NOTIZIARIO N. 56 | MARZO 2016

ASSEMBLEA ANNUALE DEL CIRCOLO

RELAZIONE DEL PRESIDENTE

“Una squadra compatta per le sfide dell’anno nuovo”

Collocato nel terzo mese del terzo anno di attività del Consiglio Direttivo in carica, questo mio intervento introduttivo all’ultimo esercizio di mandato non può prescindere dalla preoccupazione emersa in occasione dell’Assemblea della Federazione tra le Associazioni dei Sardi in Italia (F.A.S.I.), svoltasi il 6 Marzo u.s. a Milano. Quale sarà, cioè, il futuro di questi organismi culturali (in senso lato) formatisi in copioso numero (oltre 60) in tutto il nostro Paese? 

A seguito della crisi finanziaria che negli anni scorsi ha colpito, tra gli altri, gli enti locali ed anche la Regione Sardegna, la quale si era lodevolmente impegnata a favorire la nascita e lo svilupparsi di detti organismi (chiamiamoli Circoli, come prevalentemente si intestano), ed proporzionalmente ridurre detti interventi di sostegno, ragion per cui qualcuno dei Circoli medesimi, forse meno organizzato, ha dovuto cessare la propria operatività.
Noi bergamaschi (perlopiù di adozione) che nell’industriosa, ma anche parsimoniosa, gente che collabora con noi siamo sopravvissuti a qualche “incidente” di percorso (la proverbiale litigiosità campanilistica che spesso incrina la compattezza originaria di quanti di noi discendiamo da lombi isolani), qualche scivolone finanziario ( per iniziative promozionali poco intelligentemente programmate), assicurando, nel quadro di un cambiamento generazionale della nostra composizione sociale, l'obiettivo di riportarci a ridosso dei picchi numerici raggiunti nei nostri primi anni di vita associativa.
Ora non ci resta che trarre spunto dalla nostra esperienza per perseverare sulla strada che tine conto delle nostre capacità operative, ma contemporaneamente esprimere fiducia sui giovani, i quali, meglio di me sicuramente, e forse dei miei contemporanei, si sono aggiornati non solo sullo sviluppo tecnologico in atto in tutti i campi, ma anche sulle tendenze, mutate anche nelle nostra Regione di origine, che si vanno manifestando.

A loro consegneremo, insieme alle informazioni acquisite nel tempo, la fiducia sulla loro sensibilità e sulla volontà di continuare il percorso da noi iniziato per contribuire al necessario amalgama tra tradizione bergamasca dove ci siamo introdotti e l’eredità delle nostre radici isolane di cui siamo orgogliosi.
Nel corrente anno comunque si è finora dato vita alla tradizionale “Giornata della donna”, svoltasi domenica scorsa nella deliziosa cornice di mezza montagna a Casale di Albino, e dal prossimo mese riprenderemo ad utilizzare, per simpatici incontri, la sala "Ruspini" confermataci di recente in uso gratuito dall'Amministrazione Comunale di Bergamo. 
Più avanti potremmo essere impegnati nel trasloco della nostra sede al nuovo recapito di Via Borgo Palazzo che la medesima Amministrazione ci ha, solo verbalmente per ora, comunicato in adesione alla nostra richiesta di qualche mese fa.

A metà del prossimo mese di Aprile (e precisamente nei giorni 16 e17) contiamo di realizzare un “Week End” a Perugia ed Assisi, come primo esperimento di un nuovo modo di stare insieme (come avrete visto dalle relative comunicazioni scritte).
Cominceremo poi a prepararci per il Congresso Nazionale, previsto a Cagliari per il prossimo mese di Ottobre, e con i colleghi del Consiglio Direttivo vedremo se riusciremo con le nostre forze ad accompagnare la delegazione ufficiale composta di quattro nominativi. Per completare il programma restiamo anche in attesa di vostre proposte e suggerimenti. Grazie

Mario Pomesano
 

Nel corso della discussione sono state suggerite alcune idee meritevoli di essere segnalate, come la proposta di utilizzare la promessa nuova sede per incontri di vario tipo, come ad esempio la presentazione di libri (ed a tale proposito è stato fatto anche il nome di Michela Murgia, autrice di diversi libri di successo, da “Il mondo deve sapere” ad “Accabadora”, premio campiello, all’ultimo “Chirù ”. È stato proposto anche di avviare una proficua collaborazione con la vicina Confartigianato, sia per l’uso eventuale di spazi per riunioni sia per un più mirato uso del laboratorio “Artilab”, gestito dai giovani imprenditori artigiani, dove sarebbe forse possibile organizzare incontri e mostre delle opere e dei prodotti di giovani artigiani sardi. È stata poi ventilata la possibilità di legare all’Assemblea FASI di Ottobre un viaggio collettivo per poter godere del sole e del mare di Sardegna, praticabili più che degnamente soprattutto in una località situata a sudest e dunque protetta dal maestrale. Infine una idea completamente nuova, da parte di un giovane socio del Circolo, e cioè strutturare un progetto per una campagna (per esempio tramite apposita cartellonistica) atta a stimolare il rispetto e la pulizia della Sardegna da quanti vi si recano coinvolgendo tutte le Associazioni ed i circoli e, perché no, anche la Regione Sardegna.


Carissimi soci, da questo numero apriamo un angolo del nostro notiziario a figure che riteniamo esemplari, degne di essere ricordate. Figure minori, che non finiranno mai sui libri di scuola ma che per qualcuno di noi sono state molto importanti. Segnalatecele e dateci le informazioni relative, sarà nostra cura redigere e pubblicare un breve testo di ricordo. (Guido Corda) 

Cominciamo oggi con Giovanni Zurru, sardo di Gonnosfanadiga, carabiniere che nell’Agosto del 1944 fu internato a Hozkirchen per oltre nove mesi. La sua colpa? Aver fatto il proprio dovere in tempi difficili, aver cercato di tener fede al motto dell’Arma, “Nei secoli fedele”, ed al giuramento fatto di servire la patria. Poi dal lager è scappato ed ha ripreso il suo servizio. “Fare il proprio dovere”: Frase facile da dire, più difficile da attuare nel quotidiano, soprattutto negli anni terribili del ’40, nel pieno di una guerra civile, (dove il ”dovere” non era da tutti ugualmente inteso ma non è questa la sede per discriminare), che stava spingendo in armi anche ragazzini appena usciti dalla fanciullezza, rischiando di provocare in loro traumi che li avrebbero inevitabilmente segnati per tutta la vita. Giovanni Zurru ha poi ripreso il suo servizio nell’Arma fino al grado di Maresciallo Maggiore Comandante nella stazione di Bergamo. Si è spento infine serenamente nella sua casa a 85 anni il 3 febbraio 1986.

 

EXPO MILANO 2015 | A spasso sul Decumano
Ho visitato l’EXPO a metà settembre. C’era già molta gente, ma il decumano era ancora percorribile senza dover fare lo slalom per evitare le persone che giravano tra i padiglioni. Già all’ingresso ho avuto l’impressione della grandiosità dell’evento. È stato fatto un lavoro enorme nel giro di pochi mesi ed è stato fatto benissimo. Passare tra i vari padiglioni, vedere i costumi, l’arte, l’artigianato di paesi lontani, sentire i profumi di prodotti a me sconosciuti, ascoltare le storie dei vari paesi è stato per me un arricchimento impagabile. Sin dal primo impatto con l’expo mi sono tornate in mente le critiche dei vari bastian contrari, sempre pronti a denigrare il lavoro e le decisioni degli organizzatori. Superato il difficile compito di neutralizzare la corruzione con l’allontanamento dei corrotti e corruttori, i preparativi sono andati avanti speditamente e in pochi mesi si è recuperato il tempo perduto negli anni precedenti. Anche i catastrofistici si sono dovuti ricredere e accettare l’evidenza dei fatti che sono li a testimoniare il grande lavoro svolto e la qualità di quanto è stato realizzato in tempi da record. Il numero dei visitatori, i loro commenti e l’entusiasmo della gente come il mio, smentiscono le pessimistiche previsioni di poche campane stonate. Attraversare il decumano osservando i vari padiglioni che ne fiancheggiano i due lati è stata un’esperienza entusiasmante. Ho visitato solo pochi padiglioni, perché c’erano molte code per entrare e mancava il tempo per vederne tanti, ma quelli che ho visitato mi hanno lasciato un ricordo indelebile. Terminare la visita nel Palazzo Italia è stata un’emozione che non riesco a descrivere, ma che resterà sempre nel mio cuore. Lasciando tanta bellezza, artistica e architettonica insieme, ti ritrovi davanti alla maestosità dell’albero della vita. Quando viene animato dalle luci, dai vari colori, dai zampilli dell’acqua che si alzano e si abbassano ritmati, cambiando continuamente colori con musiche appropriate, hai la sensazione di trovarti davanti a una cosa viva che si agita, si muove, si contorce, con ritmi entusiasmanti che ti riempiono l’anima e il tuo cuore gonfio di gratitudine verso coloro che hanno reso possibile tanta bellezza e ti rendono orgogliosa di essere italiana. Mariella


Quando riceverete questo notiziario la Pasqua sarà, probabilmente, appena trascorsa, ma l’agnello è ancora reperibile nei market e nelle macellerie. Vi proponiamo una ricetta semplice, dai sapori Sardi, con l’uso dei “nostri” carciofi spinosi. Buon Appetito! ( Ricetta tratta da ricettasardegna.it

AGNELLO CON CARCIOFI

INGREDIENTI

  • 800/1000 gr. circa di carne d’agnello (a pezzettoni)
  • 7 carciofi spinosi
  • 2 spicchi d’aglio
  • Prezzemolo fresco
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale

PREPARAZIONE
In un tegame capiente, fate scaldare qualche cucchiaiata di olio extravergine d’oliva e soffriggete l’ aglio a fuoco vivo. Dopo averlo fatto imbiondire eliminatelo e aggiungete i pezzettoni di agnello. Salate e rigirate il tutto, in modo che la carne si colori un po’. Proseguite la cottura a fuoco basso e il coperchio. Nel frattempo che la carne cuoce, pulite i carciofi, eliminando le foglie più dure e le punte, e tagliate ogni testa a fette grosse. Aggiungeteli alla carne, insieme a poco prezzemolo fresco tritato e ad altro sale q.b., quando questa sarà già a buon punto con la cottura (vedrete la carne cominciare a distaccarsi dall’osso), e cioè dopo almeno 25 minuti. Proseguite con la cottura per altri 15/20 minuti, finchè anche i carciofi saranno cotti.


La Primavera è arrivata, le notizie per prenotare la nave le avete avute. Si tratta ora di decidere cosa fare una volta arrivati nell’Isola. Qualcuno starà con i parenti, qualcun altro trascorrerà i suoi giorni in spiaggia, altri ancora si chiederanno se oltre al mare c’è all’interno o sulle coste qualcosa di meritevole da vedere. Bene, la risposta è SI! In Sardegna c’è molto da vedere. Bisogna però cercare queste meraviglie naturali ed archeologiche che la politica e gli stessi abitanti non hanno saputo ancora valorizzare pienamente. Il nostro mare è al contempo una risorsa ed una maledizione, è così bello che incanta. Ma nell’isola c’è ben altro da vedere. Oggi voglio indicare due meraviglie, una naturale e l’altra archeologica. Esse sono: 

PARCO NAZIONALE DELL'ASINARA

L'Asinara, per dimensioni la seconda isola sarda dopo Sant'Antioco, presenta una forma stretta, allungata in senso Nord-Sud con un andamento della linea - costa molto frastagliato, indice di una notevole varietà di habitat. L'isola presenta una situazione storica, ambientale e giuridica estremamente singolare. Sebbene i primi resti della presenza umana risalgano al neolitico, la natura si è potuta conservare grazie ad un susseguirsi di eventi che le fecero assumere il nome poco accattivante di Isola del Diavolo (….). Questo isolamento, durato oltre un secolo, ha provocato da un lato la nascita del fascino e del mistero dell'Isola e dall'altra l'indiretta conservazione di alcune aree integre e vergini, rendendola un patrimonio unico e di inestimabile valore a livello internazionale.  Si trova di fronte alla Punta di Capo Falcone, estremo lembo a nord-ovest della Sardegna, appena distanziata dalla piccola Isola Piana.
Fa parte del territorio del Comune di Porto Torres (comune.porto-torres.ss.it) La sua forma a lieve arco, chiude a nord-ovest il grande Golfo che da essa prende il nome. L’area marina del Parco, così come quella terrestre, è suddivisa in zone con un diverso grado di protezione ambientale: zona A, di riserva integrale; zona B, di riserva generale; zona C, di riserva parziale. Per le informazioni sulle visite scrivete alla mail: info.turistiche@comune.porto-torres.ss.it oppure telefonate al numero 079 504 8008.

L’isola dell’Asinara, parco nazionale. 


NURAGHE ARRUBBIU
Come si presenta oggi
Il più imponente complesso monumento megalitico fra tutti quelli presenti nell'Isola e fra i più importanti di tutto l'occidente europeo. Oggi il Nuraghe Arrubiu è divenuto un importante polo di attrazione turistica, dotato di infrastrutture ricettive e didattiche gestite tutto l'anno da una società giovanile (Is Janas A.r.l.) e costituisce un esempio di corretta fruizione di un bene culturale del territorio circostante. Il Nuraghe Arrubiu è una delle più importanti testimonianze della Preistoria sarda, è l'unico esempio di nuraghe pentalobato, ed originariamente sormontato da una torre alta oltre 20 metri. "Il Gigante rosso", il nuraghe Arrubiu, si erge maestoso sull'altopiano di "Su Pranu" con un bastione Pentalobato risalente al XVI secolo A.C., è circondato da un antemurale dotato di 12 torri ed occupa una superficie di 10.000 m², si trovano a Orroli (CA). Nelle campagne fuori dal paese c'è lui, il 'Gigante Rosso', il signore dei Nuraghi. Il colore arancio/rosso (arrubiu) gli viene dato dai licheni che crescono sulle pietre e che al tramonto gli conferiscono un alone fiabesco. Indirizzo: Loc. Nuraghe Arrubiu, Orroli CA Telefono: 0782 847269












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