RACCOLTA FIRME PER IL RICONOSCIMENTO DELL’ INSULARITÀ
È un problema molto sentito, quello del riconoscimento in Costituzione dell’insularità, sia per la
Sardegna che per le altre isole italiane sparse nel mare mediterraneo. Il parlamento europeo ci
dice che le agevolazioni (tipo continuità territoriale aerea e navale) previste fino a tutt’oggi, e in
scadenza tra breve, non sono più valide essendo state dichiarate come aiuti di Stato.
L’unico modo per potere ovviare a questo grave svantaggio che si creerebbe è quello del
RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI DI INSULARITÀ come molti altri paesi europei hanno da tempo.
Per avere il riconoscimento di insularità bisogna modificare l’art. 119, della Costituzione Italiana,
aggiungendo un comma in cui si dichiara il grave svantaggio che si ha a spostarsi da un paese
all’altro rispetto ai viaggiatori di tutta Europa sulla terraferma o continente.
Questo riconoscimento dei diritti sarebbe valido per tutti i cittadini dell’Unione Europea e non
solo per i sardi, isolani, nativi e residenti. Per la modifica dell’articolo in costituzione, anche il
Circolo, tramite la FASI si è già attivato per la raccolta di firme che ci ha visto impegnati nei giorni
di sabato 12 e 26 maggio, e a seguire il 23 e 30 giugno, il 7-14-21 e 28 luglio, dalle ore 10 alle 13, in
via XX settembre a Bergamo, con il gazebo, tra gli uffici del Comune e la Regione Lombardia.
L’invito ad aderire è rivolto a tutti i Soci e Amici che sono sensibili a queste tematiche.
Si possono raccogliere le firme anche al Circolo nei giorni e negli orari di apertura.
MANIFESTO PER IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI DELL’INSULARITÀ
Noi cittadini sardi, consapevoli:
- dei pericoli insiti negli attuali andamenti economici interni e internazionali per il benessere dei sardi dovuti alle politiche seguite che hanno tenuto in sempre minore conto gli svantaggi dell’insularità;
- dell’esistenza di un divario economico con il resto del Paese, anche dovuto all’esistenza di una contribuzione fiscale netta negativa pro-capite che pone la Sardegna al penultimo posto, davanti alla sola Calabria;
- che il ritardo nello sviluppo è stato sinora affrontato dallo Stato in prevalenza con interventi di tipo assistenziale, che hanno impedito di sviluppare un’economia autopropulsiva;
- che tale modello di intervento pubblico ha prodotto un innaturale mutamento sociale, minando i fondamentali della cultura di intrapresa produttiva e di impegno per la vita dei sardi;
- che ha rafforzato il clientelismo e la dipendenza dagli aiuti statali che contraddicono in modo stridente la natura dignitosa e indipendente dei sardi, isolandoli la sua economia dalla dinamica economica globale;
- che la risposta della Sardegna non può e non deve essere improntata alla difesa dello “status quo”, chiedendo maggiore assistenza pubblica, ma sollecitando infrastrutturazione materiale e immateriale che offra “pari opportunità” di partenza per tutti i cittadini e valorizzi le risorse umane ed economiche di cui dispone
- di riconoscere il “principio di insularità” nella Costituzione Italiana come condizione irrinunciabile ed equa di un pari diritto di cittadinanza;
- di operare a livello europeo per esprimere e attuare i principi ispiratori enunciati nel recente incontro del G7;
- di avere una rete di protezione sociale non dissimile da quella vigente nel resto del Paese, parametrandola su una spesa pro-capite nei singoli settori di intervento;
- di calcolare in modo scientifico il maggior aggravio di costi derivante dall'applicazione della parità di diritti di cittadinanza nel contesto insulare;
che segni il passaggio dall’accettazione supina di un impossibile sviluppo basato sull’assistenza e che dia avvio a una nuova stagione politica culturale che valorizzi merito, intraprendenza e
capacità, in cui il popolo abbia realmente il potere costituente e non debba dipendere dal
potere costituito a esso esterno.
INSULARITÀ | IL REFERENDUM SPIEGATO AL MIO GATTO
Ogni anno ciascun cittadino della Lombardia (neonati compresi) regala allo Stato 5.500 euro,
mentre ciascun cittadino sardo (neonati compresi) riceve in regalo dallo Stato 2500 euro in più di
quello che viene prodotto. Lo Stato “toglie ai più ricchi” per favorire lo sviluppo delle regioni più
deboli. Questo fa imbestialire la Lega Nord e tutti i cosiddetti “padani” che il 22 ottobre scorso,
hanno plebiscitariamente votato un referendum consultivo per chiedere allo Stato di aumentare
la loro autonomia per poter trattenere al nord “i loro soldi”. E la Sardegna? Faraonici piani di
rinascita e fiumi di denaro a sostegno delle attività produttive hanno sicuramente cambiato il
nostro tenore di vita, ma non sono stati sufficienti a darci un’economia autonoma, in grado di
garantirci il benessere. Anzi, la distorsione clientelare e la vocazione assistenziale con cui sono
stati erogati i soldi, ha distrutto ogni competitività e cultura d’impresa in Sardegna, abituandoci a
vivere in attesa dell’aiuto pubblico. É arrivato il momento di cambiare rotta: serve una svolta
decisiva! “Abbiamo una specialità che è unica tra tutte le regioni italiane: noi siamo un’Isola, noi
soli siamo circondati dal mare, con tutti gli svantaggi che ne derivano!” La Sardegna non chiede
più assistenza, ma pari dignità e pari opportunità. Vogliamo aerei e navi che non siano da terzo
mondo, vogliamo pagare l’energia quanto si paga nel resto d’Italia, vogliamo ferrovie e strade
degne di tal nome, vogliamo sanità di qualità, vogliamo università, alta formazione e innovazione
tecnologica adeguate, possibilità di avere una fiscalità di vantaggio! La Sardegna chiede che
l’Italia non ci regali più il pesce, che ormai è comunque insufficiente a sfamare tutti, ma ci
fornisca le canne da pesca e le lenze per dimostrare la nostra capacità di pescare. I valori della
coesione nazionale, per cui hanno dato il sangue e la vita i nostri nonni, richiedono il
riconoscimento dello svantaggio dell’insularità, già riconosciuto (dopo mille battaglie!) anche nel
Trattato Europeo.
Ora anche lo Stato italiano deve fare la sua parte. Uniamo i sardi: la battaglia si vince tutti
insieme!
La tua firma è preziosa!
A cura del comitato per il referendum dell’insularità
SONO APERTE LE ADESIONI AL CIRCOLO PER IL 2018
L’attività del Circolo continua, con l’impegno di sempre. Con l’entusiasmo di sempre. Tramite il
Notiziario, si cerca di dare puntualmente notizia di quel che si fa e di quello che ci si propone di
fare, e sono davvero numerose ormai le occasioni per incontrarsi, nel divertimento o nello spazio
culturale. Il Circolo però è fatto di soci, e per essere soci, va da sé, è necessario rinnovare
l’adesione al più presto. Ci sembra quindi opportuno ricordare ogni tanto di rinnovare l’adesione
e incoraggiare l’iscrizione di altri soci. Più siamo e più è possibile portare avanti iniziative,
elaborare progetti, fare programmi. Chi non l’avesse fatto è invitato perciò a rinnovare
l’iscrizione.
Per vostra comodità potrete effettuare l’adesione con un bonifico presso il CREDITO
BERGAMASCO – BANCO BPM Codice IBAN: IT 43 O 05034 11149 000000029277 CAUSALE:
Tesseramento 2018
SERATA CULTURALE DEDICATA ALL’ AVIAZIONE CIVILE
Venerdì 15 giugno 2018 ore 20.30
presso il Centro Polifunzionale “UFO”
Via Legionari di Polonia 5 Ponte San Pietro BG
L‘Autore LUCA GRANELLA presenta il suo nuovo libro
storico-fotografico
“Alisarda e Meridiana Da Venafiorita alla nascita di Air Italy”
Moderatore: ENRICO UBIALI
Introducono le Autorità Comunali e illustri esponenti
dell’ Associazionismo
Esposizione del plastico “Aeroporto Olbia Costa Smeralda”
interamente realizzato a mano (scala 1:500).
A seguire visita al bunker della II guerra mondiale
Con il patrocinio di:
Digital Archive Project
Contenuti digitalizzati a Febbraio 2026 da STUDIO C | CREATIVE DESIGN STUDIO