria Carta"
GRAZIA DELEDDA
Ha raccontato i costumi e la misera vita della popolazione sarda, sempre impegnata a procurarsi il sostentamento della famiglia con il duro lavoro della campagna. Ha lasciato però anche altri scritti di piacevole lettura che hanno appassionato i suoi lettori.
Citiamo un passo famoso
"Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne. Ho mille volte appoggiato la testa i tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie; ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l'acqua corrente; ...ho ascoltato i canti e le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo e così si è formata la mia arte, come una canzone od un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo"
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