INTERVISTA AL PRESIDENTE
A questo punto del terzo anno di Mario Pomesano quale Presidente, abbiamo pensato che fosse doveroso fare il punto sul Circolo e
sul mondo della emigrazione con una intervista, allo scopo di avere una visione chiara del Circolo e delle sue iniziative, ed anche
per sapere qualcosa di più su cosa si muove a livello di Federazione e di Regione Sardegna.
È inoltre utile ricordare che Mario, che già ricopre la carica di Presidente Onorario del Circolo stesso, ha annunciato da tempo che
non potrà più essere disponibile per il ruolo attualmente ricoperto. Egli auspica dunque che i giovani soci trenta\quarantenni
(possibilmente Sardi, nativi o di prima o seconda generazione aggiungo) sappiano farsi avanti per assumere quegli incarichi e
quelle responsabilità fino ad ora gestite dalla generazione precedente che naturalmente non farà mancare il proprio prezioso
supporto di conoscenze ed esperienze che andranno doverosamente riversate sui nuovi responsabili. (G. C.)
Qual è lo stato di salute del Circolo?
Come numero di soci il Circolo sta bene.
Esiste però il problema della funzionalità del
Circolo stesso, che avrebbe bisogno di una più
puntuale collaborazione dei soci giovani in
particolare inevitabilmente destinati a reggere
domani le sorti del Circolo. Peraltro questo
problema è sentito anche da altri Circoli, sarà
dunque opportuno trovare una soluzione,
necessaria al rilancio dell’operatività degli
stessi, anche coinvolgendo in questo processo
gli organismi regionali.
Quanti associati abbiamo in questo 2016?
Ad oggi contiamo su più di trecento soci
regolarmente iscritti
Quanti di questi sono Sardi nativi o di prima e seconda
generazione? E quanti sono invece i Bergamaschi
innamorati della Sardegna?
Non conosco ancora i numeri esatti. Siamo
ancora in fase di elaborazione dei dati, anche
perché è la stessa Regione Sardegna a
chiederceli
Da qualche tempo si parla di spostarci in una nuova
sede. È stata individuata? E se sì, dove?
Alla nostra domanda di avere una sede più
consona, il Comune ha risposto positivamente,
offrendoci alcuni locali in Borgo Palazzo. Sarà
nostra cura verificare la piena rispondenza
alle nostre necessità dei locali offertici.
L’Assessore al Lavoro della Regione Sardegna,
competente per l’emigrazione, ha dichiarato: “la
legge che governa il mondo dell’emigrazione,
approvata 25 anni fa, sarà modificata e adeguata
alle nuove esigenze delle federazioni e dei circoli
degli emigrati” (…). Le risorse assegnate
nell’ultima finanziaria ammontano a 2,4 milioni
di euro” (…) (vedi l’articolo completo nella
pagina successiva). Cosa pensi di questi nuovi
intendimenti dei politici che governano la
Regione?
Condivido il parere espresso in tutte le sedi
assembleari dei Circoli affinché venga rivista
l’impostazione collaborativa tra la Regione
Sardegna ed i Circoli medesimi, al fine di dare
risposte puntuali alle esigenze dei singoli Sardi
che continuano a cercare altrove la propria
realizzazione.
Sulla base delle decisioni prese nella scorsa
Assemblea, quali sono le iniziative che il Circolo
sta portando avanti?
Parallelamente alle iniziative relative alle
proprie radici ed alla propria cultura,
abbiamo preso contatto con la
Confartigianato, una delle realtà
imprenditoriali più importanti della Provincia
bergamasca, ai fini di realizzare in
collaborazione una manifestazione espositiva
di alcuni dei prodotti tipici tradizionali
dell’Isola. I nostri intendimenti sono quelli di portare a Bergamo l’arte orafa e la tessitura,
ed anche la oggettistica tipica Sarda.
Da segnalare che all’interno della
Confartigianato il nostro interlocutore è la
sezione dei giovani artigiani, che metterebbero
a disposizione dell’iniziativa la sede
dell’ARTILAB in via Borgo Palazzo. Questa
iniziativa ci sembra in linea con quanto
auspicato dall’Assessore Virginia Mura: “gli
emigrati rappresentano una grande risorsa da
sfruttare per favorire l’imprenditoria sarda fuori
dai confini regionali” (vedi il succitato articolo).
Qual è lo stato di salute della FASI?
La FASI (Federazione Associazioni Sardi
in Italia) rappresenta le diverse situazioni che
vivono i Sardi lontano dall’Isola. Le varie
situazioni sono spesso diverse tra loro, anche
se vi sono dei punti in comune, per esempio
l’impegno dei giovani nella vita dei Circoli,
problema abbastanza diffuso.
La FASI si trova dunque in un momento
cruciale della sua esistenza, dovendo gestire
queste problematiche locali e nel contempo
gestire i rapporti politico/operativi con la
Regione Sardegna.
Quest’anno non si è fatto niente per “Sa die de sa
Sardigna”, esistono forse problemi a livello di zona?
No, nessun problema. In realtà la FASI ha
accantonato per questo 2016 la manifestazione
di Aprile puntando invece sul Congresso
Nazionale che si terrà a Cagliari nel mese di
Novembre. A questo Congresso sono invitati
tutti i Sardi della diaspora che sono soci dei
Circoli. in questo Congresso verrà anche fatto
il punto sul confronto in atto con la Regione
Sardegna (vedi articolo citato).
Dopo l’esperienza del 2015 a Trieste per
ricordare i nostri combattenti (in primis quelli
della Brigata Sassari, ma non solo loro) caduti
nella Grande Guerra, è giusto chiamare i soci
ad un momento di riflessione su noi stessi e sul
nostro ruolo.
Questo è il tuo terzo anno di presidenza. A Marzo 2017
ci sarà il rinnovo delle cariche…..
Spero che questa sia la buona occasione
affinché i giovani Sardi bergamaschi sappiano
mettersi in gioco e prendere la guida del nostro
cammino.
(intervista a cura di Guido Corda)
VALORIZZARE I CIRCOLI COME RISORSA PER LA SARDEGNA
"Stiamo lavorando a un testo organico che
tenga conto del mutamento dei tempi – ha
detto l’esponente della Giunta Pigliaru –
la legge che governa il mondo
dell’emigrazione, approvata 25 anni fa,
sarà modificata e adeguata alle nuove
esigenze delle federazioni e dei circoli degli
emigrati. Abbiamo aperto un confronto con
la Consulta, l’obiettivo è arrivare al
traguardo attraverso un percorso di ampia
condivisione". In attesa della nuova legge,
la Giunta ha intanto approvato il Piano
triennale per l’emigrazione 2016-2018. Le
risorse assegnate nell’ultima finanziaria
ammontano a 2,4 milioni di euro, 119 i
circoli beneficiari. "Puntiamo a incentivare
la presenza di giovani nei circoli in modo da
consentire un ricambio generazionale – ha
detto Virginia Mura – gli emigrati rappresentano una grande risorsa da sfruttare per favorire l’imprenditoria sarda
fuori dai confini regionali e attrarre investimenti verso la nostra Isola".
Per rendere più efficace il sistema di
comunicazione tra il mondo dell’emigrazione e la Regione Sardegna, l’assessorato scommette sull’innovazione
tecnologica: "Abbiamo bisogno di comunicazioni rapide – ha sottolineato l’assessore – vogliamo dotare i Circoli di
una rete informatica che consenta di dialogare in modo più semplice con le istituzioni regionali. Pensiamo, inoltre,
ad un sistema di rendicontazione telematica che renda più facili le procedure di erogazione dei contributi". Tra gli
obiettivi del Piano, anche l’incentivazione di progetti per l’inserimento di emigrati sardi nel tessuto lavorativo dei
paesi ospitanti e il reperimento di fonti di finanziamento diverse da quelle regionali. "Tutte queste iniziative – ha
concluso Mura – mirano a dare nuova linfa ai Circoli degli emigrati. Vogliamo aiutare le realtà in difficoltà e, allo
stesso tempo, premiare quelle più attive".
(da Tottus in Pari – numero 624)
Notiziario redatto a cura di Guido Corda. Per richieste o collaborazioni scrivete all’indirizzo e-mail gucord@tin.ito.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE.....
La nostra Isola, seconda regione insulare d’Italia, è a sua volta
suddivisa in più “Regioni” storiche e culturali.
Ci sono dunque tre Campidani, quattro Barbagie (anche se
localmente si parla anche di barbagia di Bitti, di Lula etc… ogni paese ha la sua barbagia!), la
regione delle Baronie,
l’Ogliastra dei centenari e dello
stupendo mare per appassionati
di trekking (cercate “selvaggio
blu” o “le spiagge di Baunei” su
internet).
La zona vicina a Porto Torres è
la Romangia, l’Asinara è parte
della Nurra, nel Montiferru si
trovano i Menhir più grandi e le
pietre che galleggiano, e poi le
acque delle Siete Fuentes di San
Leonardo.
Nel Sulcis-Iglesiente si trovano
le miniere abbandonate e
trasformate in parchi minerari,
il Sardus Pater, le necropoli di
4.000 anni fa e le foreste piene
di cervi sardi.
Infine ricordo il Parteolla e la
Marmilla, zone vinicole di
antica tradizione (ma il vino
buono in Sardegna lo si trova
dappertutto).
Qui mi fermo, non
dimenticando però Cabras,
vicino ad Oristano, i suoi stagni
ed i suoi Giganti. Fateci un
salto, visitate il museo e
mangiate i cefali che a volte
vengono arrostiti per strada.
Non ve ne pentirete!

Carissimi soci, dallo scorso numero 56 abbiamo aperto un angolo del nostro notiziario a figure che riteniamo
esemplari, degne di essere ricordate. Figure minori, che non finiranno mai sui libri di scuola ma che per
qualcuno di noi sono state molto importanti. Segnalatecele e dateci le informazioni relative, sarà nostra cura
redigere e pubblicare un breve testo di ricordo. (Guido Corda)

ESTATE IN SARDEGNA
COSA FARE SE PIOVE, SE MI SCOTTO O PIÙ SEMPLICEMENTE SONO PRESO DALLA CURIOSITÀ DI SAPERNE DI PIÙ DI QUEST'ISOLA CHE HA SI UN MARE STUPENDO, MA ANCHE UN INTERNO CHE MERITA DI ESSERE CONOSCIUTO
Capitolo 1
VOGLIAMO DARVI ALCUNI CONSIGLI SU DOVE
ANDARE. (Voi tenete sempre d’occhio la cartina)
Se arrivate a Porto Torres, anche se dovete poi
girare a sinistra sulla litoranea per andare verso
l’Anglona o la Gallura (vedi), dedicate un'ora per vedere
quello che forse è il monumento più antico della
Sardegna. Non pensate alla piramide di Zoser, ma ad
un altare a gradoni di dimensioni enormi con tutto un
corredo di megaliti misteriosi: la Ziggurat di Monte d’Accoddi ed una cooperativa che gestisce il sito che vi introdurrà
al mistero del monumento.
Per arrivarci, prendete la strada statale 131, verso Sassari e Cagliari, la cosiddetta “Carlo Felice”. Usciti da
Porto torres, dopo 5 km circa, ad una piccola rotonda
troverete un cartello indicatore (piccolo, purtroppo) che
vi instraderà sulla destra dove percorsa una breve
strada bianca ma ben tenuta, arriverete al sito dove
verrete accolti dai giovani della cooperativa.
Andateci e non ve ne pentirete.
Poi, se vi si è risvegliato un poco di spirito
d’avventura, tirate dritti, verso il Meilogu. Regione nota
anche come la ”Valle dei Nuraghi”. Sulla strada troverete due indicazioni, una per andare
alla Basilica di Saccargia, con la sua struttura romanica ed i suoi affreschi
stupendi….
E poi per andare….
Alla Reggia nuragica di Torralba
 |
| Una delle gallerie all'interno della reggia nuragica di Santu Antine |
Poi indirizzatevi pure alla vostra meta. Se vi si è accesa
un poco di curiosità, sappiate che ovunque andiate ci
sono cose straordinarie da vedere!
Se invece alloggiate in qualche struttura del Golfo di
Orosei, sappiate che nel territorio di ORUNE, paese
all’interno della costa, nella Barbagia di Nuoro, abitato
da gente fiera ed ospitale, relativamente vicina a
Nuoro, si trova il tempio dedicato al culto delle acque di
Su Tempiesu.
 |
| La gradinata che porta all’acqua oggetto del culto |
"È un monumento nuragico risalente all'Età del bronzo.
Destinato al culto delle acque, fu edificato nel II millennio a.C., si presume nel XIII secolo a.C. Intorno
al IX secolo a.C. fu sepolto da una frana che distrusse la
parte superiore e seppellì il resto” (Wikipedia).
Peccato non potervi mostrare di più di questo
monumento, secondo, forse solo al pozzo sacro di Santa
Cristina. Ma di questo vi parlerò un’altra volta!
DIVERTITEVI! ( e guardatevi intorno!!)