ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL 30 SETTEMBRE
Relazione di apertura del Presidente
Cari soci del Circolo “Maria Carta” di Bergamo, ci ritroviamo oggi riuniti in una sede inconsueta, ma prestigiosa, ed approfitto quindi per ringraziare nuovamente il Dottor Stefano Maroni direttore di Confartigianato imprese di Bergamo per tale cortese disponibilità.
Ci troviamo qui per un adempimento importante quale è la designazione dei componenti la delegazione del Circolo al
sesto congresso nazionale della FASI, che questa volta viene convocato nel capoluogo della regione dalla quale gli
iscritti originari al circolo medesimo provengono al fine di riesaminare assieme a quella amministrazione le ragioni di
una collaborazione che data da molti anni.
Tale decisione prende le mosse da fatti oggettivi e di circostanze dovute al passare del tempo.
Tra i fatti cui mi riferisco va citato innanzitutto la lenta riduzione nel tempo dell’impegno finanziario che
l’amministrazione regionale sarda si è indotta a praticare anche a motivo della crisi economica attraversata dal
nostro Paese, parallelamente a quella del continente europeo ed in conseguenza della evoluzione mondiale a seguito
dell’attentato alle torri gemelle di New York.
Se teniamo presente che in questo lasso di tempo l’Europa, ed in particolare l’Italia ha vissuto e sta continuando a
vivere le conseguenze della immigrazione di milioni di persone dall’Africa, e da qualche tempo dall’Asia così che una
potenza come la Gran Bretagna è uscita dalla Comunità Europea e molti altri Paesi stentano a restarvi ci rendiamo
conto di come la riduzione degli aiuti esterni ha portato i nostri Circoli a preoccuparsi ad un autonomo
approvvigionamento di risorse. Da qui è nato l’impegno alla bigliettazione per i soci per il trasporto marittimo e, per i Circoli più organizzati, al
diretto approvvigionamento di prodotti tipici della Sardegna.
Anche il nostro Circolo ha dovuto adeguarsi, malgrado il ricambio nominativo dei propri organi di rappresentanza
l’abbia costretto a ricorrere all’acquisizione di collaborazioni esterne, per fortuna molto positive quali sono quelle di
Gianfranco Cabras per i compiti di segreteria e quella di Guido Corda per il coordinamento e la redazione del
notiziario.
E siamo arrivati proprio in questi giorni ad un evento per il quale ci siamo molto impegnati in passato, qual è il
sospirato trasferimento della sede da quella angusta e poco servita attuale a quella che il Comune di Bergamo ci ha
messo a disposizione in Via Borgo Palazzo dove in passato venivano svolti alcuni servizi di propria competenza.
Era necessario questa veloce premessa per far conoscere ai soci come si è arrivati all’odierno incontro, preceduto da
una lunga preparazione degli organi centrali e periferici della FASI, ai quali noi siamo sempre stati presenti.
Ma di recente è stato possibile avere copia del testo delle norme regolamentari del congresso, in base alle quali anche
il nostro Circolo sarà rappresentato dal Presidente e da tre delegati votati per il settore giovanile, per il settore
femminile (in questi due settori la scelta viene compiuta da giovani fino a un massimo di 35anni nel primo caso, e da
sole donne per il secondo caso) mentre alla scelta del terzo delegato la competenza si allarga a tutti i soci.
Il Consiglio Direttivo nella sua ultima riunione ha cercato con una certa fatica di formulare proposte operative per
l’Assemblea, basate sugli effettivi impegni svolti in questo arco di tempo dagli attuali Organi Rappresentativi.
In base a tali criteri l’unica persona avente titolo di concorrere e che avanza la sua candidatura per il settore
giovanile è il membro del Consiglio Direttivo Gianluca Fodde, l’unica altrettanto impegnata in organi istituzionali è
Margherita Battino, membro del Collegio dei Revisori dei Conti. Per la persona da eleggere dall’intera Assemblea era
stata formulata la proposta per l’Avvocato Ricardo Lena, già Vice Presidente del Circolo ed attualmente impegnato
per la realizzazione (tra un mese circa) dell’iniziativa per l’esposizione di artigiani sardi segnalati da Confartigianato
di Sardegna sud, ma l’Avvocato Lena mi ha qualche giorno fa comunicato la sua rinuncia, ragion per cui, mentre lo
ringrazio ancora una volta per la sua collaborazione quanto mai preziosa, faccio mio il suggerimento fornitomi per
iscritto da Gianluca Fodde in favore di una candidatura del membro del Consiglio Direttivo Maurizio Marcis, che
non solo ha sostituito lo stesso Gianluca Fodde per impegni del gruppo giovanile, ma è anche artigiano collaboratore
di Confartigianato di Bergamo, pertanto in grado di contattare direttamente il Dottor Pietro Paolo Spada, che penso
sia già stato invitato nella sua veste di segretario di Confartigianato Imprese sud Sardegna al congresso di Cagliari di
fine Ottobre prossimo venturo.
Avendo terminato questo preambolo chiedo alla cortesia del Dottor Maroni, forse non interessato ad assistere alle
operazioni di competenza di questa Assemblea, se vuole riferire quanto ritenesse opportuno circa l’iniziativa
espositiva che Confartigianato Imprese di Bergamo si è offerta di ospitare nella terza decade del mese di Novembre
prossimo. Grazie.
Il Presidente Mario Pomesano
È seguita a questa relazione la breve esposizione del progetto, fatta dal Dottor Maroni, (sui contenuti di tale progetto
vi rimando alla lettura dell’intervista fatta al Presidente Pomesano e pubblicata sullo scorso numero 57 di questo
notiziario).
Si è poi passata alle designazioni proposte e si è dovuto prendere atto che il socio Gianluca Fodde, avendo superato i
35 anni, non può essere eletto delegato dei giovani, ma parteciperà ugualmente ai lavori del Congresso quale
Osservatore designato dal Consiglio Direttivo del Circolo.
Infine, sono stati eletti i delegati Margherita Battino per il settore donne e Maurizio Marcis eletto dall’Assemblea
tutta. Il delegato del settore giovanile andrà eletto convocando una apposita Assemblea dei soli soci giovani che
dovranno individuare tra loro la persona da delegare al Congresso della FASI.
L’Assemblea si è chiusa alle 20,00 circa.
Carissimi soci, dallo scorso numero 56 abbiamo aperto un angolo del nostro notiziario a figure che riteniamo
esemplari, degne di essere ricordate. Figure minori, che non finiranno mai sui libri di scuola ma che per
qualcuno di noi sono state molto importanti. Segnalatecele e dateci le informazioni relative, sarà nostra cura
redigere e pubblicare un breve testo di ricordo. (Guido Corda)
L’articolo che segue parla di un viaggio in Sardegna, ma non parla di solo mare.
Qui, una coppia di altoatesini, parlando con un “indigeno”, come lo chiamano,
hanno ricevuto una serie di indicazioni che hanno permesso loro di scoprire che
la Sardegna non è solo mare, ma custodisce ben altro: località e monumenti
capaci di affascinare anche chi è abituato alla maestà delle dolomiti ed al verde
di boschi incontaminati. È un qualcosa che tutti possiamo fare, purché si sappia
cosa dire a chi eventualmente dovesse chiederci, e per far questo occorre avere
l’umiltà di mettersi a studiare la storia della propria terra. Buona Lettura
ALLA RICERCA DELLA SARDEGNA SCONOSCIUTA
Un viaggio itinerante in un’isola posta al centro delle rotte del Mediterraneo antico
L'Isola di San Pietro, vissuta da turisti stanziali a Carloforte, ci aveva incuriositi. Era tempo che desideravamo intraprendere un viaggio nella Sardegna vista dall'alto dell'aereo ma mai avvicinata, visitando le parti meno conosciute della costa ovest e dell'interno. Fissata la seconda metà di giugno, abbiamo cercato il parere di “un indigeno del luogo” e ricevuto alcuni suggerimenti. “Il periodo scelto (seconda metà di giugno) è secondo me tra i migliori, molta luce, caldo ma non soffoca e poca gente! La costa ovest è molto bella, ma è quella più battuta dal maestrale, che quando soffia e non sei abituato può dare fastidio. Resta il fascino delle coste e delle spiagge spazzate dalle onde sotto il cielo estivo, con un tripudio di colori difficile da trovare. Che il senso di percorrenza sia orario, viaggiando da sud verso nord. Arrivando a Cagliari mi sembra giusto andare prima al mare, e solo alla fine, abbronzati e riposati, fare il rientro di 230 chilometri lungo la facile e diritta SS 131 - Carlo Felice e visitare alcuni monumenti significativi. Prenoterei in quattro luoghi diversi che potrebbero essere: a Piscinas, sulla Costa Verde (provincia di Carbonia, sopra Buggerru e Capo Pecora) per la parte bassa; nella penisola del Sinis (provincia di Oristano, sopra Tharros) per la parte centrale; a Bosa Marina o a Tresnuraghes (provincia di Nuoro) per la parte centrosettentrionale; infine a Stintino (provincia di Sassari, prospiciente all'isola dell'Asinara) per la parte nord.”. Mai consiglio è stato più azzeccato! È davvero solo in questo modo che si può avvicinare progressivamente l'essenza di una Sardegna affascinante e inaspettata e entrare in contatto con gli abitanti, gente inizialmente riservata che si rivela profondamente innamorata della terra che abita e assai disponibile a mostrarne le nascoste bellezze. Prima di partire abbiamo prenotato la prima notte un B&B a Fluminimaggiore e le tre notti a Stintino essendo zona turistica. Nel bagaglio un buon elenco di B&B e agritur posti lungo il percorso, per avere libertà di decidere lungo la strada. Per la vettura, noleggiata presso Cagliari aeroporto, conviene scegliere un modello abbastanza alto sotto: le strade in Sardegna sono spesso ancora in sterrato e abbiamo trovato qualche guado anche se si transitava una provinciale. Alla fine del viaggio avevamo accumulato 1400 km in due settimane. Arrivando a Cagliari in mattinata spendiamo la prima giornata percorrendo la costa del Sud, sostando brevemente a Torre di Chia, Teulada, S. Anna Arresi, Monte Sirai, Carbonia e deviando lungo la costiera per Fontanamare, Nèbida, Masua, Acquaresi, Bugerru, S. Nicolao [circa 230 km]. Vecchie strutture minerarie, verde, mare, vento e sole già ci trasportano lontano. L'agritur/B&B a Fluminimaggiore è semplice ma nitido. La miniera Su Sulfuru ci trasporta in una organizzazione sociale oramai lontana, a Portixeddu il mare batte la spiaggia. Ci trasferiamo a Piscinas dove pernottiamo in un campeggio ricavato presso ex-strutture minerarie. Camminiamo sulle grandi dune e la spiaggia dorate, le montagne scure contornano la vista verso est, ovunque ancora incombono i resti possenti delle vecchie miniere e degli attigui impianti di trattamento che occupano intere vallate e che ancora permeano la cultura recente di questi luoghi. Il bosco è ricco di animali, la vegetazione mediterranea ancora rigogliosa per l'acqua dei piccoli ma frequenti torrenti. Guadato il Rio Piscinas passiamo Marina di Arbus, visitiamo Montevecchio, Torre dei Corsari, Sant'Antonio di Santadi e, attraverso il ponte di Marceddi, raggiungiamo Arborea. L'ambiente intorno a noi è completamente cambiato, ci perdiamo nel territorio agricolo fertile organizzato a grandi riquadri prima di sostare nel centro storico di Oristano e visitare la basilica di Santa Giusta e raggiungere l'agritur “Il Sinis e Su Pranu” sulla penisola del Sinis. Ancora un cambio radicale di paesaggio, è pianura, siamo in zona di pesca, i monti sono lontani. I giorni a seguire sono dedicati alle spiagge (Is Arútas, Mari Ermi, Capo Mannu), a visitare la chiesa paleocristiana di San Giovanni di Sinis, il Museo Civico “G. Marongiu” di Cabras, con la presentazione dei giganti di Mont'e Prama e un primo incontro con la antica cultura nuragica. Si riparte per Tresnuraghes, zona montuosa prospicente il mare. Le giornate sono calde, San Leonardo Siete Fuentes ci accoglie al fresco di grandi alberi. I grandi murales, già incontrati a Fluminimaggiore, ci vengono incontro dalle case di Magomadas e Tinnura, famosa per le ceste lavorate, Bosa al tramonto mostra con le antiche filande un altro aspetto delle antiche industrie. Accompagnati da un amante della sua terra, percorriamo le strade e coste della Planagia, ovunque le antiche torri erette a contornare la Sardegna in difesa dai Mori. Ultima tappa a Stintino: pur se bella, non può competere con quanto abbiamo visto e vissuto nei giorni precedenti, ma ci permette un altro cambio di scena percorrendo in e-bike le strade della ex-colonia carceraria dell'Asinara. Merita un cenno il Museo della Tonnara. È Tempo di rientro. Lungo la statale 131 “Carlo Felice” troviamo Monte D’Accoddi, importante e unico sito archeologico della Sardegna prenuragica, la basilica della Santissima Trinità di Saccargia, in stile romanico in pietre bianche e nere e espansioni di scuola pisana. Poi Santu Antine, uno dei nuraghi più imponenti dell'intera Sardegna, ben conservato sino al 3° piano costruttivo, e quello di Losa, lasciano a bocca aperta. Infine il santuario nuragico di Santa Cristina: un'area archeologica presso Paulilatino che con il suo profondo pozzo sacro (XI a.c.), costruito con grandi pietre liscie lavorate con maestria e dedizione inaspettate da sola vale la fatica del viaggio. Rientriamo a Cagliari, vista dall'alto delle sue torri, con i fenicotteri rosa del Molentargius e del Poetto. Il Museo archeologico nazionale resta per una prossima volta. Il viaggio che qui si chiude appare ben più lungo di quanto sia stato: tanti i diversi scenari attraversati a visitati, tante le persone incontrate, gentili e disponibili a raccontare, a mostrare, tanti i differenti cibi e sapori gustati nelle nostre tappe. In conclusione: un viaggio da consigliare a nostra volta in questo stesso modo, specie tra primavera e inizio estate. Christine & Diego
ESTATE IN SARDEGNA
COSA FARE SE PIOVE, SE MI SCOTTO O PIÙ SEMPLICEMENTE SONO PRESO DALLA CURIOSITÀ DI SAPERNE DI PIÙ DI QUEST'ISOLA CHE HA SI UN MARE STUPENDO, MA ANCHE UN INTERNO CHE MERITA DI ESSERE CONOSCIUTO
Capitolo 2
Se sono nella zona di Bosa posso andare a fare il
bagno nella cala di Compultitu, un mare stupendo
ed una roccia particolare
| Qui la cala... |
| Ecco la roccia di Picasso, in tutta la sua maestosità |
Se poi da Bosa vi spostate verso Macomer, fermatevi qualche chilometro prima di arrivare alla SS 131 detta la “Carlo Felice”. Vi si trovano:
| Un villaggio nuragico e tre tombe dei giganti |
Notiziario redatto a cura di Guido Corda. Per richieste o collaborazioni scrivete all’indirizzo e-mail gucord@tin.ito
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