A tutti i soci del Circolo ed i lettori inviamo i nostri migliori auguri per un felice Natale ed un 2017 ricco di impegni, fraternità e gioie.
Il Direttivo
Nella tradizione sarda, quando la civiltà industriale e
commerciale ancora non aveva soppiantato quella contadina e
agropastorale, il Natale costituiva un importante e significativo
momento di aggregazione, ideale per ribadire e talvolta
ripristinare la coesione del nucleo familiare temporaneamente
incrinata dai vincoli derivanti dal lavoro in campagna.
Il Natale basato sul messaggio di fede e speranza, si
contrapponeva positivamente alla solitudine degli altri periodi
dedicati alla produzione del reddito, quando, per molti mesi
all’anno, il capo famiglia era costretto a vivere in freddi ricoveri
di montagna, lontano dalla propria casa e dai propri cari.
Il momento cardine che sanciva la ricomposizione di ciascuna
famiglia e la ripresa dei contatti umani, era proprio la notte della
Vigilia, definita dalla tradizione Sa notte ’e xena (notte della
cena). In quest’occasione, il caminetto rappresentava il centro
delle attività di ciascuna famiglia e, quindi, il punto di
emanazione del calore necessario a mitigare le fredde
temperature invernali. Per questo motivo, era consuetudine
predisporre per le festività natalizie, un grosso ceppo
appositamente tagliato e conservato Su truncu ’e xena o cotzina
’e xena. Un’atmosfera descritta in “Miele Amaro”, ripensando
alla sua Orotelli, da Salvatore Cambosu: «Certo, ci vuole
proprio un villaggio perché un bambino come Gesù possa
nascere ogni anno per la prima volta. In città non c’è una stalla
vera con l’asino vero e il bue; non si ode belato, e neppure il
grido atroce del porco sacrificato, scannato per la ricorrenza. In
città è persino tempo perso andar cercando una cucina nel cui
cuore nero sbocci il fiore rosso della fiamma del ceppo».
Proprio accanto al piacevole tepore emanato dal fuoco l’intero
gruppo familiare consumava i prodotti tipici sardi della
tradizione pastorale come l’agnello o il capretto arrosto con
annesse frattaglie (su trataliu e sa cordula)
, formaggi sardi e salsicce sarde ottenute da su mannale, il
maiale allevato in casa.
Secondo questa consuetudine i preparativi per la cena iniziavano
già nei giorni precedenti la Notte Santa. Al riguardo, la
tradizione orale racconta come in quella circostanza il consumo
di tutte le pietanze preparate diventasse un obbligo. E proprio
per questo motivo, spesso e volentieri, si ammonivano i bambini
a mangiare abbondantemente, altrimenti una terribile megera
chiamata “Maria Puntaborru” (in alcuni paesi del Campidano)
o “Palpaeccia” (in molti paesi dell’interno), avrebbe tastato il
loro ventre durante il sonno e se questo fosse risultato vuoto,
avrebbe infilzato la loro pancia con uno spiedo appuntito oppure
messo sul loro stomaco una grossa pietra per schiacciarlo.
Dopo la cena si era soliti intrattenersi ascoltando le storie e gli
aneddoti di vita narrati dagli anziani. In alternativa, il momento
d’attesa era trascorso facendo ricorso a giochi tradizionali come
su barrallicu, arrodedas de conca de fusu, punta o cù, cavalieri
in potu, tòmbula, matzetu e set’è mesu in craru.
Con l’avvicinarsi della mezzanotte, i rintocchi delle campane
avvisavano la popolazione dell’imminente
inizio della “Messa
di Natale”, Sa Miss’e pudda, ovvero la “messa del primo canto
del gallo”. In tale circostanza tutte le chiese venivano addobbate
con una gran quantità di ceri. L’atmosfera natalizia e l’alta
concentrazione di gente che assisteva alla solenne funzione (ad
eccezione delle donne in lutto che la notte restavano a casa e
partecipavano alla prima orazione del giorno dopo) diventavano
spesso fonte di baccano durante lo svolgimento delle sacre
funzioni religiose. Ne è testimonianza ciò che accadde in
occasione del Natale del 1878, quando, all’ora dell’elevazione
dell’ostia, uno dei barracelli presenti al rito sparò una
schioppettata nel presbiterio, cosicché il parroco sbigottito
dovette affrettarsi a finire le funzioni religiose prima dell’ora
stabilita. A tal proposito la Chiesa, già dal lontano passato,
aveva sempre lamentato il perpetuarsi di questi inconvenienti,
tant’è che i Sinodi di Cagliari degli anni 1651 e 1695, ad
esempio, davano indicazioni ben precise al Clero locale,
affinché: «... si vietino il chiasso e la gran confusione che si
creano in chiesa in occasione delle grandi feste e … le notti di
Natale, Giovedì e Venerdì Santo, … non si permetta il lancio di
noccioline, nocciuole, dolci, ecc., … né si sparino archibugiate
all’interno della chiesa, anche se per festeggiare il Santo. E se
sarà necessario si invochi l’aiuto del braccio secolare per
scongiurare questi eccessi».
Cuor di Sardegna è una piccola realtà aziendale con sede a
Nuoro, che punta a valorizzare le produzioni di eccellenza
dell'Isola, offrendo prodotti di qualità,
sia alimentari (formaggi, vini, olio e salumi), che artigianali
La loro proposta è basata su prodotti non reperibili al di fuori
del mercato locale, cercando di soddisfare, attraverso la rete,
le richieste provenienti da piccoli produttori difficilmente
raggiungibili, privi di un coordinamento e competenze
specifiche in grado di accorciare al minimo la filiera.
UN SALUTO AI “NOSTRI” ARTIGIANI DELLA CONFARTIGIANATO SUD SARDEGNA CHE
HANNO ACCETTATO DI VENIRE A BERGAMO PER ESPORRE LA LORO MAESTRIA (CHE
SCONFINA NELL’ARTE) ED I LORO PRODOTTI.
Ci piace ricordare, in questa sede, i loro nomi e le sedi dove potete trovarli la prossima volta che andrete in
Sardegna. Naturalmente nell’Isola ci sono una miriade di offerte (vedi sopra, per esempio), molto dipende da dove voi
alloggerete e quali prodotti cercate.
Però la rete annulla spesso le distanze ed è possibile dialogare con tutti loro anche stando comodamente a casa. E non
dimenticate di dire che siete soci del Circolo Maria Carta di Bergamo. Questa sarà una nota che accenderà una luce
ed armonizzerà il contatto.
Anna Segreto lavora con telai di struttura antica, ogni filo è
trattato a mano per riprodurre motivi e disegni della
tradizione con un gusto che supera tempi e mode.
I suoi tappeti, le coperte e gli altri arredamenti sono di una
bellezza ed una morbidezza straordinarie.
È sicuramente la più strutturata da un punto di vista
commerciale proponendo le sue opere anche a Villasimius
oltre che a Villamassargia, tipico paesino del Sulcis-Iglesiente.
Verso Paola Garau non possiamo non provare ammirazione.
I suoi ricami, fatti rigorosamente a mano, sono autentiche
opere d’arte che stupiscono anche le nostre più esperte ed
abili signore nel lavoro con ago e filo.
Una gioia per gli occhi ed un profondo stupore, per i signori
che spesso non riescono (riusciamo) a capire quanta tecnica
e quanta passione occorrono per realizzare ciò che ha
portato da far ammirare a Bergamo.
“Boiccu” è il corrispettivo campidanese di Salvatore!
(Boiccheddu è il vezzeggiativo). Il nome è stato scelto di
comune accordo dai soci per evitare una sfilza di nomi (i
loro) nella ragione sociale. Ora sono tutti conosciuti come
Boiccu!! Straordinari i loro set di coltelli per la cucina e per
le occasioni importanti, fatti ispirandosi all’antica tradizione
sarda per le lame. I manici, lavorati con maestria assoluta,
colpiscono quanto le lame stesse.
Lo straordinario di questa gioielleria è il laboratorio rimasto
come lo aveva sistemato il fondatore Pierandrea Carta. In
questo laboratorio il figlio, di cultura classica, continua a
lavorare con la stessa maestria e con gli stessi strumenti e
tecniche usate dal padre. Qui non troverete anelli fatti in
serie. I gioielli sono autenticamente artigianali e come tali
sono tutti pezzi unici.
Carissimi soci, dallo scorso numero 56 abbiamo aperto un angolo del nostro notiziario a figure che riteniamo esemplari,
degne di essere ricordate. Figure minori, che non finiranno mai sui libri di scuola ma che per qualcuno di noi sono state
molto importanti. Segnalatecele e dateci le informazioni relative, sarà nostra cura redigere e pubblicare un breve testo di
ricordo. (Guido Corda)
Il Sentiero Selvaggio Blu
Se siete dotati di fisico a posto, coraggio e amore per la bellezza dei paesaggi, vi invitiamo ad
andare su Google, digitare “selvaggio blu” e quindi vedere se “il trekking più difficile d’Italia”,
nel golfo di Orosei, è all’altezza del vostro spirito di avventura. Sono sette tappe per toccare ed
immergersi nelle più belle cale della Sardegna e forse dell’intero mediterraneo. È un’avventura
non per tutti, ve lo diciamo subito. A voi fare il passo successivo. Sicuramente è una impresa, fatta
con le guide, da raccontare poi agli amici, ai parenti e poi ai nipoti, quando sarà tempo.
Cari soci del Circolo Maria Carta…..
Cari soci ed amici del Circolo Maria Carta,
quello che state leggendo è l’ultimo numero del Notiziario per il 2016, ed anche l’ultimo da me redatto con
mandato pieno della dirigenza Associativa.
Questo perché il 31/12 scadranno tutti gli incarichi Associativi, il mio compreso, ed entro il Marzo 2017 si
andrà ad eleggere il nuovo Presidente ed il nuovo direttivo dai quali dipenderà la scelta del nuovo responsabile
di questo foglio.
Nelle more del rinnovo tutti rimarremo in carica per le questioni di ordinaria amministrazione, per cui potrà
capitare che escano dei notiziari flash per farvi avere comunicazioni utili o addirittura indispensabili, come
per esempio data, sede ed orari dell’appuntamento elettorale (chiamiamola così, ma Assemblea elettiva è il
termine più corretto).
Questo non vuol dire che abbandoni il campo. La mia disponibilità a continuare questo lavoro c’è e sarà mia
cura comunicarla al nuovo Presidente e, per suo tramite, al direttivo.
Penso però che anche ad altri soci piacerebbe cimentarsi in questo compito, e ciò rappresenta una ricchezza per
il Circolo stesso e, perdonatemi la piccola vanità, un complimento per il lavoro fatto in questi anni.
Sarà il direttivo a fare le scelte che riterrà più opportune.
A me, oggi altro non rimane che salutarvi e ringraziarvi per la vostra attenzione. Da bravo vecchio scout ho
sempre cercato di fare del mio meglio per il Circolo e per la Sardegna, e spero che un poco dell’impegno e
dell’amore messo in questo compito sia arrivato anche alle vostre menti ed ai vostri cuori.
Buon Natale e felice 2017dunque, e Forza Paris!!
Guido Corda
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