ASSEMBLEA ANNUALE DEL CIRCOLO
RELAZIONE DEL PRESIDENTE
“Una squadra compatta per le sfide dell’anno nuovo”
Collocato nel terzo mese del terzo anno di attività del
Consiglio Direttivo in carica, questo mio intervento
introduttivo all’ultimo esercizio di mandato non può
prescindere dalla
preoccupazione emersa in
occasione dell’Assemblea
della Federazione tra le
Associazioni dei Sardi in
Italia (F.A.S.I.), svoltasi il
6 Marzo u.s. a Milano.
Quale sarà, cioè, il futuro di questi
organismi culturali (in
senso lato) formatisi in
copioso numero (oltre 60)
in tutto il nostro Paese?
A seguito della crisi finanziaria che negli anni scorsi
ha colpito, tra gli altri, gli enti locali ed anche la
Regione Sardegna, la quale si era lodevolmente
impegnata a favorire la nascita e lo svilupparsi di detti
organismi (chiamiamoli Circoli, come
prevalentemente si intestano), ed
proporzionalmente ridurre detti interventi di
sostegno, ragion per cui qualcuno dei Circoli
medesimi, forse meno organizzato, ha dovuto cessare
la propria operatività.
Noi bergamaschi (perlopiù di adozione) che
nell’industriosa, ma anche parsimoniosa, gente che
collabora con noi siamo sopravvissuti a qualche
“incidente” di percorso (la proverbiale litigiosità
campanilistica che spesso incrina la compattezza
originaria di quanti di noi discendiamo da lombi
isolani), qualche scivolone finanziario ( per iniziative promozionali poco intelligentemente programmate),
assicurando, nel quadro di un cambiamento
generazionale della nostra composizione sociale, l'obiettivo di riportarci a ridosso dei picchi numerici raggiunti nei nostri primi anni di vita associativa.
Ora non ci resta che trarre spunto dalla nostra esperienza per perseverare sulla strada che tine conto delle nostre capacità operative, ma contemporaneamente esprimere fiducia sui giovani, i quali, meglio di me sicuramente, e forse dei miei contemporanei, si sono aggiornati non solo sullo sviluppo tecnologico in atto in tutti i campi, ma anche sulle tendenze, mutate anche nelle nostra Regione di origine, che si vanno
manifestando.
A loro consegneremo, insieme alle informazioni
acquisite nel tempo, la fiducia sulla loro sensibilità e
sulla volontà di continuare il percorso da noi iniziato
per contribuire al necessario amalgama tra
tradizione bergamasca dove ci siamo introdotti e
l’eredità delle nostre radici isolane di cui siamo
orgogliosi.
Nel corrente anno comunque si è finora dato vita alla
tradizionale “Giornata della donna”, svoltasi
domenica scorsa nella deliziosa cornice di mezza montagna a Casale di Albino, e dal prossimo mese riprenderemo ad utilizzare, per simpatici incontri, la sala "Ruspini" confermataci di recente in uso gratuito dall'Amministrazione Comunale di Bergamo.
Più avanti potremmo essere impegnati nel trasloco
della nostra sede al nuovo recapito di Via Borgo
Palazzo che la medesima Amministrazione ci ha, solo
verbalmente per ora, comunicato in adesione alla
nostra richiesta di qualche mese fa.
A metà del prossimo mese di Aprile (e precisamente
nei giorni 16 e17) contiamo di realizzare un “Week
End” a Perugia ed Assisi, come primo esperimento di
un nuovo modo di stare insieme (come avrete visto
dalle relative comunicazioni scritte).
Cominceremo poi a prepararci per il Congresso
Nazionale, previsto a Cagliari per il prossimo mese di
Ottobre, e con i colleghi del Consiglio Direttivo
vedremo se riusciremo con le nostre forze ad
accompagnare la delegazione ufficiale composta di
quattro nominativi.
Per completare il programma restiamo anche in attesa
di vostre proposte e suggerimenti. Grazie
Mario Pomesano
Nel corso della discussione sono state suggerite alcune
idee meritevoli di essere segnalate, come la proposta di
utilizzare la promessa nuova
sede per incontri di vario tipo,
come ad esempio la
presentazione di libri (ed a tale
proposito è stato fatto anche il
nome di Michela Murgia, autrice
di diversi libri di successo, da “Il
mondo deve sapere” ad
“Accabadora”, premio campiello,
all’ultimo “Chirù ”. È stato proposto anche di
avviare una proficua
collaborazione con la vicina Confartigianato, sia per
l’uso eventuale di spazi per riunioni sia per un più mirato uso del laboratorio “Artilab”, gestito dai giovani
imprenditori artigiani, dove sarebbe forse possibile organizzare incontri e mostre delle opere e dei prodotti
di giovani artigiani sardi. È stata poi ventilata la possibilità di
legare all’Assemblea FASI di
Ottobre un viaggio collettivo per
poter godere del sole e del mare di
Sardegna, praticabili più che
degnamente soprattutto in una
località situata a sudest e dunque
protetta dal maestrale.
Infine una idea completamente
nuova, da parte di un giovane socio
del Circolo, e cioè strutturare un
progetto per una campagna (per
esempio tramite apposita cartellonistica) atta a
stimolare il rispetto e la pulizia della Sardegna da quanti
vi si recano coinvolgendo tutte le Associazioni ed i
circoli e, perché no, anche la Regione Sardegna.
Carissimi soci, da questo numero apriamo un angolo del nostro notiziario a figure che riteniamo esemplari,
degne di essere ricordate. Figure minori, che non finiranno mai sui libri di scuola ma che per qualcuno di noi
sono state molto importanti. Segnalatecele e dateci le informazioni relative, sarà nostra cura redigere e
pubblicare un breve testo di ricordo. (Guido Corda)
Cominciamo oggi con Giovanni Zurru,
sardo di Gonnosfanadiga, carabiniere che
nell’Agosto del 1944 fu internato a
Hozkirchen per oltre nove mesi. La sua
colpa? Aver fatto il proprio dovere in tempi
difficili, aver cercato di tener fede al motto
dell’Arma, “Nei secoli fedele”, ed al
giuramento fatto di servire la patria. Poi dal
lager è scappato ed ha ripreso il suo
servizio.
“Fare il proprio dovere”: Frase facile da
dire, più difficile da attuare nel quotidiano,
soprattutto negli anni terribili del ’40, nel pieno di una guerra civile, (dove il ”dovere”
non era da tutti ugualmente inteso ma non è
questa la sede per discriminare), che stava
spingendo in armi anche ragazzini appena
usciti dalla fanciullezza, rischiando di
provocare in loro traumi che li avrebbero
inevitabilmente segnati per tutta la vita.
Giovanni Zurru ha poi ripreso il suo
servizio nell’Arma fino al grado di
Maresciallo Maggiore Comandante nella
stazione di Bergamo.
Si è spento infine serenamente nella sua
casa a 85 anni il 3 febbraio 1986.
EXPO MILANO 2015 | A spasso sul Decumano
Ho visitato l’EXPO a metà settembre. C’era già molta
gente, ma il decumano era ancora percorribile senza
dover fare lo slalom per evitare le persone che giravano
tra i padiglioni.
Già all’ingresso ho avuto l’impressione della grandiosità
dell’evento. È stato fatto un lavoro enorme nel giro di
pochi mesi ed è stato fatto benissimo. Passare tra i vari
padiglioni, vedere i costumi, l’arte, l’artigianato di paesi
lontani, sentire i profumi di prodotti a me sconosciuti,
ascoltare le storie dei vari paesi è stato per me un
arricchimento impagabile.
Sin dal primo impatto con l’expo mi sono tornate in
mente le critiche dei vari bastian contrari, sempre
pronti a denigrare il lavoro e le decisioni degli
organizzatori. Superato il difficile compito di
neutralizzare la corruzione con l’allontanamento dei
corrotti e corruttori, i preparativi sono andati avanti
speditamente e in pochi mesi si è recuperato il tempo
perduto negli anni precedenti. Anche i catastrofistici si
sono dovuti ricredere e accettare l’evidenza dei fatti
che sono li a testimoniare il grande lavoro svolto e la
qualità di quanto è stato realizzato in tempi da record.
Il numero dei visitatori, i loro commenti e l’entusiasmo
della gente come il mio, smentiscono le pessimistiche
previsioni di poche campane stonate.
Attraversare il decumano osservando i vari padiglioni
che ne fiancheggiano i due lati è stata un’esperienza entusiasmante. Ho visitato solo pochi padiglioni, perché
c’erano molte code per entrare e mancava il tempo per
vederne tanti, ma quelli che ho visitato mi hanno
lasciato un ricordo indelebile.
Terminare la visita nel Palazzo Italia è stata
un’emozione che non riesco a descrivere, ma che
resterà sempre nel mio cuore. Lasciando tanta bellezza,
artistica e architettonica insieme, ti ritrovi davanti alla
maestosità dell’albero della vita. Quando viene animato
dalle luci, dai vari colori, dai zampilli dell’acqua che si
alzano e si abbassano ritmati, cambiando
continuamente colori con musiche appropriate, hai la
sensazione di trovarti davanti a una cosa viva che si
agita, si muove, si contorce, con ritmi entusiasmanti che
ti riempiono l’anima e il tuo cuore gonfio di gratitudine
verso coloro che hanno reso possibile tanta bellezza e ti
rendono orgogliosa di essere italiana.
Mariella
AGNELLO CON CARCIOFI
INGREDIENTI
- 800/1000 gr. circa di carne d’agnello (a pezzettoni)
- 7 carciofi spinosi
- 2 spicchi d’aglio
- Prezzemolo fresco
- Olio extravergine d’oliva
- Sale
PREPARAZIONE
In un tegame capiente, fate scaldare qualche
cucchiaiata di olio extravergine d’oliva e soffriggete l’
aglio a fuoco vivo. Dopo averlo fatto imbiondire
eliminatelo e aggiungete i pezzettoni di agnello. Salate
e rigirate il tutto, in modo che la carne si colori un
po’. Proseguite la cottura a fuoco basso e il
coperchio. Nel frattempo che la carne cuoce, pulite i
carciofi, eliminando le foglie più dure e le punte, e
tagliate ogni testa a fette grosse. Aggiungeteli alla
carne, insieme a poco prezzemolo fresco tritato e ad
altro sale q.b., quando questa sarà già a buon punto
con la cottura (vedrete la carne cominciare a
distaccarsi dall’osso), e cioè dopo almeno 25
minuti. Proseguite con la cottura per altri 15/20
minuti, finchè anche i carciofi saranno cotti.
La Primavera è arrivata, le notizie per prenotare la nave le avete avute. Si tratta ora di decidere cosa fare una volta arrivati nell’Isola.
Qualcuno starà con i parenti, qualcun altro trascorrerà i suoi giorni in spiaggia, altri ancora si chiederanno se oltre al mare c’è
all’interno o sulle coste qualcosa di meritevole da vedere. Bene, la risposta è SI! In Sardegna c’è molto da vedere. Bisogna però
cercare queste meraviglie naturali ed archeologiche che la politica e gli stessi abitanti non hanno saputo ancora valorizzare
pienamente. Il nostro mare è al contempo una risorsa ed una maledizione, è così bello che incanta. Ma nell’isola c’è ben altro da
vedere. Oggi voglio indicare due meraviglie, una naturale e l’altra archeologica. Esse sono:
PARCO NAZIONALE DELL'ASINARA
L'Asinara, per dimensioni la seconda isola sarda dopo Sant'Antioco, presenta una forma stretta, allungata in senso Nord-Sud con un andamento della linea - costa molto frastagliato, indice di una notevole varietà di habitat. L'isola presenta una situazione storica, ambientale e giuridica estremamente singolare. Sebbene i primi resti della presenza umana risalgano al neolitico, la natura si è potuta conservare grazie ad un susseguirsi di eventi che le fecero assumere il nome poco accattivante di Isola del Diavolo (….). Questo isolamento, durato oltre un secolo, ha provocato da un lato la nascita del fascino e del mistero dell'Isola e dall'altra l'indiretta conservazione di alcune aree integre e vergini, rendendola un patrimonio unico e di inestimabile valore a livello internazionale. Si trova di fronte alla Punta di Capo Falcone, estremo lembo a nord-ovest della Sardegna, appena distanziata dalla piccola Isola Piana.
Fa parte del territorio del Comune di Porto Torres
(comune.porto-torres.ss.it)
La sua forma a lieve arco, chiude a nord-ovest il
grande Golfo che da essa prende il nome.
L’area marina del Parco, così come quella
terrestre, è suddivisa in zone con un diverso grado
di protezione ambientale: zona A, di riserva
integrale; zona B, di riserva generale; zona C, di
riserva parziale.
Per le informazioni sulle visite scrivete alla mail:
info.turistiche@comune.porto-torres.ss.it
oppure telefonate al numero 079 504 8008.
NURAGHE ARRUBBIU
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