NOTIZIARIO N. 57 | GIUGNO 2016

INTERVISTA AL PRESIDENTE

A questo punto del terzo anno di Mario Pomesano quale Presidente, abbiamo pensato che fosse doveroso fare il punto sul Circolo e sul mondo della emigrazione con una intervista, allo scopo di avere una visione chiara del Circolo e delle sue iniziative, ed anche per sapere qualcosa di più su cosa si muove a livello di Federazione e di Regione Sardegna. È inoltre utile ricordare che Mario, che già ricopre la carica di Presidente Onorario del Circolo stesso, ha annunciato da tempo che non potrà più essere disponibile per il ruolo attualmente ricoperto. Egli auspica dunque che i giovani soci trenta\quarantenni (possibilmente Sardi, nativi o di prima o seconda generazione aggiungo) sappiano farsi avanti per assumere quegli incarichi e quelle responsabilità fino ad ora gestite dalla generazione precedente che naturalmente non farà mancare il proprio prezioso supporto di conoscenze ed esperienze che andranno doverosamente riversate sui nuovi responsabili. (G. C.)

Qual è lo stato di salute del Circolo?
Come numero di soci il Circolo sta bene. Esiste però il problema della funzionalità del Circolo stesso, che avrebbe bisogno di una più puntuale collaborazione dei soci giovani in particolare inevitabilmente destinati a reggere domani le sorti del Circolo. Peraltro questo problema è sentito anche da altri Circoli, sarà dunque opportuno trovare una soluzione, necessaria al rilancio dell’operatività degli stessi, anche coinvolgendo in questo processo gli organismi regionali.

Quanti associati abbiamo in questo 2016?
Ad oggi contiamo su più di trecento soci regolarmente iscritti

Quanti di questi sono Sardi nativi o di prima e seconda generazione? E quanti sono invece i Bergamaschi innamorati della Sardegna?
Non conosco ancora i numeri esatti. Siamo ancora in fase di elaborazione dei dati, anche perché è la stessa Regione Sardegna a chiederceli

Da qualche tempo si parla di spostarci in una nuova sede. È stata individuata? E se sì, dove? 
Alla nostra domanda di avere una sede più consona, il Comune ha risposto positivamente, offrendoci alcuni locali in Borgo Palazzo. Sarà nostra cura verificare la piena rispondenza alle nostre necessità dei locali offertici. 

L’Assessore al Lavoro della Regione Sardegna, competente per l’emigrazione, ha dichiarato: “la legge che governa il mondo dell’emigrazione, approvata 25 anni fa, sarà modificata e adeguata alle nuove esigenze delle federazioni e dei circoli degli emigrati” (…). Le risorse assegnate nell’ultima finanziaria ammontano a 2,4 milioni di euro” (…) (vedi l’articolo completo nella pagina successiva). Cosa pensi di questi nuovi intendimenti dei politici che governano la Regione?
Condivido il parere espresso in tutte le sedi assembleari dei Circoli affinché venga rivista l’impostazione collaborativa tra la Regione Sardegna ed i Circoli medesimi, al fine di dare risposte puntuali alle esigenze dei singoli Sardi che continuano a cercare altrove la propria realizzazione.

Sulla base delle decisioni prese nella scorsa Assemblea, quali sono le iniziative che il Circolo sta portando avanti?
Parallelamente alle iniziative relative alle proprie radici ed alla propria cultura, abbiamo preso contatto con la Confartigianato, una delle realtà imprenditoriali più importanti della Provincia bergamasca, ai fini di realizzare in collaborazione una manifestazione espositiva di alcuni dei prodotti tipici tradizionali dell’Isola. I nostri intendimenti sono quelli di portare a Bergamo l’arte orafa e la tessitura, ed anche la oggettistica tipica Sarda. Da segnalare che all’interno della Confartigianato il nostro interlocutore è la sezione dei giovani artigiani, che metterebbero a disposizione dell’iniziativa la sede dell’ARTILAB in via Borgo Palazzo. Questa iniziativa ci sembra in linea con quanto auspicato dall’Assessore Virginia Mura: “gli emigrati rappresentano una grande risorsa da sfruttare per favorire l’imprenditoria sarda fuori dai confini regionali” (vedi il succitato articolo).

Qual è lo stato di salute della FASI?
La FASI (Federazione Associazioni Sardi in Italia) rappresenta le diverse situazioni che vivono i Sardi lontano dall’Isola. Le varie situazioni sono spesso diverse tra loro, anche se vi sono dei punti in comune, per esempio l’impegno dei giovani nella vita dei Circoli, problema abbastanza diffuso. La FASI si trova dunque in un momento cruciale della sua esistenza, dovendo gestire queste problematiche locali e nel contempo gestire i rapporti politico/operativi con la Regione Sardegna.

Quest’anno non si è fatto niente per “Sa die de sa Sardigna”, esistono forse problemi a livello di zona?
No, nessun problema. In realtà la FASI ha accantonato per questo 2016 la manifestazione di Aprile puntando invece sul Congresso Nazionale che si terrà a Cagliari nel mese di Novembre. A questo Congresso sono invitati tutti i Sardi della diaspora che sono soci dei Circoli. in questo Congresso verrà anche fatto il punto sul confronto in atto con la Regione Sardegna (vedi articolo citato). Dopo l’esperienza del 2015 a Trieste per ricordare i nostri combattenti (in primis quelli della Brigata Sassari, ma non solo loro) caduti nella Grande Guerra, è giusto chiamare i soci ad un momento di riflessione su noi stessi e sul nostro ruolo.

Questo è il tuo terzo anno di presidenza. A Marzo 2017 ci sarà il rinnovo delle cariche…..
Spero che questa sia la buona occasione affinché i giovani Sardi bergamaschi sappiano mettersi in gioco e prendere la guida del nostro cammino.  

(intervista a cura di Guido Corda)


VALORIZZARE I CIRCOLI COME RISORSA PER LA SARDEGNA
"Stiamo lavorando a un testo organico che tenga conto del mutamento dei tempi – ha detto l’esponente della Giunta Pigliaru – la legge che governa il mondo dell’emigrazione, approvata 25 anni fa, sarà modificata e adeguata alle nuove esigenze delle federazioni e dei circoli degli emigrati. Abbiamo aperto un confronto con la Consulta, l’obiettivo è arrivare al traguardo attraverso un percorso di ampia condivisione". In attesa della nuova legge, la Giunta ha intanto approvato il Piano triennale per l’emigrazione 2016-2018. Le risorse assegnate nell’ultima finanziaria ammontano a 2,4 milioni di euro, 119 i circoli beneficiari. "Puntiamo a incentivare la presenza di giovani nei circoli in modo da consentire un ricambio generazionale – ha detto Virginia Mura – gli emigrati rappresentano una grande risorsa da sfruttare per favorire l’imprenditoria sarda fuori dai confini regionali e attrarre investimenti verso la nostra Isola".
Per rendere più efficace il sistema di comunicazione tra il mondo dell’emigrazione e la Regione Sardegna, l’assessorato scommette sull’innovazione tecnologica: "Abbiamo bisogno di comunicazioni rapide – ha sottolineato l’assessore – vogliamo dotare i Circoli di una rete informatica che consenta di dialogare in modo più semplice con le istituzioni regionali. Pensiamo, inoltre, ad un sistema di rendicontazione telematica che renda più facili le procedure di erogazione dei contributi". Tra gli obiettivi del Piano, anche l’incentivazione di progetti per l’inserimento di emigrati sardi nel tessuto lavorativo dei paesi ospitanti e il reperimento di fonti di finanziamento diverse da quelle regionali. "Tutte queste iniziative – ha concluso Mura – mirano a dare nuova linfa ai Circoli degli emigrati. Vogliamo aiutare le realtà in difficoltà e, allo stesso tempo, premiare quelle più attive".

(da Tottus in Pari – numero 624)

Notiziario redatto a cura di Guido Corda. Per richieste o collaborazioni scrivete all’indirizzo e-mail gucord@tin.ito.


FORSE NON TUTTI SANNO CHE.....

La nostra Isola, seconda regione insulare d’Italia, è a sua volta suddivisa in più “Regioni” storiche e culturali. Ci sono dunque tre Campidani, quattro Barbagie (anche se localmente si parla anche di barbagia di Bitti, di Lula etc… ogni paese ha la sua barbagia!), la regione delle Baronie, l’Ogliastra dei centenari e dello stupendo mare per appassionati di trekking (cercate “selvaggio blu” o “le spiagge di Baunei” su internet). La zona vicina a Porto Torres è la Romangia, l’Asinara è parte della Nurra, nel Montiferru si trovano i Menhir più grandi e le pietre che galleggiano, e poi le acque delle Siete Fuentes di San Leonardo. Nel Sulcis-Iglesiente si trovano le miniere abbandonate e trasformate in parchi minerari, il Sardus Pater, le necropoli di 4.000 anni fa e le foreste piene di cervi sardi. Infine ricordo il Parteolla e la Marmilla, zone vinicole di antica tradizione (ma il vino buono in Sardegna lo si trova dappertutto). Qui mi fermo, non dimenticando però Cabras, vicino ad Oristano, i suoi stagni ed i suoi Giganti. Fateci un salto, visitate il museo e mangiate i cefali che a volte vengono arrostiti per strada. Non ve ne pentirete!



Carissimi soci, dallo scorso numero 56 abbiamo aperto un angolo del nostro notiziario a figure che riteniamo esemplari, degne di essere ricordate. Figure minori, che non finiranno mai sui libri di scuola ma che per qualcuno di noi sono state molto importanti. Segnalatecele e dateci le informazioni relative, sarà nostra cura redigere e pubblicare un breve testo di ricordo. (Guido Corda)

 

ESTATE IN SARDEGNA
COSA FARE SE PIOVE, SE MI SCOTTO O PIÙ SEMPLICEMENTE SONO PRESO DALLA CURIOSITÀ DI SAPERNE DI PIÙ DI QUEST'ISOLA CHE HA SI UN MARE STUPENDO, MA ANCHE UN INTERNO CHE MERITA DI ESSERE CONOSCIUTO
Capitolo 1
VOGLIAMO DARVI ALCUNI CONSIGLI SU DOVE ANDARE. (Voi tenete sempre d’occhio la cartina)
Se arrivate a Porto Torres, anche se dovete poi girare a sinistra sulla litoranea per andare verso l’Anglona o la Gallura (vedi), dedicate un'ora per vedere quello che forse è il monumento più antico della Sardegna. Non pensate alla piramide di Zoser, ma ad un altare a gradoni di dimensioni enormi con tutto un corredo di megaliti misteriosi: la Ziggurat di Monte d’Accoddi ed una cooperativa che gestisce il sito che vi introdurrà al mistero del monumento.

Per arrivarci, prendete la strada statale 131, verso Sassari e Cagliari, la cosiddetta “Carlo Felice”. Usciti da Porto torres, dopo 5 km circa, ad una piccola rotonda troverete un cartello indicatore (piccolo, purtroppo) che vi instraderà sulla destra dove percorsa una breve strada bianca ma ben tenuta, arriverete al sito dove verrete accolti dai giovani della cooperativa. Andateci e non ve ne pentirete. 


Poi, se vi si è risvegliato un poco di spirito d’avventura, tirate dritti, verso il Meilogu. Regione nota anche come la ”Valle dei Nuraghi”. Sulla strada troverete due indicazioni, una per andare alla Basilica di Saccargia, con la sua struttura romanica ed i suoi affreschi stupendi….

E poi per andare….

Alla Reggia nuragica di Torralba

Poi indirizzatevi pure alla vostra meta. Se vi si è accesa un poco di curiosità, sappiate che ovunque andiate ci sono cose straordinarie da vedere! 
Se invece alloggiate in qualche struttura del Golfo di Orosei, sappiate che nel territorio di ORUNE, paese all’interno della costa, nella Barbagia di Nuoro, abitato da gente fiera ed ospitale, relativamente vicina a Nuoro, si trova il tempio dedicato al culto delle acque di Su Tempiesu.

La gradinata che porta all’acqua oggetto del culto 

"È un monumento nuragico risalente all'Età del bronzo. Destinato al culto delle acque, fu edificato nel II millennio a.C., si presume nel XIII secolo a.C. Intorno al IX secolo a.C. fu sepolto da una frana che distrusse la parte superiore e seppellì il resto” (Wikipedia). Peccato non potervi mostrare di più di questo monumento, secondo, forse solo al pozzo sacro di Santa Cristina. Ma di questo vi parlerò un’altra volta! DIVERTITEVI! ( e guardatevi intorno!!) 

 

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