FESTA DI PRIMAVERA
PRANZO SOCIALE CON MENÙ TIPICO SARDO
PRANZO SOCIALE CON MENÙ TIPICO SARDO
DOMENICA 21 Maggio 2017 ore 12.30
Presso il CASELLO SAN MARCO a BAGNATICA in Via dei Colli 16
MENÙ
Salumi misti
Malloreddus
Maialetto alla Campidanese
Verdure di stagione
Dolce della Casa
Vino Cannonau e acqua minerale
Caffè e Mirto
Contributo soci € 20.00 | Bambini € 10.00
Prenotazioni entro il 18 maggio 2017 presso il Circolo al n. 035240376 oppure ai numeri 035681965 | 3486906009
1° MAGGIO 361^ SAGRA DI SANT’ EFISIO
Tra storia e leggenda
La processione dedicata al santo, alla quale assistono
migliaia di persone, fedeli e turisti, si svolge ogni anno
il primo maggio per sciogliere il voto fatto al Santo
dalla municipalità cagliaritana e dai sardi nel 1657 per
far cessare una grave epidemia di peste. Sant’Efisio
operò quel miracolo da qui la processione promessa
che porta la statua nel luogo del suo martirio a Nora.
Sant’ Efisio, patrono della città di Cagliari, in onore del
quale si celebra annualmente il 1° maggio la rinomata
sagra, fu ufficiale pretoriano di Diocleziano, inviato in
Sardegna per combattere gli Iliesi; convertitosi alla
fede cristiana, che non volle abiurare, fu imprigionato,
ferocemente torturato a Cagliari e decapitato poi a
Nora dove si trova la chiesa a lui consacrata nel 1102.
La chiesa cagliaritana risalente al 1780, in barocco
piemontese, non assume importanza sotto l’aspetto
architettonico ma restituisce una forte testimonianza
sotto l’aspetto del culto e della tradizione cittadina.
La struttura è costituita da una semplice navata con
tre cappelle laterali tra le quali, la cappella in marmo
della Vergine del Riscatto, ricordiamo poi il pregevole
dipinto dedicato ai SS Cosma e Damiano e il simulacro
del santo che viene portato in processione il primo
maggio. Presso l’altare maggiore sono
presenti le reliquie del santo, una nicchia contenente il
busto dell ”Ecce Homo” e una iscrizione incorniciata
dai resti delle palle di cannone che colpirono Cagliari
durante l’assedio francese del 1793, in ricordo dell’
invocato intervento del santo patrono. Nella sagrestia
sono conservate poi, la statua scolpita dal Lonis che
viene portata in processione il Lunedì di Pasqua e
quella chiamata “Sant’ Efis sbagliau” che raffigura il
santo in vesti alla greca.
Attigua alla Chiesa, nella via S. Efisio attraverso una porticina si accede al carcere, una cavità posta a una decina di metri sotto il livello della strada, dove è presente la colonna in marmo alla quale venne incatenato il martire. Sant’Efisio nacque alla metà del III secolo a Gerusalemme, da madre pagana e padre cristiano. Anche se educato dalla madre all’idolatria, Efisio si mostra insofferente alla dottrina. Si arruolò ufficiale dell’esercito romano forse invitato dalla madre e così fu mandato in Italia a combattere i cristiani. È infatti per questo motivo che il simulacro del santo lo ritrae in abiti militari. Durante il viaggio verso l’Italia gli si presenta una croce accompagnata da tuoni e fulmini, cadendo in uno stato di stordimento ode la voce di Gesù che gli narra il suo futuro martirio per la fede cristiana.
Attigua alla Chiesa, nella via S. Efisio attraverso una porticina si accede al carcere, una cavità posta a una decina di metri sotto il livello della strada, dove è presente la colonna in marmo alla quale venne incatenato il martire. Sant’Efisio nacque alla metà del III secolo a Gerusalemme, da madre pagana e padre cristiano. Anche se educato dalla madre all’idolatria, Efisio si mostra insofferente alla dottrina. Si arruolò ufficiale dell’esercito romano forse invitato dalla madre e così fu mandato in Italia a combattere i cristiani. È infatti per questo motivo che il simulacro del santo lo ritrae in abiti militari. Durante il viaggio verso l’Italia gli si presenta una croce accompagnata da tuoni e fulmini, cadendo in uno stato di stordimento ode la voce di Gesù che gli narra il suo futuro martirio per la fede cristiana.
Arrivato a Gaeta viene battezzato, decide così di
battersi per la fede e di sconfiggere il paganesimo. A
questo punto decide di intervenire in difesa dei
Cristiani della Sardegna perché viene a conoscenza
delle tribù che vivono ancora immerse nel paganesimo
tra i monti dell’interno.
Giunto in Sardegna diffonde il Vangelo, creando
presso di sé un gruppo di fedeli. Preso dal fervore della
fede scrisse una lettera all’imperatore affinché si
convertisse, ottenne l’effetto contrario, tanto che
venne incarcerato e dovette sopportare orribili pene.
Le ferite inferte sul corpo di Sant’Efisio guarirono ad
opera di angeli; la notizia di questo evento miracoloso
si diffuse in tutta la città con la conseguente
conversione di altra gente incredula. Diocleziano,
venuto a conoscenza di questo e di altri miracoli,
ordina la condanna a morte del santo martire a Nora,
e non a Cagliari per il timore di insurrezioni a difesa del
martire.
Il Santo prima di morire chiede a Dio di proteggere il
popolo Sardo dai nemici e dalle malattie, ed è per
questa richiesta che nei momenti più tragici della
storia Cagliaritana e sarda, il popolo si è rivolto a lui
affinché intercedesse verso Dio.
LETTERA A TUTTI I SOCI
Carissimi Soci,
Scrivo la presente per comunicarvi che il
Consiglio Direttivo nella riunione del 5 aprile
scorso, tenutasi presso la nuova sede di via
Borgo Palazzo, 25, mi ha eletto presidente
del Consiglio Direttivo e quindi
rappresentante del Circolo. Carica che mi
onora e spero di poter svolgere questo
incarico nell’interesse di tutti i soci. Faccio
sin d’ora affidamento sulla vostra
benevolenza per gli errori che commetterò e
conto sul vostro aiuto durante questo
cammino che dobbiamo percorrere assieme.
Poiché molti di voi non mi conoscono, voglio
prima di tutto presentarmi.
Mi chiamo Eliseo Pitzalis, sono nato 78 anni
fa a Orroli, un piccolo paese in provincia di
Nuoro, dove ho trascorso la mia prima
infanzia sino all’età di tredici anni circa.
Non essendoci scuole nel mio paese, né in
quelli vicini, per iscrivermi alle scuole
secondarie dovetti andare a Cagliari, dove
avevo conseguito il diploma in Ragioneria.
Dopo il diploma avevo lavorato, prima a
Cagliari presso una ditta privata e poi a
Oristano nell’ufficio cooperative dell’ente di
Riforma Fondiaria - ETFAS che molti sardi
della mia età conosceranno.
In seguito avevo vinto un concorso pubblico
e nel 1967 mi fu offerto un posto presso
l’Ispettorato Agrario Provinciale di Bergamo
con il ruolo di segretario amministrativo.
Nel 1971, dopo la divisione dello stato in
Regioni, l’ufficio dove lavoravo e tutto il
personale fu trasferito sotto l’egida
regionale e li ho continuato la mia carriera
amministrativa per venti anni. Nel
frattempo mi ero anche laureato in
Economia e Commercio e fui promosso alla
carriera direttiva di secondo livello.
Il lavoro nel settore pubblico però non mi
gratificava e nel 1991 detti le dimissioni dal servizio e aprii un piccolo studio privato di
Dottore Commercialista che esercitavo in
piccolo studio a lato dell’abitazione. In
seguito l’attività professionale fu trasferita
in uno studio indipendente, situato a
Bergamo in via Cucchi. 5, dove sono tuttora.
Sono socio del Circolo da dodici anni e, dopo
l’elezione a membro del consiglio direttivo
mi fu assegnata la carica di tesoriere, carica
che ho esercitato ininterrottamente per
nove anni, sino alla nomina a Presidente.
Il ruolo di Presidente mi spaventa non poco.
Confido nell’aiuto di tutti voi per fare
qualcosa di utile nell’interesse del circolo e
di tutti gli associati.
I programmi di quest’anno sono ancora da
definire. Abbiamo già fissato la giornata del
21 maggio da trascorrere assieme nelle
colline di Bagnatica, mentre sono ancora da
definire due serate culturali con una
compagnia teatrale e un incontro col
professor Giosuè Romano su tema da
concordare. Per il prossimo autunno
contiamo di poter organizzare una
manifestazione ad Albino in ricordo di
Antonio Gramsci, un filosofo e politico
sardo, perseguitato e in seguito arrestato e
condannato per le sue idee politiche non
allineate a quelle del regime fascista.
Quest’anno ricorre l’ottantesimo
anniversario della sua morte e ci sembra
giusto ricordare quest’uomo che si è battuto
e ha sofferto senza piegarsi in difesa delle
sue idee.
Cari saluti a tutti voi e alle vostre famiglie.
Bergamo, 10 maggio 2017
Eliseo Pitzalis
Digital Archive Project
Contenuti digitalizzati a Febbraio 2026 da STUDIO C | CREATIVE DESIGN STUDIO